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Rischia ban e squalifica da un torneo per sole donne su Valorant: il fidanzato avrebbe giocato al posto suo

Nella community di Valorant, FPS multigiocatore sviluppato da Riot Games (che è tra le altre cose anche sviluppatore di League of Legends), in questi giorni è in corso una polemica piuttosto accesa inerente ad un torneo organizzato da una community del gioco dedicata esclusivamente alle donne e ai giocatori non-binari, chiamata Galorants.

Un misterioso account su Twitter ha postato, il 24 luglio, un documento Google nella quale accusa una streamer e giocatrice di Valorant facente parte di un team di sole donne, di nome MarsArxa, di aver barato con l’aiuto del proprio fidanzato e pro player, Nate Payen Lopez.

Il documento è ricco di dettagli e prove fotografiche che indicherebbero, secondo l’autore, notevoli incongruenze nello stile di gioco che solitamente ha MarsArxa, e che somigliano invece di più allo stile di Payen. Se l’accusa si rivelasse vera, poiché Galorants non ammette la presenza di uomini sul suo server, la giocatrice potrebbe essere bannata.

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Le accuse contro la giocatrice di Valorant e le prove a favore

Pare che l’autore abbia creato tale scritto in risposta alla strana reazione che la giocatrice MarsArxa ha avuto dopo una vittoria in un 1v5 contro un team piuttosto rispettato, in una fase del torneo Astral Clash di questo weekend. A prova dei suoi dubbi, l’autore indica che le impostazioni di gioco di MarsArxa durante la partita erano diverse dal solito: diversi tasti, minimappe di dimensioni differenti e diversi frame rate.

Ma non sono le uniche prove portate dall’autore per sostenere la propria tesi, il documento va piuttosto nello specifico elencando tutti gli altri dettagli che nella storia non tornano, potete leggerlo qui. Inoltre, pare che Payen abbia giocato insieme al team di MarsArxa, Fallacy, qualche giorno prima del torneo, forse per fare pratica con loro.

Secondo l’autore, MarsArxa avrebbe barato durante questo torneo per riuscire a qualificarsi tra gli aventi diritto ad un viaggio tutto incluso per le finali del torneo Astral Clash in Sud California, previsti per il 6 agosto.

Difatti, il team Fallacy della giocatrice è riuscito a qualificarsi, ma Riot Games dovrà prima accertarsi della legittimità della vittoria. Questa non sarebbe la prima controversia nella quale si ritrova il team Fallacy: già qualche tempo fa sono emersi degli screenshots in cui dei membri del team incoraggiavano un giocatore, identificatosi come uomo, a “cambiare il genere in non-binario” per competere insieme a loro.

Nonostante MarsArxa sia una streamer e gamer dalla popolarità piuttosto modesta, il documento creato nei suoi confronti è decisamente molto elaborato ma dopotutto, se le accuse fossero vere, in questo modo uno dei posti limitati alle finali verrebbe preso da qualcuno che non lo merita.

Fonte: Kotaku

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