Dr Commodore
LIVE

Le opening di Jujutsu Kaisen, spiegate dal loro regista

Crunchyroll ha di recente pubblicato sul suo profilo Twitter un’intervista da loro svolta a Shingo Yamashita, regista, animatore e supervisore delle animazioni. Nella sua carriera Yamashita si è contraddistinto per l’eccellente qualità tecnica ed artistica del suo lavoro, costruendosi ad oggi una posizione di prestigio nell’industria.

Tra i pionieri dell’animazione digitale in Giappone, ad oggi il regista è alla ricerca di progetti nei quali possa esprimersi senza le tipiche limitazioni che contraddistinguono l’animazione televisiva.

Questo lo ha portato alla regia di Pokémon: Twilight Wings e alla realizzazione di diverse opening, tra cui quelle dell’adattamento animato di Jujutsu Kaisen, su cui è stato intervistato.

jujutsu kaisen opening shingo yamashita

Le parole di Shingo Yamashita sulle due opening di Jujutsu Kaisen

L’intervista inizia con un aneddoto interessante in cui Shingo Yamashita racconta di aver incontrato il mangaka di Jujutsu Kaisen, Gege Akutami, ad un evento. L’incontro è stato per lui sorprendente, in quanto il sensei Akutami gli avrebbe regalato i primi due volumi del suo manga, chiedendogli di realizzare le opening dell’adattamento animato, qualora questo fosse stato effettivamente realizzato. Questo fu il loro primo incontro.

Continuando, Yamashita afferma che Gege Akutami ha una conoscenza molto vasta degli animatori del settore e nutre molta passione nei confronti dell’animazione, dunque ciò implica che la richiesta fosse tutt’altro che casuale.

Già in passato Yamashita aveva lavorato a questa affascinante ending di Naruto Shippuden, nonché a questa opening, sempre dello stesso anime.

Due anni dopo quell’incontro, Yamashita fu contattato da un producer dello studio MAPPA, il quale si mise in contatto con lui chiedendogli di occuparsi della realizzazione delle opening.

La prima opening

Riguardo la prima opening, Kaikai Kitan, Yamashita ha affermato che il suo interesse fosse quello di «catturare le tematiche espresse dal titolo». Piuttosto che concentrarsi su di un tema specifico, tuttavia, Yamashita ha preferito spostare l’attenzione sul protagonista della storia, Yuji Itadori, rappresentando il mondo «così come lui lo vede».

Yamashita ha anche spiegato che la ragione per cui nella parte finale torniamo indietro alla primissima scena in cui Yuji è nel treno è dovuta al carattere «kai» presente nel titolo, il quale fa riferimento ad un ciclo, al «tornare indietro».

Questa è inoltre la scena preferita del regista.

jujutsu kaisen panda opening

La scena in cui vediamo Panda correre sul tetto di un edificio, spiega Yamashita, è stata ideata realizzando un modello 3D del personaggio, attorno al quale è stato poi impostato l’angolo di ripresa e lo scenario di contorno.

Nell’opening, continua Yamashita, è stata utilizzata una tecnica chiamata camera mapping (simile al projection mapping) per ricreare un «curioso» senso di profondità. Il movimento verso l’interno simulato dalla telecamera (paragonabile ad un lento zoom), afferma il regista, ha richiesto molto lavoro. Ciò è dovuto alla necessità di creare dei modelli 3D dei personaggi da utilizzare appositamente come base per le scene, sui quali poi applicare le linee, come fossero delle texture.

La seconda opening

Yamashita afferma di aver impiegato una regia molto più «astratta» nella seconda opening, Vivid Vice, aggiungendo molte più scene di combattimento con lo scopo di creare una sigla che si adattasse meglio agli sviluppi narrativi. Alla fine Yamashita si è concentrato proprio su di queste, tentando di trovare un tema specifico attorno al quale concentrarsi e aggiungendo anche qualche sottile riferimento a sviluppi narrativi futuri.

L’intenzione era quella di mostrare quanto eccitanti fossero le situazioni in cui i personaggi si sarebbero andati a cacciare, ma anche quanto esse contribuissero a farli crescere come persone.

Per Yamashita un elemento importante di quest’opening è la «sensazione di lutto» che restituisce. Essa non fa riferimento ad un personaggio specifico, bensì a quello che lui ritiene essere un «sentimento cruciale», o «tematica principale», di Jujutsu Kaisen.

Spostandosi sul versante più tecnico, Yamashita afferma che anche quest’opening è stata realizzata aiutandosi con il 3D. Sono infatti state create alcune simulazioni in 3D, utilizzate poi come riferimento per la creazione dell’animazione tradizionale.

jujutsu kaisen opening 2

La scena in cui vediamo una cupola di cioccolato che riflette un’immagine squagliarsi, ad esempio, è stata realizzata applicando una texture riflettente su di un oggetto rotondo in 3D. La simulazione è servita come riferimento per comprendere al meglio come gestire i riflessi. Un processo simile è stato realizzando anche per la gestione delle luci in alcune parti della prima opening.

jujutsu kaisen opening 2

Anche per il breve cut in cui vediamo una bolla dissolversi è stata utilizzato vari riferimenti. Tra questi un filmato di una vera bolla che scoppia, che ha facilitato il lavoro all’animatore a cui è stata assegnata la scena. Per Yamashita, questa è stata probabilmente la parte più difficile da realizzare.

Articoli correlati

Matteo Mellino

Matteo Mellino

Matteo Mellino, sul web Mr. Gozaemon. Tormenta continuamente amici e familiari parlando dell'argomento che più lo affascina e al quale dedica tutto il suo tempo libero: l'animazione giapponese. Più pigro di Spike, testardo quanto Naruto ma sempre positivo come Goku.

Condividi