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Dietrofront sul POS: niente soglia di 60€ e rimane l’obbligo per i commercianti

Nelle ultime settimane al centro del confronto politico c’è la manovra per il 2023, che va approvata necessariamente entro il 31 dicembre. Parte della legge di bilancio era già stata delineata dal precedente Governo Draghi. Alla maggioranza guidata da Giorgia Meloni è toccato completare la manovra, con alcune aggiunte e modifiche che hanno fatto discutere il pubblico.

Una delle proposte che hanno suscitato più polemiche riguardava i pagamenti tramite POS. Acronimo di “Point of Sale”, si tratta del dispositivo elettronico in dotazione agli esercenti per i pagamenti tramite carta e altri sistemi elettronici. Come vi avevamo detto, nelle prime bozze della manovra si era valutato di sospendere le multe ai commercianti che rifiutavano i pagamenti tramite POS e anche di alzare a 60€ la soglia sotto la quale erano autorizzati a non accettare pagamenti elettronici.

Ebbene, dopo settimane di discussioni fuori e dentro il Parlamento e i Consiglio dei ministri, il Governo Meloni dovrà fare dietrofront sul tetto dei 60€. Infatti, rimarrà tutto così com’è con i pagamenti elettronici: i commercianti dovranno ancora accettare transazioni con il POS, anche sotto i 60€.

Pos e Consiglio dei Ministri

I malumori dell’UE sul tetto del POS

In Italia il POS esiste da diversi anni, ma ha faticato a diffondersi, per diversi motivi. Ad ogg molti in Paesi è normale pagare anche solo un caffè con un sistema contactless. Nella nostra Penisola invece no e si son fatto diversi tentativi per diffonderlo.

Alla fine, il 30 giugno scorso è scattato l’obbligo per la maggior parte delle categorie di commercianti di accettare i pagamenti elettronici, pena diverse sanzioni. Una decisione presa sì dal Governo Draghi, ma scaturita dall’arrivo di consistenti fondi dell’Unione Europea.

Unione Europea

Stiamo parlando del Next Generation UE, un fondo europeo di 750 miliardi di euro da destinare ai Paesi colpiti dalle conseguenze economiche e non della pandemia da COVID-19. All’Italia sono stati destinati più di 70 miliardi di euro, che il Governo ha deciso di distribuire attraverso il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).

L’attuazione pratica del PNRR sta avvenendo attraverso diversi decreti legge. È proprio il secondo pacchetto di norme (PNRR 2), approvato lo scorso aprile, conteneva le sanzioni per gli esercenti che non accettavano i pagamenti tramite POS. Un norma che per l’appunto ha rischiato di venire cancellata dalla manovra 2023. Ma qual è il ruolo dell’UE e perché una norma così è stata introdotta con il PNRR?

Pos

Il motivo è “semplice”: un Paese ha diritto a questi fondi del Next Generation UE solo se rispetta diverse indicazioni degli organismi europei. Tra queste c’è proprio la lotta all’evasione fiscale, che può essere condotta più facilmente contro i pagamenti elettronici, maggiormente tracciabili quelli tramite i contanti.

Dopo aver presentato la bozza di manovra con il tetto dei 60€ per il POS, Bruxelles ha voluto vederci più chiaro e ha aperto un dialogo con il Governo Meloni. Ma già nei giorni scorsi gli organismi europei si erano mostrati piuttosto contrari a tale modifica. E così, ieri sera, il Ministro all’Economia Giorgetti ha annunciato ”l’eliminazione della normativa sul POS” presentata nei giorni scorsi. Insomma: niente soglia di 30 o 60€ e rimangono l’obbligo e le sanzioni per i commercianti che non accettano i pagamenti elettronici.

Il ministro ha aggiunto che sarà compito della commissione di Bilancio della Camera di trovare eventuali “forme di risarcimento” per gli esercenti con “pesanti oneri” per le commissioni sulle transazioni con il POS.

Fonte: Open

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