Dr Commodore
LIVE

Perché Tokyo Revengers ha avuto tutto questo successo? Parliamone

Tokyo Revengers sembra essere il nuovo boom tra gli appassionati di anime e manga. Infatti, la pluripremiata serie di Ken Wakui – già vincitrice del 44° Kodansha Manga Award e seriamente candidata alla vittoria dell’Anime of the Year 2021 – sta conoscendo un successo strepitoso, sia in Italia che all’estero, grazie anche alla fama derivata dall’adattamento animato del manga.

La serializzazione del manga è iniziata nel 2017 e attualmente raccoglie 233 capitoli raccolti in 25 volumi – tradotti attualmente in italiano fino al decimo – che hanno raggiunto la straordinaria cifra di 40 milioni di copie vendute, risultando il terzo manga più venduto del primo semestre del 2021, dopo Demon Slayer e Jujutsu Kaisen.

La serie anime, invece, è iniziata nell’aprile del 2021, conta 24 episodi e copre i primi 73 capitoli del manga. Risulta disponibile alla visione su Crunchyroll, in versione sottotitolata. Con la trasposizione animata, si è data la scossa alla diffusione mondiale del manga, soprattutto nel nostro paese. Ma perché Tokyo Revengers piace così tanto?

Tokyo Revengers

A primo impatto, Tokyo Revengers non sembra nulla di nuovo rispetto alle solite trame anime basate sulle gang di teppisti. In realtà, esso prende una via parallela mescolando diversi generi, e il risultato è una piacevole storia di allegre scazzottate con elementi tipici del giallo e con una spruzzata di fantascienza. Seguendolo attentamente, infatti, vediamo come la storia e i suoi personaggi non si appiattiscano sui soliti canoni delle trame basate sulle gang.

Il protagonista Takemichi Hanagaki è sempre pronto a buttarsi giù, conscio della sua debolezza. Spesso piange, ma è dotato di un coraggio fuori dal comune ed è sempre pronto a gettarsi nel fuoco per salvare i suoi amici. Egli è dotato del potere – al momento non è ancora spiegato come lo ottenga – di viaggiare indietro nel tempo di 12 anni a partire dal giorno in cui si trova (se partisse oggi, tornerebbe al primo dicembre 2009, per intenderci).

Il fascino di questa storia sta proprio nell’insieme dei vari elementi. Tokyo Revengers riesce a incastrare tra loro generi diversi senza snaturare la trama o i personaggi e, soprattutto, icontinui viaggi nel tempo, alternando tra il passato e il presente (che cambia ogni volta), portano gli spettatori a chiedersi come si possa modificare la storia e dove sia questo o quel personaggio.

A tutto questo è lecito unire un’ottima capacità a livello di sviluppo dei personaggi, in primis gli stessi personaggi di Tokyo Revengers, che non rimangono appiattiti ai loro standard. Questo grazie anche alle modifiche delle linee temporali, che li mostrano in diverse fasi, con diversi caratteri e diverse psicologie interiori. Lo stesso Takemichi passa da essere un ragazzo annoiato e rassegnato a un giovane teppista – con la mente di un 26enne però – consapevole del proprio destino e della propria missione.

Il ritmo della narrazione rimane molto avvincente, sapendo ben alternare momenti concitati a periodi calmi e rilassati, riuscendo a farci immergere completamente nella storia, come se fossimo lì a picchiarci con la Toman o a chiacchierare con Takemichi e il suo gruppetto.

manji gang tokyo revengers

L’adattamento animato, di 24 episodi dalla durata di 25 minuti l’uno, risulta nel complesso molto godibile, perché riesce a far entrare lo spettatore nell’atmosfera della serie praticamente da subito, facendoti affezionare al protagonista e coinvolgendoti con le possibile modifiche che i vari personaggi della serie – e sono davvero tanti – potrebbero avere in seguito al viaggio nel tempo.

L’unica pecca a livello grafico – Crunchyroll è anche stata al centro di una polemica per questo – è il ricorso ad abbondante censura e il motivo è facilmente comprensibile: il simbolo della Tokyo Manji Gang è un simbolo religioso (il Manji appunto) che richiama, nel mondo occidentale, a una svastica – in realtà è ruotata in senso antiorario. Dunque essa NON è un simbolo nazista, e siccome anche le giacche dei protagonisti ne sono piene, per coprire il simbolo, si ricorre a scelte grafiche discutibili.

Quindi, nel complesso, i motivi del successo di Tokyo Revengers sono gli stessi per cui ci sentiamo di consigliarlo. La serie scorre bene, ti fa appassionare alla trama e i personaggi sono iconici e ben sviluppati.

La trama di Tokyo Revengers

tokyo-revengers-da-che-capitolo-iniziare-il-manga-dopo-la-fine-dellanime

Mentre guarda il telegiornale, Takemichi Hanagaki scopre che la sua ex ragazza del liceo, Hinata Tachibana, è morta. L’unica ragazza che lo abbia mai notato è stata uccisa da un gruppo di criminali conosciuti come la Tokyo Manji Gang. Takemichi vive in un vecchio appartamento con pareti sottili e al lavoro il suo capo di sei anni più giovane lo tratta come spazzatura. Per concludere, è completamente vergine… Al culmine della miseria della sua vita, torna improvvisamente indietro nel tempo di dodici anni ai tempi del liceo. Per salvare Hinata e cambiare il corso del tempo, Takemichi, un tempo inutile lavoratore part-time, deve cercare di diventare il capo della banda criminale più oscura di Tokyo, la Tokyo Manji Gang!

Dove vedere la serie

Tokyo Revengers è disponibile alla visione su Crunchyroll in lingua originale sottotitolata.

Articoli correlati

Simone Ballelli

Simone Ballelli

Amante di anime, manga, videogame e qualsiasi cosa faccia parte della cultura nerd!

Condividi