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FATE: perchè (e come) dovreste assolutamente guardarlo

Il franchise di Fate è, ad oggi, uno dei più popolari e conosciuti sia in Giappone che tra gli appassionati di animazione di tutto il mondo, al punto che è impossibile trovare qualcuno che non abbia mai sentito nominare neanche uno dei tanti adattamenti animati del vasto universo creato da TYPE-MOON e da Aniplex. Eppure, proprio a causa della sua vastità e complessità, molti trovano difficoltà ad approcciarsi ad esso. E’ vero, tra light novel, anime, manga e videogiochi i prodotti ai quali fare riferimento sono diversi, negarlo sarebbe inutile, ma non disperate. Oggi siamo qui per chiarire qualsiasi dubbio voi possiate avere in merito.

Non lasciatevi intimorire dalle decine di serie animate che fanno parte della timeline del franchise: fidatevi, ne vale assolutamente la pena. Fate, proprio per la sua complessità e ampiezza, è un prodotto che riesce ad adattarsi perfettamente a qualsiasi tipo di pubblico, capace di prendere le classi di spettatori più disparate. Chi alla ricerca di uno shonen più leggero sarà soddisfatto da Fate: Stay Night, o dal più recente adattamento animato della seconda route (ma qui ci arriviamo più avanti), Unlimited Blade Works. Chi invece cerca un prodotto dalle tematiche più “oscure” amerà immediatamente Fate/Zero e rimarrà affascinato dalle più recenti trasposizioni di Heaven’s Feel. E non mancano i prodotti per un pubblico più giovanile o, semplicemente, in cerca di prodotti più demenziali. Basti pensare ai vari spin-off comici dei manga o alle più recenti serie animate su Ilya.

Di cosa parla la storia di Fate? La risposta è semplice, e speriamo possa catturare immediatamente il vostro interesse.

Fate narra delle Guerre per il Santo Graal.

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Ogni settant’anni circa nella città di Fuyuki sette maghi vengono scelti per partecipare alla guerra. Si scontreranno in una lotta all’ultimo sangue dalla quale solo un potrà uscire vincitore. Il premio, neanche a dirlo, è il Santo Graal, la possibilità di realizzare un desiderio. Qualunque esso sia.

Detta così può sembrare qualcosa di infinitamente banale, ma vi assicuro che non lo è affatto. Personaggi, archi narrativi e tematiche affrontate riusciranno a stupirvi e appassionarvi, sia per il loro realismo che per la loro serietà e attualità. Argomenti come la guerra, il dolore, il significato delle parole “giustizia” o “eroe” sono fondamentali per questa serie, e il tutto è analizzato in maniera estremamente significativa e profonda. La banalità non esiste.

Lo spettatore, oltre a godersi quei venti minuti di puntata, si ritroverà al termine della visione con decine e decine di spunti di riflessione più disparati. La ricerca di se stessi, del proprio posto nel mondo, tutti temi che hanno reso famosi anime come Evangelion sono parte integrante dell’universo di Fate.

La Guerra per il Sacro Graal, insomma, diventa una sorta di pretesto che gli autori usano per fare riflettere il fruitore, per proporre una realtà e delle problematiche attuali in ogni epoca, mai banali, mai affrontate superficialmente.

L’universo di Fate

Gli appassionati di opere come Il Signore degli Anelli, Star Trek o Il Trono di Spade (per citarne tre famose) annoverano tra i pregi di queste opere la completezza e la vastità dei mondi all’interno delle quali sono collocate.

Questo è, senza ombra di dubbio, anche uno dei grandi pregi anche del franchise di Fate. Vi ritroverete di fronte a una storia narrata nei minimi dettagli, piena di spin-off, di timeline alternative che in qualche modo si integrano con la trama originale – basti pensare a Fate/Grand Order, ambientato in un universo parallelo, che nonostante questo contribuisce alla caratterizzazione di alcuni personaggi della saga principale –. Nulla è inutile o fine a se stesso.

Lo spettatore finirà inglobato completamente dal mondo di Fate e, serie dopo serie, tassello dopo tassello, avrà tra le mani tutto ciò che deve sapere sul Graal, i personaggi e le varie Guerre.

Quindi… Da dove iniziare?

Sin dal suo primo adattamento del 2006, il franchise ha goduto di numerose altre trasposizioni che, come detto, potrebbero confondere lo spettatore a un primo approccio. Stay Night, UBW, Zero, Apocrypha

Fate Stay Night è tratto dal videogioco omonimo, esso si divide in tre route: Fate, Unlimited Blade Works ed Heaven’s Feel. Questi sono tre filoni narrativi, ciascuno con esiti differenti, che si definiscono in base alle scelte che il giocatore prenderà durante il suo percorso. Tutte e tre sono state adattate, completamente o parzialmente.

Essa racconta della Quinta Guerra per il Santo Graal. Il protagonista è Shirou Emiya, un ragazzo liceale orfano e con scarse abilità magiche che si ritrova coinvolto nella lotta per ottenere il Graal con Saber al suo fianco, uno Spirito Eroico che diventerà il suo Servant. La Guerra è così strutturata: sette Master, cioè sette maghi, si scontrano per il Graal con al loro fianco un Servant, ossia un importante personaggio storico o leggendario la cui forza è maggiore di quella del Master. Un Master e un Servant contro tutti gli altri: l’ultimo a restare in piedi vince.

I Servant sono a loro volta divisi in sette classi, in base alle loro caratteristiche o alle loro leggende. Avremo la classe Saber, abili spadaccini, Caster, maghi molto potenti, Archer e così via. Ogni Spirito Eroico si farà chiamare col nome della classe che gli viene attribuita al fine di nascondere la sua vera identità. Strategicamente, tenere nascosta l’identità di un Servant è fondamentale poiché aiuta a nascondere il suo punto debole. Poniamo come esempio che venga evocato Achille: tutti sanno qual è la sua debolezza.

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La Route principale, detta anche Saber route, è stata adattata nel 2006 dallo studio Deen. Il lavoro, tuttavia, risulta qualitativamente inferiore alle altre serie, sia dal punto di vista tecnico che della trama, rischiando di spoilerare allo spettatore o di confonderlo cercando di adattare parti di trama provenienti dalle altre due route. Molti sconsigliano la visione di questo adattamento, tuttavia, essendo la Fate route quella principale, la visione è consigliata, poiché senza di essa si potrebbe avere difficoltà a seguire gli eventi successivi. Chiaramente, qualora si decidesse di giocare a Stay Night, sarebbe possibile saltare questo adattamento.

La seconda route è Unlimited Blade Works, prodotta da Ufotable tra il 2014 e il 2015 in due stagioni, attualmente reperibile sia su Netflix sia un versione home-video con un ottimo doppiaggio. La trama è identica. Ciò che differisce è il fatto che, mentre i protagonisti della prima route sono Saber e Shirou, qui ad essere attenzionati maggiormente saranno Rin Tohsaka, giovane maga proveniente da una prestigiosa famiglia, e il suo Servant Archer. UBW, a differenza del precedente, rappresenta un adattamento a dir poco magistrale, che consigliamo vivamente a chiunque sia interessato ad avvicinarsi al franchise.

La terza e ultima route è Heaven’s Feel, che sta recentemente venendo adattata, sempre da Ufotable, in tre film. Anche in questo caso la trama di base è identica, e come al solito la route si differenzia in base alle scelte del giocatore. La protagonista in questo caso è Sakura Matou, anche lei partecipante alla Guerra, e al centro delle vicende vi è il suo rapporto con Shirou e Rin. Heaven’s Feel è probabilmente la “versione” più cupa e oscura di Stay Night, tanto che viene accostata spesso a Zero, del quale parleremo più avanti. Tematiche inquietanti e atmosfere cupe e oscure caratterizzano questo arco narrativo, molto più maturo e disturbante rispetto ai primi due.

Il primo film è stato proiettato nel 2017 col titolo Heaven’s Feel I: Presage Flower. Il secondo, Lost Butterfly, è uscito a gennaio in Giappone, ed è in uscita nelle sale italiane a giugno. Il terzo, Spring Song, uscirà nel 2020 e concluderà l’adattamento della route.

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Prequel e Sequel

Fate Stay Night ha anche un sequel, anch’esso in formato visual novel: Fate/Hollow Ataraxia. La storia parte a sei mesi di distanza dagli eventi della Quinta Guerra quando tutti i Servant tornano sulla Terra, nuovamente legati ai propri Master. A oggi non abbiamo ancora un adattamento animato, tuttavia Ufotable sembra interessata a realizzarne uno dato il successo di Unlimited Blade Works. Non ci resta che incrociare le dita per quando Heaven’s Feel sarà concluso!

Fata/Zero, invece, è una serie di quattro light novel scritte da Gen Urobuchi, adattate in due serie animate nel 2011 dalla fedele Ufotable. La trama, stavolta, ruota attorno agli eventi della Quarta Guerra, e i protagonisti sono quasi tutti collegati a quelli d Stay Night. Shirou, il protagonista, è il figlio adottivo di uno dei personaggi principali di Zero. Ci troviamo di fronte a una perla, uno dei prodotti più crudi, seri dall’enorme potenza argomentativa, introspettiva e filosofica dell’intero franchise. La visione è consigliata solo dopo avere visto fino ad Heaven’s Feel per potere cogliere riferimenti e citazioni e aggiungere tasselli a quell’immenso puzzle che è questo universo. Il finale, infatti, si riallaccia direttamente all’inizio di Stay Night.

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Spin-Off

La serie principale finisce qui, tuttavia ci sono diversi spin-off dei quali parlare, ambientati in universi paralleli. A portare alla creazione del canone secondario e terziario sono due avvenimenti: la presenza o meno di Angra Mainyu, servant e “possessore di tutti i mali del mondo”, e del Mana – il potere magico, in breve – nel mondo.

Cominciamo dal canone più semplice, il terzo. Esso è il più frammentato e si compone soprattutto da tante opere slegate tra di loro, tanti piccoli universi paralleli che si creano in seguito ad eventi specifici che nel canone principale non avvengono.

Il primo spin-off è Fate/Apocrypha, che si compone di cinque light novel successivamente adattate dalla A-1 Pictures in 25 episodi. Non è esattamente l’adattamento più amato del franchise, ma ha delle peculiarità che rendono la visione quantomeno interessante agli occhi degli appassionati. Abbiamo citato poco sopra la presenza di Angra Manyu nella Terza Guerra. Egli sarebbe stato, nel canone principale, evocato dalla famiglia degli Einzber al fine di vincere la guerra.

L’universo di Apocrypha differisce proprio in questo dettaglio: la famiglia Einzber, infatti, invece di evocare Angra Manyu evoca un Servant della classe minore Ruler, evitando quindi che il Graal venga corrotto dai mali del mondo. Come conseguenza, gli eventi di Fate/Zero e di Stay Night non sono mai avvenuti.

Fate Apocrypha, nello specifico, racconta di una Guerra molto particolare; mentre in quelle precedentemente raccontate erano sette maghi a scontrarsi e a vincere il Graal era l’ultimo mago rimasto, in questo caso abbiamo due fazioni che si scontrano, i rossi e i neri. Questi ultimi sono maghi reclutati dalla famiglia Yggmillennia, colpevole di avere rubato il Graal durante la Terza Guerra. I rossi, invece, sono maghi convocati dall’Associazione per riprenderlo.

È un caso straordinario, tanto che la guerra sarà nota come Grande Guerra del Graal. Inoltre, durante le Guerre viene convocato un giudice scelto all’interno della chiesa per verificare che la competizione proceda regolarmente. In questo caso il giudice non sarà né un mago né un uomo di chiesa, bensì un altro spirito eroico evocato con la medesima funzione di supervisionare la Guerra. È, in definitiva, un adattamento molto interessante per i fans coi suoi molti pregi e i suoi – purtroppo evidenti – difetti e del quale sicuramente parleremo in futuro in questa rubrica.

Cronologicamente successivo agli eventi di Fate/Zero e ambientato in un altro degli universi paralleli citati prima è Fate/Strange Fake. Si tratta anche in questo caso di cinque light novel che a oggi non posseggono una trasposizione animata.

La trama, anche in questo caso, è molto semplice. Ci troviamo anche in questo caso in un universo parallelo rispetto al canone principale, a circa settant’anni dalla Terza Guerra per il Santo Graal. Un’associazione americana di maghi si schiera apertamente contro l’Associazione dei Maghi di Londra e decide di mettere in atto una guerra autonoma, che sarà poi nota come “Falsa Guerra”. Proveranno quindi a creare un falso Graal e a ricreare il rituale non a Fuyuki, ma a Showfield. Tuttavia non filerà tutto liscio come sperato, e delle grosse anomalie inizieranno a verificarsi, modificando radicalmente la Guerra come noi la conosciamo.

Il secondo canone, invece, differisce a causa della graduale scomparsa dal Mana dal mondo a seguito di un’incidente avvenuto dopo la Terza Guerra. I prodotti principali sono Fate/Extra, e Fate/Extella. Si tratta di due videogiochi, rispettivamente per PSP e per PS4, Switch e Vita. Shaft ha adattato il primo in una versione animata nel 2018: Fate/Extra Last Encore.

La storia è ambientata nella scuola Tsukumihara, nella quale attraverso il sistema SERAPH si replica artificialmente la Guerra per il Santo Graal. Il processo quindi è totalmente computerizzato, compreso il meccanismo che evoca i Servant. Oltre a questo, differisce dalle Guerre “tradizionali” perché i partecipanti sono più di cento e possono affrontarsi nell’Arena virtuale; il vincitore, comunque, sarà sempre l’ultimo sopravvissuto.

Abbiamo, infine, le serie dedicate a Illya, altro personaggio importante nella saga principale: Fate/Kaleid Liner Prisma Illya. Si tratta fondamentalmente di un majokko, forse uno dei prodotti più leggeri dell’intera saga, ottimo per distrarsi dopo la visione di Zero o Heaven’s Feel o se siete interessati a personaggi come Illya e volete approfondire il suo rapporto con gli altri protagonisti.

Può sembrare un’impresa titanica a questo punto, ma ve lo assicuro: ne varrà assolutamente la pena.

Fate è un franchise che qualsiasi appassionato dovrebbe annoverare tra le proprie conoscenze e che, indipendentemente da tutto, lascerà un segno indelebile nel vostro modo di giudicare l’animazione giapponese e, perché no, nel vostro modo di pensare in generale.

 

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Daniela Reina

Daniela Reina

Nel tempo libero viaggia attraverso tempo, spazio e mondi di fantasia in compagnia di qualche buona lettura. Il suo manga preferito è Berserk, l'anime Neon Genesis Evangelion.

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