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Abandoned è il Cambogia dei videogiochi?

Abandoned, a che gioco stai giocando?

Il primo trailer-interattivo di Abandoned sull’app PS5 dedicata non è stato caricato per tempo, a causa di non meglio precisati “problemi tecnici”. Vicenda grottesca, marketing geniale o esperimento sociale?

Di Abandoned se ne sono dette di cotte e di crude, riuscendo a diventare un caso giornalistico gargantuesco e dividendo l’utenza tra complottisti ed anti-tali, per via di presunti – anche se seccamente smentiti – collegamenti con IP Konami blasonate, amatissime ed “abbandonate” come quelle di Silent Hill e Metal Gear Solid.

Vi abbiamo già raccontato di come, secondo il misterioso Hasan Kahraman degli egualmente imperscrutabili Blue Box Game Studios, si stia trattando tutto di un grosso malinteso, scaturito dal mix letale di sfortunate coincidenze e cieca convinzione da parte di quella nutrita schiera di appassionati del videogioco – stampa inclusa – che potremmo definire, se non “schiava”, quantomeno compiacente nei confronti dell’imperante cultura dell’hype che caratterizza i giorni nostri, in tutti i settori dell’intrattenimento.

Eppure, accanto a questa verità ve n’è un’altra altrettanto oggettiva: nonostante gli studios abbiano, da una parte, preso una posizione netta a difesa della propria indipendenza ed estraneità rispetto alle IP succitate, a Konami o al genio creativo – e parimenti burlone – di Kojima, dall’altra si è spesso giocato sull’affinità stilistica della propria produzione a quelle di matrice hideiana, con un sapiente uso di detto e non detto, immagini sfocate e “distratti” ammiccamenti che sono risultati in una strategia di marketing parecchio rischiosa. La stessa che, in verità, potrebbe essersi rivelata tutt’altro che redditizia o costruttiva, col senno di poi.

Abandoned screenshot

Esperimento sociale o dilettantismo?

L’ultimo capitolo di questa vicenda opinabile è stato scritto ieri, con un pregresso che lascia poco spazio ad interpretazioni. Partiamo dal principio: uno studio di sviluppo praticamente privo di palmares riesce ad ottenere un contratto per un’esclusiva PS5. Lo stesso annuncia che i contenuti multimediali relativi al titolo sarebbero stati pubblicati su di un app dedicata, scaricabile dal PS Store, e capaci di girare in tempo reale sul nuovo hardware di casa Sony. Il “giorno x” arriva dopo due precedenti rinvii, per poi annunciare – a tempo scaduto – che sarebbero serviti altri due mesi per far funzionare il tutto a dovere.

I due mesi necessari passano e fast forward alla serata del 10 agosto. Di nuovo, tutto pronto e motori accesi. C’è anche un piccolo teaser, antipasto perfetto per il banchetto tanto agognato… ma poi, disgraziatamente, il pattern si ripete! L’ora indicata giunge e passa nel silenzio generale, sulla patch che avrebbe dovuto mostrare il primo trailer di Abandoned al mondo.

C’è un problema tecnico che c’impedisce di pubblicare la patch. Stiamo lavorando per portarvela il più presto possibile. Ci scusiamo per il disagio

Questo il messaggio a circa 15 minuti dalle 21, a cui sarebbero seguiti altri due tweet che, in soldoni, avrebbero recitato: “Stiamo lavorando per voi, scusateci, vi facciamo sapere noi quando è pronto”. Peccato che, nel momento in cui mi trovo a scrivere questo pezzo, siano passate 14 ore dal primo post e non ci sia nulla di nuovo sotto il sole. Nulla è stato risolto, nulla è stato dichiarato, nulla ci è dato sapere su quando – effettivamente – potremo posare gli occhi su nuove immagini di gioco per Abandoned.

Pubblicare il trailer su YouTube in attesa della risoluzione dei problemi alla RealTime Experience App? L’ipotesi non è stata nemmeno vagliata per assurdo. Stando così le cose, è possibile non interrogarsi sulla natura stessa di questo progetto? Di cosa si tratta esattamente? E’plausibile andarci coi piedi di piombo e pensare che la situazione sia tutto frutto di coincidenze e sfortuna? E’possibile pensare ad una terza alternativa rispetto al dualismo parto di Kojima-Team Indipendente alle prime armi?

Il caso Cambogia Misteriosa

Sin dalle prime incertezze, devo confessare che questa situazione mi ha riportato alla mente il progetto del collettivo catanese Ground’s Oranges denominato Cambogia Misteriosa. Quest’ultimo, per chi non fosse avvezzo alla scena indie italiana della fine degli anni ’10, è stato un cantautore fittizio – interpretato da due differenti persone nella voce e nell’aspetto -, frutto della commistione di diverse influenze studiate ad arte che, secondo i suoi creatori, avrebbero dovuto generare aspettativa nel pubblico di riferimento per conquistarsi un discreto successo, senza particolari meriti.

Ammesso e non concesso che questo parallelismo sia effettivamente calzante, la differenza sostanziale tra Abandoned e Cambogia si trova nel fatto che il secondo, ad un certo punto, dopo essere nato sotto forma di teaser e post sulla pagina Facebook dedicata, abbia ingranato davvero solo dopo aver realmente mostrato al mondo qualcosa di concreto.

Un album d’esordio, nello specifico – “La Sottrazione della Gioia” – un’esibizione “live” e diversi videoclip – il core business di Ground’s Oranges – fino al punto in cui la maschera cade definitivamente nel 2017 con il singolo “Le Luci Rosa“. Qualcosa di molto più elaborato e sul pezzo rispetto a continui rimandi ad un trailer in una realtà che sembra scritta da Samuel Beckett.

Eppure, nonostante il minore sforzo impiegato rispetto alla sua presunta controparte musicale, Abandoned, sempre ammesso che ormai non si tratti di un titolo ma di un puro esperimento sociale sull’hype, avrebbe già raggiunto in scioltezza il proprio obiettivo. Io gli sto dedicando un pezzo, molti gli hanno dedicato news, Geoff Keighley, Jason Schreier e tantissimi tra insider, leaker ed addetti ai lavori hanno dedicato a questo progetto sforzi, parole, contenuti assolutamente sbilanciati rispetto a ciò che effettivamente ci è stato mostrato del titolo.

Per non parlare dell’engagement che ogni uscita pubblica su Twitter di Blue Box ed Hasan Kahraman provoca ai semplici fan. Reazioni più negative che positive, certo, ma se questa fosse una provocazione in tal senso, una call to reaction, e non un prodotto da immettere effettivamente sul mercato, potremmo davvero considerare tutto il putiferio generato diversamente da una vittoria? Un’ultima considerazione: ricordavate che P.T. fosse stato pubblicato il 12 agosto 2014?

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Angelo Basilicata

Angelo Basilicata

Gamer dall'età di 12 anni, cultore (o meglio "cultista") di Hidetaka Miyazaki dal 2009. vive la passione per i Vg da completista ed è un ragazzo semplice: mangia, gioca, ama

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