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“Mamma, ho perso la strada”: perché Facebook e co. sono andati down per ore

Ieri non è certo passato inosservato il mancato funzionamento di Facebook, WhatsApp e Instagram per quasi 6 ore; la situazione è già tornata alla normalità tra stanotte e la mattinata odierna.
Siamo una società che dipende fortemente dai social, nel bene o nel male, e il fatto che tutte le applicazioni facenti capo a Facebook non abbiano funzionato per diverse ore è stato fonte di meme, di momenti di ansia, di rassegnazione: insomma, un mix di varie emozioni e sensazioni.

I problemi ai social network di Zuckerberg non hanno riguardato solo l’Italia, ma un po’ tutti i Paesi del mondo che hanno un largo accesso a Internet.
E dunque: qual è il motivo di questo down di Facebook e co. che è durato così tanto tempo rispetto a casi simili passati?

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Whatsapp Facebook Instagram Down Non funzionano 4 Ottobre 2021

I DNS: come non perdersi nelle autostrade di Internet

Prima di addentrarci nei tecnicismi e nelle “parolacce”, una breve premessa sui termini. Nella spiegazione potrete trovare il termine “DNS”: ma che cos’è?
DNS, l’acronimo di Domain Name System, è uno strumento che permette la comunicazione tra i nomi dei siti, ovvero “i domini” (per esempio, drcommodore.it è il nome di dominio di questo sito) e gli indirizzi IP (Internet Protocol).

Il DNS di un sito è fondamentale, perché traduce i domini (drcommodore.it) in codici numerici, come sono per l’appunto gli indirizzi IP, in modo tale che i vari browser (Edge, Safari, Chrome, per citarne alcuni) possano accedere al sito internet, in questo caso drcommodore.it.

Struttura DNS


Senza i DNS, un dispositivo connesso a Internet non potrebbe accedere a un sito.
Per esempio: se con il tuo computer apri Chrome e decidi di accedere al sito di Dr Commodore, se l’indirizzo IP del tuo stesso computer e il dominio drcommodore.it non riescono a comunicare perché i DNS non traducono le informazioni, tu non potrai accedere al sito.

Ecco: senza i DNS, i dispositivi connessi a Internet e i siti stessi si perdono per strada e non si incontrano, proprio perché è mancata la comunicazione tra di loro; i DNS per l’appunto.

Facebook perso per strada

Compresi i DNS, addentriamoci proprio in quello che dovrebbe essere successo ieri.
La società Cloudflare, che si occupa di servizi di sicurezza internet e di DNS, si è accorta quasi immediatamente del down dei social facenti capo Zuckerberg: i DNS di Facebook e co. avevano smesso di risolversi e le loro infrastrutture IP erano irraggiungibili.

È come se qualcuno avesse “staccato i cavi” dai loro centri dati tutti in una sola volta e li avessero disconnessi da internet.

Dunque, i DNS di Facebook hanno smesso di funzionare, perché non hanno più potuto comunicare con gli indirizzi IP degli utenti: sono scomparsi i BGP (Border Gateway Protocol), ovvero le strade e autostrade di Internet, ciò che scambia informazioni nel World Wide Web.

Ricapitolando:

  1. ieri intorno alle 17.40 ore italiane le varie strade (BGP) che collegano i DNS di Facebook al resto di Internet sono state interrotte (nel paragrafo successivo la spiegazione di tale “rottura”);
  2. se i DNS di Facebook non comunicano con il resto di Internet, i DNS di ogni dispositivo collegato a Internet del mondo non riescono a “risolversi”, non trovando più la strada per i DNS di Facebook;
  3. il gioco è fatto: senza più DNS di un sito=nessun accesso al dominio di quel sito. Nessun computer, smartphone, ecc. ha potuto più raggiungere il dominio facebook.com mancando tutto quel sistema di comunicazione e traduzione tra DNS e indirizzi IP.

LEGGI ANCHE: Perché l’intera internet sta andando a fuoco?

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La spiegazione ufficiale di Facebook – Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare Telegram

In prima persona si è scusato il fondatore della piattaforma, Mark Zuckerberg, per i disagi causati dall’interruzione di Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger:

Ma dunque: che cosa ha provocato l’isolamento dei server di Facebook e co.? Ecco la spiegazione ufficiale della piattaforma:

Il nostro team di ingegneri è venuto a sapete che i cambi di configurazioni sui nostri router backbone [in sostanza, sono router che collegano più server n.d.a.], i quali coordinano il traffico di rete tra i nostri centri dati, sono ciò che hanno provocato l’interruzione di queste comunicazioni. Tale interruzione del traffico di rete ha avuto un effetto a cascata sui collegamenti dei nostri centri dati, portando i nostri servizi a una sospensione.

Questo momento di distacco dai social si è dunque concluso; se Facebook ha perso 6 miliardi da questo down, le reazioni dei vari utenti sono state le più svariate.
In molti hanno scoperto Telegram, un’applicazione di messaggistica simile a WhatsApp, ma meno nota per lo meno in Italia.

Mark Zuckerberg

Fonte: Cloudflare [1], [2]; FaceBook Engineering

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