Dr Commodore
LIVE

Amazon interrompe la vendita di beni digitali nell’app Android per sfuggire alla tassa sul Play Store

Amazon è senza ombra di dubbio l’internet company più grande e diffusa al mondo, con milioni (se non miliardi) di persone che navigano al suo interno ogni giorno alla ricerca della migliore offerta e di svariati tipi di prodotti che altrimenti sarebbero difficilmente reperibili fisicamente.
Fondata con il nome di Cadabra.com da Jeff Bezos il 5 luglio 1994 e lanciata nel 1995, Amazon iniziò come libreria online e, difatti, il mercato legato all’editoria è ancora oggi uno dei settori più fruttuosi per la ditta di Seattle.

Dato che, tuttavia, Google inizierà finalmente ad applicare le sue nuove regole di fatturazione il mese prossimo, le app si stanno aggiornando per adattarsi al cambiamento, ma per quanto concerne Amazon la situazione sembra essere più delicata del previsto.

L’app Amazon Shopping per Android è stata una delle ultime a cambiare il modo in cui funzionano gli acquisti per sfuggire ai requisiti di fatturazione del Play Store (e alla percentuale spettante a Google) per gli acquisti digitali. L’indiscrezione è stata rivelata e poi confermata dalla BBC e, difatti, Amazon ha smesso di consentire ai clienti di scaricare e-book e qualsiasi altro contenuto digitale dalla sua app per lo shopping Android.
Viene, anzi, chiesto loro di acquistare libri tramite il proprio sito Web o attraverso il Kindle Store.

La manovra di Amazon per aggirare la tassa del Play Store

Il meccanismo del cambiamento non è chiaro, ma quando si tenta di acquistare beni digitali come eBook Kindle dall’app Amazon Shopping, ora viene chiesto esplicitamente di “acquistare su Amazon.com” al di sotto del prezzo e non si riesce ad accedere facilmente al sito di Amazon per completare l’acquisto direttamente dall’app Amazon Shopping.

All’app è stata aggiunta anche una dichiarazione di non responsabilità “Perché non posso acquistare sull’app?”, link che appare sulle inserzioni interessate, indicando chiaramente:

Per rimanere nel rispetto delle norme del Google Play Store, non non si potrà più acquistare nuovi contenuti dall’app. È possibile creare una reading list sull’app e acquistare sul sito Web di Amazon dal proprio browser.

Un altro link posto come disclaimer fornisce informazioni più dettagliate a riguardo.

Curiosamente, questo cambiamento non sembra essere attivo in tutti i paesi del mondo nella situazione attuale; in U.S.A lo è ed in Canada no, per fare un esempio. Il lancio potrebbe essere regionale, oppure Amazon potrebbe non applicare questo cambiamento in tutti i mercati, oppure ancora è semplicemente questione di tempo prima che ciò avvenga ovunque.

Amazon

Tutta questa situazione confusionaria è dovuta al fatto che, da Aprile, le aziende con un fatturato annuo superiore a $1.000.000 (circa €950.000) dovranno pagare una commissione del 30% su tutti gli acquisti in-app a Google, proprietario di Android, che gestisce anche tutte le transazioni di pagamento.
Amazon ha affermato che la sua politica, introdotta in tutto il mondo nelle ultime due settimane, era in risposta alle “politiche del Google Store”.

Amazon ha adottato la stessa politica per la sua app di acquisto iOS per parecchi anni a causa di commissioni simili imposte da Apple.
Difatti gli utenti di iPhone sono già abituati al fatto che Amazon non gli consenta l’acquisto di beni digitali tramite le sue app sulla piattaforma. Apple applica le stesse regolamentazioni e, sebbene Google abbia chiuso un occhio per anni, il brand della mela le applica da molto più tempo.

Amazon non era strettamente obbligato a rimuovere gli acquisti digitali dall’app per “conformarsi” alla politica di fatturazione di Google; avrebbe potuto tranquillamente adottare i sistemi di fatturazione vigenti, anche se ciò avrebbe probabilmente portato aver ad un calo dei profitti, una perdita sul volume sugli acquisti digitali oppure la necessità di un aumento dei prezzi.
La presa di posizione del colosso dell’e-commerce fondato da Jeff Bezos è quindi stata una scelta a lungo ponderata e mirata specificamente alla riduzione dei costi piuttosto che a vantaggio del consumatore finale che, potenzialmente, in entrambi i casi ne sarebbe comunque uscito con una situazione meno favorevole nei propri confronti.

Amazon
Amazon

Fonti: BBC, AndroidPolice

Articoli correlati

Matteo Comin

Matteo Comin

Sono Matteo, scrivo da Desenzano (BS), Studio Scienze della comunicazione e lavoro in un cinema multisala. Sono appassionato, come tutti voi, di tutto ciò che riguarda la cultura nerd, in particolar modo di anime e manga.

Condividi