L’attesa per la nuova era del DCU (DC Universe) è culminata con il grande debutto cinematografico di Superman, il primo film ideato e curato da Peter Safran e James Gunn. Quest’ultimo, figura di spicco nel panorama cinecomics grazie al successo dei Guardiani della Galassia nel MCU, ha preso in mano le redini del progetto, curando sia la regia che la sceneggiatura. L’onore e l’onere di interpretare questa nuova, attesissima versione di Kal-El è toccato a David Corenswet, un attore che, dopo l’enorme successo al botteghino del film, è già proiettato verso il sequel intitolato Man of Tomorrow.
A distanza di tempo dall’uscita, proprio David Corenswet, intervistato da Variety, ha voluto condividere un aneddoto rivelatore sulla sua esperienza lavorativa con il regista. Nonostante la collaborazione tra i due sia stata strettissima e di grande successo, l’attore ha rivelato l’unica vera “criticità” riscontrata sul set, ovvero l’unico momento in cui ha sentito di dover remare contro il parere di James Gunn in merito all’interpretazione di una scena cruciale. Un disaccordo che, pur breve, sottolinea la dedizione e la cura con cui entrambi hanno approcciato il ruolo e la sua messa in scena.

Un bacio in volo: l’ironia contro la solennità nel momento chiave
La scena in questione, dibattuta animatamente tra l’attore e il regista, riguardava un momento ad alta carica emotiva e simbolica del film: il bacio tra Lois Lane e Clark Kent mentre i due volteggiano in aria, un momento che celebra l’unione dei loro destini. Il disaccordo si è manifestato quando l’attrice Rachel Brosnahan (nel ruolo di Lois) pronunciava la frase “Ti amo anche io“. Corenswet ha confessato che la sua reazione istintiva e spontanea fu quella di “ridacchiare”.
Un gesto subito corretto dal regista, che si è avvicinato per esprimere la sua visione. Secondo James Gunn, la reazione di Superman in quel momento doveva essere solenne, in linea con la gravità e l’importanza della dichiarazione d’amore. L’attore, invece, argomentava la sua scelta interpretativa con un’ironia sottile, pensando che il punto fosse proprio: “Lo so che mi ami“. Nonostante la sua convinzione, Corenswet ha ammesso, con grande onestà, che la scelta finale del regista è stata la più azzeccata.
Tuttavia, ha tenuto a precisare che Gunn ha riconosciuto il valore di quel momento di disaccordo: “Complimenti a James. Aveva ragione sul 90% di tutto, ma in quel caso ha visto che quella risata era una reazione molto sincera.” Questo scambio evidenzia l’attenzione del regista per l’autenticità emotiva delle reazioni del suo protagonista. Non si è trattato di uno scambio acceso, solo un punto di disaccordo in un film che, alla fine, ha messo d’accordo tutti.
