Dr Commodore
LIVE

Gli avatar virtuali super realistici che vogliono rimpiazzare gli influencer in carne e ossa

Il loro trucco è sempre perfetto, i loro vestiti sembrano usciti da una sfilata di moda, cantano, ballano e hanno un enorme seguito sui social, dove postano le notizie delle proprie avventure e attività… Eppure, non sono reali. Stiamo parlando dei virtual influencer.

Questa tipologia di creatori di contenuti sono diversi dai normali influencers (nonostante sembrino persone vere) e non sono da confondere nemmeno con i più conosciuti Virtual Youtuber: a differenza loro, quelli di cui parliamo hanno un aspetto che è stato creato digitalmente ma in modo così realistico da confonderli con umani in carne e ossa, e sono sempre più diffusi. I virtual influencers, infatti, sono “persone” generate da un computer in modo da avere caratteristiche e personalità umane.

La somiglianza di queste personalità del web a un vero umano è piuttosto inquietante, ne è un esempio una famosa virtual influencer sudcoreana, Rozy: è fatta così bene che ogni giorno i suoi fan si chiedono se sia una vera persona, un’intelligenza artificiale o un robot, ma la risposta dei suoi creatori parla chiara: sono tutti e tre. L’azienda che l’ha sviluppata, Sidus Studio X, la definisce in grado di fare tutto ciò che a un normale umano non riesce, ma nella maniera più umana possibile.

virtual influencer sud corea instagram

Come funzionano le virtual influencers e quali sono le perplessità

Dietro ai virtual influencers ci sono creatori di contenuti, agenzie e aziende che si occupano di far crescere i social del loro avatar scegliendo chi saranno, quale sarà la loro storia e comportandosi proprio come farebbe un influencer umano. Come le loro colleghe reali, le virtual influencer si costruiscono il loro seguito interagendo con i fan, creando post sui social nella quale documentano i loro “viaggi”, facendo pubblicità e promuovendo vari contenuti.

In Corea del Sud, paese già di per sé piuttosto ossessionato da standard di bellezza inottenibili, l’industria delle virtual influencers è già in grande sviluppo: è un’economia totalmente nuova i cui volti non invecchiano, non si trovano coinvolti in scandali e sono semplicemente impeccabili.

Nel caso di Rozy, lei ha fatto il suo debutto sul web due anni fa, nel 2020, entrando nel mondo della pubblicità e della moda, partecipando a sfilate virtuali e persino rilasciando due singoli musicali. In realtà, però, le virtual influencers non sono presenti solo in Corea del Sud ma anche altri luoghi del globo possono vantarsi di avere i loro virtual influencers, ne sono un esempio Lil Miquela, Lu di Magalu e il rapper FNMeka.

Dietro alla realizzazione dei virtual influencer non c’è nulla di troppo innovativo: si utilizza la CGI, tecnologia già ben implementata in anime, film, videogiochi e video musicali. L’influencer può essere creata dalla testa ai piedi in modo digitale oppure si può mettere il suo volto sul corpo di un modello umano.

Per creare l’immagine delle loro future star, le aziende necessitano di un periodo di tempo variabile da poche ore a un paio di giorni, e da due giorni ad alcune settimane per la creazione di una pubblicità video. È meno tempo di quanto ci si metterebbe con una persona reale tra casting, trucco e parrucco, logistica e produzione.

Le aziende che scelgono di collaborare con gli influencer virtuali, o che addirittura decidono di crearsene uno proprio, hanno diversi vantaggi tra cui un maggior controllo e flessibilità su ciò che viene detto o fatto dall’influencer e una migliore capacità di raggiungere i consumatori più giovani, soprattutto nel business bancario e assicurativo.

Le sponsorizzazioni non si limitano alle foto e a Instagram: alcune pubblicità di Rozy, ad esempio, sono comparse anche in TV o sui cartelloni pubblicitari. Per rendersi conto dell’enormità del business con la quale si ha a che fare, basti pensare che solamente Rozy quest’anno ha guadagnato circa 1,52 milioni di dollari.

La differenza principale tra le virtual influencers sudcoreane e quelle del resto del mondo, però, sta nel fatto che quelle sudocoreane devono rispettare gli standard di bellezza del paese, mentre nel resto del mondo si punta all’unicità del loro aspetto.

Dunque, le star coreane avranno una pelle perfetta, capelli lunghi e lucenti, corpo snello. Secondo alcuni analisti, tale immagine non fa che inasprire il conflitto che hanno le donne coreane con il proprio corpo: parliamo di un paese nella quale la chirurgia plastica è un settore dai proventi miliardari, tanto da esserne considerato la capitale mondiale.

Una polemica che invece riguarda tutti i virtual influencer è inerente al dilemma etico di pubblicizzare prodotti a consumatori che, molto spesso, non si rendono conto che quella che hanno davanti non è una figura umana e realmente esistente, ma un puro costrutto.

Nonostante i numerosi dubbi, il mondo dovrà comunque trovarsi ad avere a che fare con questa nuova industria in maniera sempre più crescente, affrontandone i suoi lati negativi e positivi.

Fonte: CNN

Articoli correlati

Condividi