Il flashback che cambia la storia
Il manga di One Piece ha concluso uno dei flashback più densi e rivelatori dell’intera saga. Quello che doveva essere un tuffo nel passato di Rocks D. Xebec e del misterioso omicidio del re Harald si è presto trasformato in una spirale di rivelazioni inattese, riportando in primo piano verità che i fan inseguono da oltre un decennio. Mentre il mondo scopre la connessione tra Xebec e Marshall D. Teach, la narrazione svela anche quanto il famigerato pirata fosse da tempo nel mirino del Governo Mondiale, soprattutto dopo l’assalto a Marijoa e l’uccisione di un ammiraglio.
Il culmine di questa lunga caccia è stata la trappola di God Valley, un piano che tutti – Xebec incluso – avevano capito essere una condanna certa. Costretto a cedere per via dei suoi affetti più preziosi, la moglie e il figlio di appena due anni presi in ostaggio, Xebec è caduto vittima di un potere oscuro e sconosciuto: il Domi Reversi, arma psichica usata da Imu per trasformarlo in un burattino senza volontà.
Un combattimento tragico che unisce rivali e destini
Quello che segue è uno dei combattimenti più tragici mai raccontati da Eiichiro Oda. Le ostilità si intrecciano con un’amicizia segreta tra rivali storici e, soprattutto, con un dettaglio emotivo che lega Gol D. Roger al figlio che non ha mai potuto conoscere, Portgas D. Ace.

Ace è sempre stato uno dei personaggi più tragici della serie. Nato dopo l’esecuzione del Re dei Pirati, ha passato l’intera vita a portare il peso del suo retaggio, convinto di essere un errore, un figlio indesiderato marchiato dal sangue del padre. Solo l’amore dei fratelli Luffy e Sabo e l’abbraccio paterno di Barbabianca gli hanno permesso di sentirsi davvero parte di questo mondo. La sua morte continua a essere una ferita aperta per i lettori.
L’omaggio nascosto di Roger al figlio che non ha mai visto

La rivelazione più commovente arriva però nel nuovo capitolo, come leggiamo su Comic Book. Ace non ha mai saputo quanto Roger desiderasse proteggerlo, al punto da chiedere a Monkey D. Garp di crescerlo come un figlio. Eppure, Oda aveva disseminato indizi per anni. La sua spada leggendaria si chiama proprio Ace, un nome condiviso con suo figlio. Ma il colpo di scena arriva nel capitolo 1165: una delle tecniche più potenti di Roger porta il nome God of Fire: Ace.
Questa mossa, combinata alla forza titanica di Garp, è ciò che pose fine a Xebec nel modo in cui il pirata temeva da sempre. Un gesto che, visto oggi, appare come un’eco simbolica del destino di Ace e del peso del nome che entrambi hanno portato.
Un padre e un figlio separati dal tempo, ma legati da una fiamma che non si è mai spenta. Oda, ancora una volta, dimostra che in One Piece ogni dettaglio è un pezzo di un vasto mosaico emotivo.
