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Stranger Things e il primo record indesiderato: la Stagione 5 travolta dalle recensioni negative

Stranger Things è sempre stata una macchina da record per Netflix: numeri di visualizzazioni impressionanti, impatto culturale globale, un fandom tra i più fedeli della piattaforma. Eppure la Stagione 5 ha appena segnato un primato che nessuno si aspettava — e che nessuna stagione precedente aveva mai conosciuto. Per la prima volta nella storia della serie, Stranger Things è stata colpita da un massiccio review bombing, con un crollo improvviso del punteggio del pubblico su Rotten Tomatoes.

Fino a pochi giorni fa, la stagione manteneva un solido 73% di audience score. Poi è arrivata la valanga: recensioni da 0,5 e 1 stella che hanno trascinato il voto al 56%, il più basso mai registrato per la serie. Non un calo graduale, non una divisione fisiologica del pubblico, ma un’azione coordinata e riconoscibile.

Perché Stranger Things Stagione 5 è stata presa di mira

Analizzando il contenuto delle recensioni negative, il pattern è evidente. Le critiche non si concentrano realmente sulla scrittura, sul ritmo o sulla qualità tecnica, ma su parole chiave ricorrenti: ideologia, propagandaagenda politicawoke. Termini che ormai segnalano immediatamente un certo tipo di reazione, più culturale che narrativa.

Stranger Things 5: il rating cambia a TV-MA, promettendo una stagione più oscura e violenta

Il bersaglio principale è Will Byers. La quinta stagione sceglie di mettere finalmente al centro il suo percorso identitario, non come sottotrama decorativa ma come parte integrante del suo arco emotivo e del conflitto finale. Per molti spettatori questo è stato uno dei punti di forza della stagione; per altri, invece, è diventato il motivo stesso del rigetto.

Il review bombing come riflesso, non come critica

Questo tipo di reazione non è nuova, né sorprendente, come leggiamo su Comic Book. Negli ultimi anni, ogni volta che una serie mainstream affronta in modo esplicito temi legati all’identità sessuale o di genere, si attiva una risposta automatica: non un confronto, ma una punizione numerica. Il review bombing non nasce da una visione critica dell’opera, ma da un rifiuto ideologico della sua esistenza.

È importante sottolinearlo: la Stagione 5 di Stranger Things non è una serie “militante”, né costruita attorno a un manifesto politico. I temi identitari sono trattati come elementi umani, coerenti con personaggi che conosciamo da quasi dieci anni. Eppure, per una parte del pubblico, la sola presenza di questi temi è sufficiente a invalidare tutto il resto.

stranger things 5

Cosa dice davvero questo caso su Stranger Things (e sul pubblico)

Il paradosso è evidente: Stranger Things non ha mai smesso di essere la serie che è sempre stata. È cresciuta con i suoi personaggi, ha scelto di portarli alle loro conseguenze emotive più logiche, e ora paga il prezzo di quella coerenza.

Il review bombing non racconta un fallimento creativo, ma una frattura culturale. Segna il punto in cui una serie popolarissima smette di essere “neutra” perché osa far evolvere i suoi personaggi fino in fondo. E forse è proprio questo il segno che Stranger Things, nel bene e nel male, sta davvero arrivando alla fine senza fare marcia indietro.

Leggi anche: STRANGER THINGS CONFERMA LA SUA STAGIONE PIÙ IMPORTANTE (ED È QUELLA CHE NESSUNO SI ASPETTAVA)

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Nicola Gargiulo

Nicola Gargiulo

Grafico e Copywriter di professione, nerd per ossessione. Cresciuto a latte, anime, videogiochi, film, serie TV, manga e fumetti cerco di diffondere il "verbo" tramite la parola scritta e lo spazio concesso dall'internet e dai capoccia di Dr. Commodore, detti anche "Gorosei".

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