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One Piece: 5 lezioni di vita che Luffy ci ha impartito

Come spesso riscontrabile nel panorama nipponico, gli shonen talvolta si mischiano a degli archetipi e a caratteristiche capaci di rendere la lettura più familiare. Un esempio lampante è quello del classico protagonista all’apparenza molto ingenuo, amante del cibo e con un sogno tanto ambizioso quanto irrealizzabile, che viene dichiarato più volte nel corso dei capitoli od episodi.

Questo è indubbiamente anche il caso di Monkey D. Luffy, vero e proprio volto del mondo Anime&Manga (specialmente per i giovani), e tutti questi trope riscontrabili in ogni lato del suo carattere sembrano calzare a pennello con le tematiche di One Piece. La sua devozione a un obiettivo unico, la sua pura innocenza quasi capace di suscitare ammirazione, la sua ferrea determinazione e la fiducia che ripone nei suoi compagni, sono tutti elementi capaci d’ispirare il lettore.

Nel lunghissimo tragitto che continua ad accompagnarci insieme alla sua ciurma lungo la Rotta Maggiore, il ragazzo di gomma ha saputo insegnarci tanto. Eccovi alcune delle lezioni che abbiamo imparato da lui.

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Rimanere concentrati su ciò che si desidera

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Luffy dichiara di non essere alla ricerca di autorità: egli vuole solo essere il Re dei Pirati, la persona più libera di tutti i mari. Non desidera soldi, potere o fama come obiettivo finale: questi rappresentano soltanto i mezzi con cui ottenere la libertà. Più soldi hai, più scelta hai, e infine più libertà ottieni, ricordando anche come nessuno possa dire al Re Pirata cosa fare.

Con la volontà e la determinazione nel realizzare i propri sogni che spinge Luffy nelle sue avventure, ogni elemento presente nel grande universo di One Piece lo porterà spontaneamente a ottenere il successo. Ciò che questa sua caratteristica ci insegna è che, fintanto che si ha un obiettivo in mente da perseguire, per quanto il tragitto potrebbe rivelarsi difficoltoso, lungo o imprevedibile, rimanendo determinati si potrà trarre vantaggio da qualunque situazione, anche le più negative.

Conoscere i propri pregi e le proprie debolezze

Luffy and His Crew

Nonostante Luffy sia in grado di apprendere sempre più abilità nel corso di One Piece, mantenendo in ogni caso un’alta confidenza nel suo stile di combattimento, egli sa bene come ci siano degli aspetti che non è in grado di compensare da solo: sin dall’inizio non ha idea di come si navighi, non è in grado di rifocillarsi da solo, e sicuramente non ha il genio sufficiente per creare astute strategie per affrontare i pirati in modi alternativi allo scontro fisico. Quando viene criticato per la sua necessità di fare affidamento sugli altri, Luffy riconosce la verità dietro queste parole, poiché un essere umano, in fin dei conti, non può saper fare tutto.

Ed ecco perché egli è estremamente grato per l’aiuto che i suoi compagni gli forniscono, dimostrando come non ci sia nulla di male nel ricevere assistenza dagli altri. Anzi, Luffy apprezza la compagnia data dai suoi amici e membri della ciurma, senza i quali non avrebbe neanche potuto dare il via a questo suo lungo viaggio per la Rotta Maggiore. Ciò che possiamo imparare, in questo caso, è come nella vita non bisogna abbattersi quando ci si accorge di non essere bravi in qualcosa: ognuno ha le proprie capacità, e chiedere aiuto per poter superare un ostacolo altrimenti invalicabile da soli può anche portare a potenziali incontri del destino, e saldare nuove amicizie e legami, facendoci crescere.

La vita ha un valore prezioso

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Dopo essere stato salvato da Shanks, Luffy ha sin da quel momento posto un valore unico alla vita delle persone. Pensando al caso di Sanji che aveva mostrato il suo pieno intento a sacrificare la sua vita per Zeff, la nave e per il ristorante, Luffy è categorico nel suo ideale di come il modo reale per restituire qualcosa sia continuare a vivere. Altro caso simile si rivede quando Robin è intenta a sacrificarsi per Luffy e la ciurma, ma il Capitano dei Pirati di Cappello di Paglia si mostra parecchio contrariato, richiedendo da parte della ragazza una dichiarazione del suo intento a vivere.

Secondo Luffy, l’unico contesto in cui varrebbe la pena mettere in gioco la propria vita è quando quella di qualcuno a cui si tiene è in pericolo. Nonostante Luffy stesso sia decisamente spericolato e abbia rischiato la sua vita numerose volte, le responsabilità che detiene, sia per il ruolo da Capitano che ricopre, sia per le importanti amicizie forgiate, sono alcuni dei motivi chiave che lo spingono a non arrendersi mai. Da ciò possiamo evincere un significato anche per noi: in qualunque situazione, anche la più tragica e apparentemente insuperabile, solo vivendo si potrà rimediare agli sbagli, ai torti o a situazioni andate per il verso storto, e riscoprire la propria strada.

Il divertimento è la parte migliore del viaggio

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Luffy apprezza tutto ciò che appare divertente ed eccitante, specialmente se si parla di qualche potenziale avventura. Se un’avventura non intrattiene, allora non ne vale la pena. Godersi appieno ogni momento significa avere più possibilità di successo, e finire con l’odiare la strada che porta al traguardo non favorirebbe alcun progresso verso esso. Luffy cerca il mistero, la trepidazione, qualcosa che lo scuota dal profondo mentre si lancia all’esplorazione; non vuole ricevere le risposte, vuole cercarle e trovarle da sé.

Accettare se stessi

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La direzione che il protagonista di One Piece intraprende è molto chiara: lui ha delle convinzioni certe, e si ritiene un pirata a prescindere da qualunque gesto eroico e benevolo possa portare a compimento. Anche per questo, Luffy afferma come non importa la fine che farà, un pirata rimarrà sempre tale in qualunque contesto. Per quanto ciò può essere considerato sia come una cosa positiva che negativa a seconda della prospettiva, sicuramente per Luffy è un fattore positivo.

Luffy e la sua compagine sanno di essere tecnicamente la parte “antagonista” del mondo di One Piece. Quando viene chiesto loro se si trovassero dalla parte dei buoni o dei cattivi, non viene data una risposta precisa dal Capitano: semplicemente, loro sono dei pirati e basta, il giudizio verrà da sé. In aggiunta, anche se sicuramente la taglia sulla sua testa dimostra il suo status di criminale, le azioni compiute da lui sono ben diverse da quelle compiute da pirati con un’infamia di livello simile, o anche dallo stesso Governo.

Luffy non deruba né terrorizza le persone, non uccide e non cerca il combattimento a tutti i costi, ma non si tira indietro quando la situazione lo richiede; non abbandona i suoi amici, e fa di tutto pur di riportarli a sé. Non sarà forse uno dei personaggi che fungono da migliore esempio su come comportarsi al mondo, ma il suo rompere i canoni che possiedono le figure tradizionali dei pirati continuando a identificarsi comunque con essi dimostra come sia possibile accettare sé stessi senza doversi conformare a qualcosa.

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Marina Flocco

Marina Flocco

Fruitrice seriale di videogiochi, anime, manga, tutto ciò che è traducibile dal giapponese.

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