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Call of Duty Vanguard Recensione

Call of Duty Vanguard – Recensione: l’altra faccia della Seconda Guerra Mondiale di Sledgehammer Games

Come ogni anno videoludico che si rispetti, non può mancare il canonico rilascio della serie sparatutto più venduta della storia. Parliamo di Call of Duty, che ritorna sulla scena con una nuova proposta ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale a cura dello studio di sviluppo Sledgehammer Games, che ritorna sul medesimo contesto storico dopo un discreto Call of Duty WWII. La nuova iterazione del brand è Call of Duty Vanguard, che ripropone una triade storica di modalità del franchise comprendente una campagna singleplayer, una modalità multiplayer e l’acclamata modalità sopravvivenza Zombie.

Abbiamo testato a fondo in tutte le sue sfaccettature il nuovo sparatutto di Activision e siamo pronti a parlarvene nella nostra recensione completa. Sarà riuscito Vanguard a tenere testa ai suoi più recenti predecessori tra cui il più attuale Call of Duty Black Ops: Cold War?

La guerra di Call of Duty Vanguard secondo Sledgehammer

Non vi è stato Call of Duty, a parte Black Ops 4, a non possedere una campagna in giocatore singolo, a testimonianza di quanto ancora sia necessaria un’esperienza immersiva in singolo giocatore più marcata di operazioni militari dedicata a chi vuole assaporare la storia del relativo periodo storico in compagnia di personaggi memorabili. Vanguard, come preannunciato, propone una trama ambientata durante la seconda guerra mondiale, dove un gruppo facente parte di una Task Force composta da soldati scelti di diverse provenienze nazionali dovrà infiltrarsi tra le linee nemiche per indagare e portare alla luce le verità sul Progetto Phoenix in mano ai nazisti.

La storia comincerà proprio con un’infiltrazione a bordo di un treno nei pressi di Amburgo, dove avremo la possibilità di fare la conoscenza del gruppo ingaggiato per la pericolosa missione, venendo a conoscenza del loro passato e facendo fronte a diverse vicissitudini di guerra. Nei loro panni affronteremo dei frammenti di storia, imparando a conoscere il loro background e le loro qualità a fronte di situazioni disperate e intense, ognuno forte di capacità individuali ben definite, per dare vita a un cast ben caratterizzato.

I nove capitoli che costituiscono la breve campagna di Call of Duty Vanguard vengono proposti in una formula molto classica per la serie, dimenticando quanto fatto in Cold War, risultando in colpi di scena che sanno di già visto, in un impianto che unisce eventi reali a fatti inventati, con una linearità di progressione troppo marcata che presenta un passo indietro rispetto agli ultimi capitoli del brand, richiamando il giocatore ogni qual volta si allontanerà troppo dai binari definiti e lasciandolo alla solita azione sparatutto fatta di coperture e momenti scriptati accompagnata da un racconto complessivamente sottotono, con pochi sprazzi interessanti, anche sul fronte ludico. Ad esempio, ogni membro della Task Force 1 può sfruttare un’abilità peculiare da impiegare nelle situazioni di guerriglia, che di fatto però, vengono poco sfruttare per farne un’aggiunta davvero incisiva all’economia singleplayer.

Insomma, la campagna di Call of Duty Vanguard, in cui ci ritroveremo a vivere dei flashback dei soldati protagonisti intervallati da scene d’intermezzo pre-renderizzate con risultati molto diversi dal motore di gioco, manca di ritmo e varietà, mostrando spessore solo nella fase conclusiva e in poche altre occasioni, dove un’eccessiva americanizzazione e spettacolarizzazione della sceneggiatura, ispirata agli ultimi immaginari di film di genere, compromette la credibilità di alcune situazioni che potevano essere ragionate meglio; il tutto avvalorato però da un ottimo doppiaggio in italiano a sorreggere il racconto, mai così divisivo tra parti giocate e parti raccontate, capace tuttavia di mantenere un’ottima solidità per quanto riguarda il gun-play, in contrasto con una intelligenza artificiale deficitaria a più livelli. Non basta la distruttibilità dei ripari per aggiungere degli spunti interessanti agli approcci, che si mantengono sulla linearità dei Call of Duty del passato per una classica campagna di stampo cinematografico visivamente potente a cui la serie ci ha abituato negli anni.

Multigiocatore e Zombie

L’anima più brillante della produzione, allo stato attuale, risiede nel multiplayer online, con ben 20 mappe al lancio di dimensioni variabili, incluso qualche gradito ritorno, divise per modalità in cui impiegare dodici operatori diversi da sbloccare e con una progressione propria. Le modalità accessibili sono le classiche della serie, anche in versione veterano: si passa da un classico Deathmatch a Squadre passando per Dominio, finendo a Cerca e Distruggi e l’apprezzata Uccisione Confermata, con un’interessante aggiunta Collina dei Campioni in mappe e numero di giocatori ristretti per coppie o terzetti.

Attraverso la partita veloce sarà possibile accedere ad una playlist di modalità filtrabile, anche grazie a Ritmo Battaglia, che applicherà un filtro ulteriore sul tipo di match tra Tattico, per partite più calcolate, Assalto, per un buon numero di giocatori e scontri intensi, o Blitz, basato sul numero di bersagli per un’esperienza più caotica. Immancabili infine le partite private per affrontarsi tra amici e istituire sfide su invito. Il tutto è accompagnato dal classico sistema di progressione per gradi con sblocco di arsenale e un sistema di pass stagionale a cui siamo stati abituati nelle recenti iterazioni, con un negozio in cui spendere la moneta soggetta a microtransazioni per lo sblocco di elementi cosmetici aggiuntivi, anche in bundle, che arricchiscono la personalizzazione. Torna una vasta personalizzazione delle classi e dell’arsenale, incluse le canoniche serie di uccisioni e i potenziamenti da campo, con armi contestuali al periodo storico che abbiamo trovato complessivamente buone, anche se il bilanciamento di alcune bocche da fuoco resta da valutare.

Il time to kill complessivo di Call of Duty Vanguard ci ha soddisfatto, presentandosi leggermente ridotto rispetto al predecessore Cold War, mentre il design delle mappe risulta altalenante nella struttura ma buono nell’estetica, contraddistinte da un grado di distruttibilità ambientale leggermente superiore rispetto al passato, con alcune di esse che tendono a favorire il fenomeno del camping in maniera marcata, tenendo sotto scacco intere porzioni di territorio, mentre altre presentano gravi problemi di respawn dei soldati.

Altre invece presentano una struttura ispirata e funzionale e che ben si presta a scontri ravvicinati, rappresentando a pieno il franchise. Insomma, rispetto alla campagna singleplayer, il multiplayer ha saputo offrirci qualche ora di divertimento ben costruito, con dei ritmi ben sostenuti degli scontri, anche se alcune dinamiche di mappa e bilanciamento non permettono una visione competitiva con grande potenziale in tal senso, ma solo un ottimo passatempo multigiocatore, che oggi più che mai è incentrato sul massacro frenetico e massivo.

La terza e ultima offerta della produzione riguarda la benvoluta modalità Zombie, che propone all’attivo una singola mappa di gioco, Der Anfang, in cui unirsi ad alleati e collaborare nel fermare la creazione di un esercito di nazisti non morti, attraverso diverse sfide da superare a colpi di proiettili e abilità speciali. Insieme alla formula classica delle ondate, avremo di fronte dei task da completare, che definiranno la progressione all’interno della modalità sviluppata da Treyarch Studios per l’occasione, che riprende la saga dell’Etere Oscuro aperta in passato.

Una volta scelto un operatore e una classe, con relativo potere speciale, partendo da una piazza centrale in cui rifornirsi di armi e power-up, entreremo in portali per prendere parte a missioni di diverso tipo con il benestare di nostri eventuali compagni, non prima di aver speso dei punti ottenuti con le uccisioni di zombie per ottenere nuove armi e sbloccare perk speciali.

Ad un certo punto, sarà possibile chiamare un’estrazione per terminare la modalità dopo aver combattuto un’ultima orda oppure continuare ad affrontare i non morti in missioni sempre più ardue, con nemici più resistenti, numerosi e di vario tipo, tra cui esplosivi, standard e corazzati. Abbiamo trovato il nuovo Zombie un ottimo passatempo con un grado di sfida incrementale interessante e avvincente, dove la collaborazione e pianificazione torna al centro dell’esperienza, anche se rispetto ai capitoli più tradizionali il contesto si fa più fantasioso ed esuberante e non tutti potrebbero gradire tale deriva, anche dal punto di vista narrativo.

L’arricchimento delle modalità citate nel corso del tempo definiranno meglio la natura dell’offerta del nuovo Call of Duty Vanguard, che al lancio si presenta comunque come un prodotto rispettabile, soprattutto per gli appassionati, che potrebbero però rimanere delusi se posto in confronto con i più recenti capitoli della saga. Specialmente Zombie nei mesi a venire potrà dire meglio la sua, ma con una sola mappa iniziale non possiamo dirci pienamente soddisfatti lato contenuto, mentre per il multiplayer possiamo parlare tranquillamente di corposità dell’offerta, che ormai poggia su basi più che solide, migliorando tuttavia nel coinvolgimento e nei ritmi a nostro avviso, ricordando molto da vicino il lavoro di Infinity Ward con il più recente Call of Duty: Modern Warfare.

Avanguardia, ma tecnicamente?

Sotto il profilo tecnico, Call of Duty Vanguard si presenta in linea con le ultime due produzioni, mosso dallo stesso motore grafico ma aggiornato, l’IW Engine 8.0, che rispetto a Cold War mostra qualche incertezza dal punto di vista grafico, con dei modelli poligonali meno complessi e texture meno definite, così come le ombre, con una illuminazione alquanto piatta, che affianca una colorazione della scena con poco contrasto nel complesso. Parliamo comunque di un titolo cross-gen, ma le differenze rispetto al capitolo dell’anno scorso in termini di resa sono tangibili a un occhio attento, anche se non manca di qualche colpo d’occhio interessante.

Le animazioni e il sonoro di Call of Duty Vanguard, insieme a una ottima colonna sonora, ci sono sembrati all’altezza, confermandosi una certezza della serie, così come il frame rate, inchiodato a 60 durante tutta la nostra prova su PS5, tranne per le cutscene di buona fattura della campagna che ne riportano 30, mentre non tutte le funzionalità della nuova console Sony ci sono sembrate ottimamente sfruttate. I grilletti adattivi fanno il loro lavoro, differenziando l’inerzia della mira e dello sparo in base all’arma impugnata, mentre le vibrazioni date dal feedback aptico del DualSense non ci sono parse integrate allo stesso modo.

Il citato doppiaggio in italiano infine, anche nelle altre modalità di gioco, riesce a sorreggere egregiamente la produzione, dimostrandosi una componente importante della proposta annuale, così come il ritrovato cross-play, che permetterà ai giocatori di diverse piattaforme di giocare e interagire insieme nelle modalità multiplayer competitive e Zombie.

Conclusioni

Call of Duty Vanguard è l’ennesimo titolo della saga sparatutto più famosa, che riprende un contesto storico affascinante, quanto sfruttato, e non bastano determinati elementi di fantasia e qualche buona idea ludica poco sfruttata per salvare una campagna poco incisiva e fin troppo breve e lineare. Le proposte multigiocatore, sebbene non alla stregua del passato in termini di qualità, si dimostrano comunque valide, capaci di intrattenere e divertire come vuole la tradizione della serie. La solidità di gameplay rimane garanzia per il genere di riferimento, con un multiplayer online frenetico e una proposta Zombie particolare, dal buon potenziale e un po’ monotona all’attivo, ideale per passare qualche ora di intrattenimento survival senza grandi pretese.

Call of Duty Vanguard è sotto quasi ogni punto di vista un passo indietro rispetto ai due più recenti predecessori, anche sotto il profilo grafico, ma questo non fa del titolo un’occasione completamente sprecata, poiché, pregi e difetti, rimane un classicissimo Call of Duty in tutto e per tutto, con un ricco multiplayer tradizionale a spiccare sul resto. Quest’anno insomma, più degli scorsi, si sente il peso della reiterazione della serie, che arriva trascinandosi il suo storico come un macigno, raccolto da Sledgehammer Games, e arrivando stanca alla meta novembrina, senza guizzi ludici e tecnici impattanti. Ci sentiamo di consigliarlo esclusivamente se davvero grandi appassionati della serie tanto da non poter mancare il canonico appuntamento di fine anno con la celebre saga sparatutto, che ora più che mai avrebbe bisogno di ragionare la propria offerta per una ventata d’aria fresca.

Call of Duty: Vanguard

Voto - 7.8

7.8

Call of Duty: Vanguard è il nuovo capitolo della celebre saga sparatutto di Activision, sviluppato da Sledgehammer Games.

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Mirko Proietti

Mirko Proietti

Videogiocatore dal 1999, all'età di 3 anni la prima esperienza con Mega Drive e PlayStation in contemporanea. Predilige il genere Platform, ma da sempre mantiene una visione a 360 gradi del panorama videoludico. Laureato in comunicazione e orientato allo sviluppo tecnologico, cerca la completezza nella produzione del videogioco, che tende a considerare un'arte vera e propria.

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