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Domenico Bini: disponibile su Chili il “rockumentario”

Lo sapete, il maestro Domenico Bini è diventato in brevissimo tempo una delle figure più influenti nel mondo della musica contemporanea con brani di successo come “Sta andando tutto male” e “Il vulcano” che hanno raccolto milioni di views, ed era solo questione di tempo prima che un film arrivasse a raccontarci il perchè e il per come il maestro abbia raggiunto tale popolarità.

Famoso sul web (è nel mondo) è l’opera di cui vogliamo parlarvi oggi, e si, l’errore grammaticale è un “marchio di fabbrica” del Maestro, ed è già disponibile su Chili, la principale piattaforma italiana dedicata al noleggio e all’acquisto di film in formato digitale. La firma è del regista Giuseppe Del Curatolo, che ha scritto anche soggetto e sceneggiatura con la collaborazione di Lorenzo Procacci Leone. La produzione è del Circolo del Cinema “Dino Risi”, la realizzazione di PaBaVision, la produzione esecutiva di Apocalipsi Näu.

Creato da Domenico Bini, dedicato ai suoi Biners

il titolo del rockumentario volutamente scritto in quel modo è simbolo della spontaneità di Domenico Bini, che nel 2010 grazie a suo nipote ha aperto un canale YouTube per pubblicare lezioni di chitarra, oggi ha 157.000 iscritti e quasi 31 milioni di visualizzazioni. Il suo brano più celebre, “Il Vulcano”, pubblicato però su un altro canale ha totalizzato da solo 2,1 milioni di views. E poi ci i fan club, su tutti la Bini Army, le pagine Facebook e Instagram, i gruppi e anche le attenzioni di personaggi famosi e programmi radio e tv: Elio e le Storie Tese, Fabio Rovazzi, Nino Frassica, La Zanzara, Lo Zoo di 105 e tanti altri.

Dalla descrizione del portale di streaming possiamo evincere che si tratterà di un viaggio alla scoperta di un personaggio misterioso, seguitissimo, riempito di attenzione da parte di un pubblico composto prevalentemente da giovani, autodefinitosi “biners”, che non perde occasione per commentare in rete le interpretazioni dei brani composti dal Maestro, e pubblicati a folle ritmo di produzione su YouTube in formato selfie.

domenico bini

Domenico Bini, armato della sua naturalezza si mette di fronte al suo cellulare, accende la videocamera, schiaccia rec e lascia partire l’esecuzione del suo nuovo brano, quasi sempre in chiave heavy metal e cantato a squarciagola, suo tratto distintivo che lo rende unico e inimitabile. Nel giro di qualche anno, senza volerlo e senza nemmeno rendersene conto, ha raggiunto dal nulla una fama e una popolarità che nessuno mai avrebbe potuto prevedere, semplicemente grazie alla passione per la musica e al candore che gli hanno consentito di presentarsi al mondo senza alcuna paura del giudizio dei più maliziosi sul web.

Potete guardare il docu-film qui, su Chili

Conoscevo già da qualche tempo le sue canzoni e avevo avuto modo di sospettare un certo interesse nei suoi confronti da parte di alcuni, mai immaginando tuttavia la portata della schiera dei suoi fans, questo progetto nasce con l’intenzione di riflettere su come le passioni siano la forma più alta di motivazione e progetto nella vita di ognuno di noi e che occorre un po’ a tutti imparare che un momento nella vita arriva sempre, anche quando non lo si aspetta più, anche quando le convenzioni sociali o le situazioni della vita spengono gli entusiasmi. In questo lavoro volevo sperimentare un cambio di prospettiva, concentrandomi proprio su ciò che viene considerato convenzionale, normale. L’approccio è quello di mantenere il massimo rispetto nei confronti di una persona che corre costantemente il rischio di essere fraintesa e di innescare meccanismi di derisione e presa in giro, con la sua naturalezza e la sua semplicità, per il senso di straniamento e di sorpresa che provoca davanti allo spettacolo della normalissima realtà di un cantante-chitarrista che si esibisce in pubblico, tutti i giorni, davanti al mondo intero, senza tuttavia perdere mai la sfera privatissima dell’interno delle sue mura domestiche e di raccontare il “per sempre heavy metal” come un atto performativo collettivo, una cerimonia sociale che dà forma ai nostri spassi e influenza i nostri desideri sul web

Giuseppe Del Curatolo, regista del docu-film
domenico bini

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Rino Lazzizzera

Rino Lazzizzera

Nato (quasi) con la prima xbox in mano. il mio primo videogame è stato The Getaway per PS2 ed è stato letteralmente amore a prima vista (mai vista una alfa romeo in un videogioco prima di allora). Appassionato di videogiochi ma anche di Informatica, Tecnologia e Meccanica. Mi trovate praticamente ovunque e su qualunque piattaforma con il nick "Nevarnost"

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