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Ecco come era Internet 25 anni fa

Un’istantanea di Internet vecchia 25 anni

Nel corso degli ultimi decenni il mondo del web si è evoluto a ritmi mastodontici, passando dall’essere un servizio utilizzato soltanto dagli scienziati di laboratori specializzati come il CERN, al diventare un elemento centrale per la vita di tutti noi.

Grazie alla tecnologia, che ha raggiunto traguardi impensabili soltanto da qualche anno (nel campo degli smartphone in primis), il mondo virtuale di Internet ha conquistato le case e le tasche di oltre 4 miliardi di persone in tutto il mondo.

E proprio per sottolineare l’incredibile percorso intrapreso dal web, i colleghi di Business Insider hanno scavato nel passato catturando degli screenshot dei siti Internet più famosi, risalenti a ben 25 anni fa.

Microsoft

internet 25 anni fa corpo 2

Il sito ufficiale dell’azienda di Redmond del ’96 è decisamente diverso da quello attuale. Tra la grafica davvero antiquata e la presenza dell’ormai defunto Internet Explorer, che all’epoca era ancora alla versione 3.0, sembra davvero di ritornare negli anni ’90.

Amazon

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Dalla pagina web di Amazon si può osservare la sua origine come libreria di libri online, con oltre 1 milione di titoli. È possibile inoltre vedere il logo originale dell’azienda di Seattle, che richiama, come il nome Amazon tra l’altro, il fiume del Rio delle Amazzoni.

Nintendo

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Ha un che di retrò invece il sito internet di Nintendo of America, che presentava nella sua Homepage varie pagine che richiamavano ai prodotti Nintendo di quel tempo, come il Nintendo 64, Mario Kart o Zelda.

AltaVista

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Tra la moltitudine di pagine web più utilizzate negli anni ’90, ce ne sono davvero tante cadute nel dimenticatoio. In mezzo a questo “cimitero digitale” c’è AltaVista, uno dei motori di ricerca più utilizzati negli anni antecedenti l’avvento di Google.

La popolarità di AltaVista era dovuta alla sua incredibile velocità per l’epoca, dato che le ricerche venivano compiute in poco meno di 0.7 secondi. Nonostante ciò, il sito alla fine venne acquistato da Yahoo che lo pensionò in favore del sito omonimo all’azienda.

Fonte: Business Insider.

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Simone Campisi

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