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I giapponesi sono fissati col moe? L’intervista a Yuasa e Ishikawa

Yuasa

Una vecchia intervista a Yuasa e Ishikawa diventa virale

Recentemente un articolo pubblicato dal sito giapponese Anime!Anime! intitolato “Cosa è successo a Kick-Heart: il supporto dei fan cambierà la produzione degli anime? Intervista al regista Masaaki Yuasa e a Mitsuhisa Ishikawa, presidente dello studio Production I.G.” è diventato virale per uno dei commenti di Ishikawa contenuti in esso, nel quale assicurava che continuare a produrre anime moe avrebbe limitato il mercato del settore.

Di seguito riportiamo le risposte più importanti dell’intervista per quanto riguarda l’argomento moe:

Masaaki Yuasa: “Oggi gli anime sono come gli spaghetti o gli hamburger, qualcosa che può piacere a tutti e che vende. Il personale di produzione sentiva che il cortometraggio avrebbe dovuto essere qualcosa che avrebbe dovuto vendere di più. A quel punto ho pensato di produrre i miei spaghetti e hamburger personali, ma il signor Ishikawa mi suggerì di provare qualcosa più simile al natto, e così scelsi di fare un natto facile da mangiare”.

Yuasa

Mitsuhisa Ishikawa: “Ci sono un paio di cose che mi hanno fatto venire voglia di fare Kick-Heart. Uno studio d’animazione con un forte senso dell’autorialità che permette ai creatori di fare quello che vogliono è interessante, giusto? E se crei un film con la sensibilità del regista e degli altri membri dello staff, probabilmente avrai un enorme successo, giusto? Ma quegli studi d’0animazione non erano così, perché tendevano ad andare in direzione opposta rispetto a quello che interessava al pubblico. Ma Yuasa disse: “No, non voglio fare solo quello che voglio, voglio fare qualcosa che possa interessare al pubblico”, e questa mi sembrò un’ottima idea […]
L’altra cosa fu la presenza e la travolgente abilità di Yuasa, delle quali fu impossibile farne a meno. L’animazione non è un lavoro individuale, quindi questo è l’avviso. E visto l’industria degli anime si concentra sempre di più sul moe e sul far contenti gli otaku, il mercato si rimpicciolisce e si riserva solamente a questo piccolo gruppo di fan. In questo senso, attraverso figure di spicco come Yuasa, diventa possibile avvicinare delle persone che di solito non guardano anime e che amano l’animazione come l’arte o la moda, anche dal lato commerciale”.

Cosa ne pensate di questa vecchia intervista? Scrivetecelo nei commenti!

Fonte: 1.

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