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Giappone: rubati 730 pezzi di biancheria. Arrestato un cinquantenne

La scorsa settimana è stato arrestato in Giappone un 56enne, di nome Tetsuo Arata, che aveva rubato pezzi di biancheria femminile in alcune lavanderie dell’isola meridionale del Kyushu. L’uomo nascondeva nella sua abitazione, a Beppu, famosa città termale, ben 730 pezzi di biancheria femminile, tra cui mutandine, reggiseni e indumenti intimi di altro tipo.

La scoperta è avvenuta grazie alla segnalazione di un 21enne, studente universitario, che lo ha visto rubare ben 6 paia di mutandine in una lavanderia. Di conseguenza, la polizia ha deciso di pedinare l’uomo fino alla sua abitazione, in cui è stata rinvenuta una gran quantità di refurtiva rubata. Tetsuo Arata non avrebbe opposto resistenza alla forze dell’ordine, confessando fin da subito il reato commesso.

Le azioni del 56enne giapponese hanno ricordato a molti fan di Anime&Manga le gesta del maestro Happosai, dalla celebre serie manga Ranma 1/2, di Rumiko Takahashi. Happosai ha insegnato le arti marziali sia a Ranma che a suo padre Genma, ed è ossessionato dalla biancheria femminile, al punto da viaggiare spesso con un sacco sulle sue spalle che contiene pezzi abilmente rubati. Ci si chiede se Tetsuo Arata abbia voluto in qualche modo imitare le gesta del personaggio della serie.

Uno dei poliziotti ha dichiarato che eventi del genere non succedevano da anni, e probabilmente è un sollievo immaginare che in Giappone il numero di reati di questo tipo vada progressivamente scemando. L’ultimo era avvenuto nel 2019, nella zona di Oita City. Un uomo di 40 anni aveva rubato ben 1100 paia di mutandine da donna, e fu arrestato per il furto commesso.

Il video della notizia è stato pubblicato su Youtube dal canale ANN news, l’emittente giapponese che ha reso pubblico l’avvenimento pochi giorni fa. Segue il video.

Altre notizie dal Giappone

Non è la prima volta che dal Giappone giungono notizie stravaganti. Qualche mese fa aveva fatto parlare di sé una ragazza che era molto fan di alcuni manga erotici che ha poi scoperto essere stati disegnati da suo padre. Il suo post incredulo fece il giro del Web, suscitando ilarità nei fan di Anime&Manga e non solo. Per maggiori dettagli riguardo alla vicenda, date un’occhiata a questo link.

Ricorderete anche la curiosa vicenda del ragazzo giapponese entrato in possesso della collezione manga hentai del defunto padre. Dopo averli venduti perché valevano una fortuna, al giovane è stata fatta causa proprio dalla sua famiglia, che voleva una parte dei cospicui guadagni sulla vendita di fumetti. Per saperne di più, potete fare clic qui.

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Giovanni Parisi

Giovanni Parisi

Laureato in Ingegneria Chimica, aspirante professore alla Great Teacher Onizuka, esploratore di universi di fantasia, illuso sognatore, idealista, cinico a tratti. Ma ho anche dei pregi.

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