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Leggende Pokémon: Arceus – rilasciato un nuovo video “misterioso”

La campagna promozionale di Leggende Pokémon: Arceus continua, con un nuovo trailer pubblicato poche ore fa sui canali ufficiali del brand. Si tratta di un video molto particolare, se paragonato agli standard comunicativi di Pokémon e Nintendo: ma prima di vedere di cosa si tratta e approfondire quanto più possibile, riprendiamo in mano le redini da dove le avevamo lasciate.

Qualche settimana fa, era stato pubblicato un video introduttivo a un nuovo gruppo di Pokémon presenti in Leggende Pokémon: Arceus: trattasi dei Pokémon regali, ossia di Pokèmon speciali che hanno ricevuto una particolare benedizione – probabilmente da Arceus stesso. Di questi, Wyrdeer era stato introdotto durante il direct di agosto e il nuovo video ne introduce un altro: Kleavor, Pokémon Scure di doppio tipo Coleottero/Roccia.

Il nuovo video di Leggende Pokémon: Arceus

Ecco che arriviamo al nuovo filmato promozionale, apparso in rete nella giornata di oggi. Sotto differenti punti di vista – narrativo, estetico, stilistico – è possibile affermare che si tratta del video più criptico dedicato a Leggende Pokémon: Arceus, rilasciato finora.

Ma facciamo un passo alla volta. Dal punto di vista narrativo, il breve filmato si propone di raccontare brevemente una parte della regione di Hisui, ovvero il mondo di gioco in cui sarà ambientato il nuovo titolo Pokémon. Come è possibile leggere nella descrizione del video, un ricercatore ha fatto un’incredibile scoperta nella Biblioteca di Canalipoli: un misterioso video che sembra documentare il paesaggio di Hisui.

È chiaro sin da subito il linguaggio meta-discorsivo di questo nuovo trailer. Si tratta di un filmato promozionale che racconta a sua volta un filmato trovato in un’area del futuro mondo di gioco. Ma non finisce qui. Passando in rassegna lo stile e la pratica impiegata nella produzione di questo trailer, è molto interessante notare come il brand proponga una narrazione attraverso la tecnica cinematografica del found footage.

Si tratta di una pratica diffusa sin dagli anni Ottanta e legata comunemente al genere cinematografico horror. È la perfetta scusa per mostrare qualcosa senza mostrarlo: le immagini sono spesso caotiche e confusionarie, la maggior parte della narrazione è lasciata al dialogo e l’idea che si fa lo spettatore è che qualcuno abbia trovato quel film/filmato dopo che i protagonisti hanno fatto la fine che dovevano fare.

Il nuovo trailer di Leggende Pokémon: Arceus sposa perfettamente il linguaggio e gli stili della cinematografia che si appropria del found footage. Nel video le immagini sono quasi totalmente coperte da un effetto VHS che evidenzia la scarsa qualità delle condizioni della pellicola ritrovata. La narrazione è lasciata alla voce in sottofondo: un uomo descrive il paesaggio della regione di Hisui, spesso descrivendo non solo l’ambiente ma anche i Pokémon che lo circondano – e qualcosa è possibile vederla.

Dopo il breve passaggio di un gruppo di Snorunt nei pressi del protagonista, questo inizia a descrivere un Pokémon a lui sconosciuto – somigliante a Growlithe, con una folta pelliccia bianca. Pochi istanti dopo l’incontro il video si interrompe, lasciando intendere che la causa della brusca interruzione sia proprio il Pokémon. Lo schermo va a nero e il video finisce.

Le intenzioni del video sono chiare: stimolare gli spettatori e appassionati di Pokémon a riguardarlo e studiarlo per ore, cercando di capire le mosse del brand in vista di futuri annunci. Questo obiettivo poteva essere raggiunto per molteplici vie, ma quella di un filmato del genere, che esce dagli schemi sia del brand che dell’attuale campagna promozionale di Leggende Pokémon: Arceus, è decisamente una trovata interessante.

Non è detto che la community apprezzerà questa piccola innovazione, tutto dipende da come si concluderà la faccenda, sperando che si tratti di un pretesto narrativo-stilistico ben pensato e non di una trovata auto-conclusiva.

Cosa ne pensate commodoriani? Fatecelo sapere con un commento!

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Riccardo Retez

Riccardo Retez

Alla deriva nel mare della pop culture ho fatto dei videogiochi prima una passione, poi uno studio e infine un lavoro. Scrivo, curo e creo contenuti dentro, fuori e intorno ai mondi videoludici.

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