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La Cina adesso vieta agli influencers di parlare di legge o medicina senza una qualifica

Basta consigli legali e medici improvvisati su internet, la Cina mette un ulteriore paletto ai suoi influencer: temi quali la legge e la medicina non potranno più essere trattati online con troppa leggerezza. Il governo cinese ha appena deciso che, per poter avere il permesso di parlare di medicina e di legge online, gli influencer dovranno dimostrare di essere formati in tali campi.

A comunicare la decisione sono l’Amministrazione della Radio e della Televisione dello Stato della Cina e il Ministro della Cultura e del Turismo. Nel pratico, il governo ha stabilito che gli influencer cinesi dovranno mostrare le loro qualifiche alla loro piattaforma di utilizzo, che avrà poi il compito di revisionarle.

Si tratta di una ulteriore misura atta a restringere il campo d’azione degli streamer e personaggi del web, e che si aggiunge ad altre regole recentemente stabilite dal governo cinese con l’obiettivo di “ripulire l’attuale condizione dell’industria dello streaming nello Stato.” I content creator cinesi, inoltre, devono badare bene anche a cosa possono o non possono dire ed essere consapevoli di quali argomenti non possono essere assolutamente trattati (cosa non facile, poichè la lista dei temi tabù è molto numerosa e, tra i vari divieti troviamo spesso regole molto generiche e altre un po’ particolari come il divieto di… parlare della stregoneria?)

Cina, influencer

Il nuovo codice di condotta per gli influencer situati in Cina

Tra le regole che dovranno rispettare i content creator troviamo: il divieto assoluto di pubblicare contenuti che indeboliscano o distorcano la leadership del Partito Comunista Cinese e il divieto di utilizzo della tecnologia Deep Fake quando l’utilizzo ha lo scopo di danneggiare il Partito. Si tratta di una intelligenza artificiale capace di replicare e distorcere (in modo molto convincente) i volti e di generare audio molto realistico, che crea preoccupazione al governo cinese poichè permetterebbe così ai “malintenzionati” che la utilizzano di inserire il viso o la voce di leader politici in video o immagini in cui inizialmente non erano presenti, con l’obiettivo di depistare e danneggiarne la reputazione.

Tra le altre regole, inoltre, viene fatto divieto di mostrare uno “stile di vita stravagante“, un eccessivo spreco di cibo e di ostentare troppi beni di lusso. E, ovviamente, i contenuti pubblicati non devono avere carattere sessuale o essere provocatori.

E’ da diverso tempo che la Cina lavora per ottenere un maggiore controllo su ciò che viene pubblicato sulle sue reti. Internet, come sappiamo tutti, è diventato un elemento di grande influenza sulla società di oggi, e la Cina in questo non è da meno. Internet è diventato il principale mezzo di informazione e condiziona il modo di vestire, di comprare e di vivere della popolazione cinese. Ciò non solo attraverso lo streaming, ma anche mediante i videogiochi e la “celebrity culture”. E’ perciò nell’interesse del Governo cinese, che come sappiamo ci tiene molto a mantenere il controllo dell’opinione pubblica, metterci le mani.

E’ noto che la Cina abbia un sistema di censura molto duro: tutto ciò che ai piani alti non piace viene infatti rimosso dalla rete senza alcun indugio. Queste ulteriori regole restringono il campo d’azione degli influencer e permettono ai regolatori cinesi di perpetrare questa politica più agilmente e, vedendo l’andazzo in questi mesi, questo sembra solo l’inizio per la società cinese.

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