Anime & Manga Recensione

Fate/Stay Night: la trilogia di Heaven’s Feel è un buon adattamento?

Fate Stay Night

A più di tre mesi dall’uscita di Fate/Stay Night: Heaven’s Feel III nel nostro paese, cerchiamo di tirare le somme sulla qualità complessiva dei tre film che compongono la route realizzati da Ufotable!

Un adattamento, checché se ne possa dire, non deve necessariamente essere una trasposizione 1:1 del materiale originale, anzi talvolta può persino permettersi di modificare qualcosa e prendersi delle libertà, purché il messaggio e le emozioni che suscita rimangano intatte. Le trasposizioni in altri termini non sono e non possono essere l’originale, pertanto ritengo sia sbagliato approcciarsi a un anime tratto da manga o visual novel e pretendere che sia identico a com’è stato concepito.

È proprio seguendo questa logica che in questi anni ho seguito con trepidante attesa e curiosità i tre adattamenti della terza route di Fate/Stay Night, Heaven’s Feel.

Abbiamo già recensito senza fare spoiler tutti e tre i film (primo, secondo, terzo), perciò oggi non parleremo tanto dei film, ma cercheremo piuttosto di rispondere a una domanda che, fin dall’uscita del primo film, era sulla bocca di tutti i fan Type-Moon. Ovviamente facendo spoiler sia dei film sia della visual novel.

Fate Stay Night Heaven's Feel III

I tre film di Fate/Stay Night: Heaven’s Feel sono un buon adattamento della route originale?

Lievi cambiamenti rispetto alla novel

In linea di massima riguardo questi film gli elementi dei quali possiamo lamentarci si contano sulle dita di una mano. Ufotable lavora bene, lo sappiamo dai tempi di Kara no Kyoukai: generalmente qualsiasi trasposizione riesce più che bene, se affidata a loro.

Fate/Stay Night Heaven’s Feel I-II-III riescono a trasmettere quasi tutto ciò che di importante c’era nella visual novel originale. L’introspezione dei personaggi è resa benissimo, soprattutto i protagonisti Shirou e Sakura spiccano particolarmente. Anche Rin risalta e chi non ha letto la VN è riuscito ad afferrare il suo personaggio e a capire le differenze di caratterizzazione tra questa route ed Unlimited Blade Works.

Abbiamo qualche piccolo cambiamento. Uno dei principali è la scena con cui si chiude il secondo film: Shirou prova a uccidere Sakura e, realizzando di non esserne in grado, piange e se ne va, decidendo di abbandonare i propri ideali per proteggerla.

Nella visual novel questa scena è molto diversa: Sakura si sveglia e chiede a Shirou di ucciderla.

Nel film si sono concentrati sulla decisione di Shirou e hanno cercato di evidenziare la sofferenza di quella scelta facendola percepire agli spettatori, nella visual novel viceversa al centro dell’attenzione c’è il rapporto tra Shirou e Sakura, il senso di colpa di lei e la determinazione di lui, che ribadisce ancora una volta quanto sia disposto a sacrificare per il loro amore.

È una differenza che può sembrare grande ma che alla fine comunica più o meno le stesse cose. Nel contesto dei tre film, cioè, visual novel e anime riescono comunque a far capire gli elementi essenziali dello sviluppo di questi personaggi, perciò si tratta di una modifica che non dà fastidio.

Le cose che non funzionano

Purtroppo non può essere tutto perfetto gli ultimi due film presentano qualche difetto, dovuto probabilmente al minutaggio.

Il primo film fila abbastanza liscio. Secondo alcuni è noioso, ma personalmente penso mantenga tutti gli elementi fondamentali per comprendere le vicende e il contesto radicalmente diverso rispetto alle prime due route. Stessa cosa per il secondo, forse il migliore di tutta la trilogia, che riesce anche nelle modifiche ad essere assolutamente coerente con la caratterizzazione di quasi tutti i personaggi e con la visual novel originale (un esempio è, appunto, la scena che abbiamo menzionato prima o quella che vede protagonista Taiga).

Per quanto riguarda il terzo film, mi sarei aspettata una maggiore introspezione sul personaggio di Kirei durante lo scontro con Shirou, ma purtroppo lo spazio a disposizione era quello che era e anche lo scontro è molto meno intenso e “decisivo” rispetto alla novel. In quello scontro, in originale, si decideva tutto: tra Shirou e Kirei, quale ideale e modo di vivere avrebbe vinto?

In Spring Song purtroppo lo scontro non mi ha comunicato la stessa intensità ed essendo uno dei momenti più importanti della novel speravo Ufotable gli dedicasse più spazio.

Altro piccolo difetto è la scena della scomparsa di Saber Alter. Nella novel quella scena era intervallata da un monologo di Shirou e brevi flashback del passato che la facevano risultare molto toccante. Il film purtroppo non è riuscito a renderla allo stesso modo, nonostante l’impegno delle doppiatrici italiana e giapponese per lo “Shirou…?” finale di Saber.

Si tratta comunque di difetti minimi, alla fine, che vanno più che bene nell’ottica di una trasposizione che chiaramente non è 1:1 col prodotto originale.

Il difetto più grande della trilogia: Ilyasviel

Il difetto principale della trilogia, a mio parere, è uno solo: il mancato approfondimento di Ilyasviel che in questo titolo, visto il finale, pesa parecchio.

Fate/Stay Night

Numerose scene sono state tagliate in tutti e tre i film e la costruzione del rapporto tra Shirou ed Ilya, fondamentale in questa route, ne ha sofferto, tanto che dubito che la morte della Einzbern abbia colpito tutti gli spettatori del film, mentre nella novel è uno dei momenti più toccanti e commoventi.

Una piccola considerazione che volevo fare a riguardo è che, secondo me, persino gli sceneggiatori si erano resi conto di avere reso Ilya un personaggio di poco impatto nella trama, la conferma è la scena in cui lei corre dalla madre Irisviel subito dopo essersi sacrificata per il fratello.

Questa è una scena scritta appositamente per il film e che nella visual novel era completamente assente: nel prodotto originale non serviva recuperare personaggi del passato per spingere il lettore a sentirsi colpito dalla morte di Ilya. Qui, invece, la presenza di Iri sembra inserita solo per far commuovere gli spettatori.

Potrebbe, naturalmente, essere solo un modo di inserire una citazione al primo Fate/ adattato da Ufotable. La presenza di Touko Aozaki alla fine del film, in questo senso, è non solo una strizzata d’occhio ai lettori della visual novel (nella quale viene menzionata tra le righe), ma anche un riferimento al primo prodotto Nasuverse da loro adattato, Kara no Kyoukai.

Che ne pensate voi della presenza di Irisviel nella scena della morte di Ilya?

Buon adattamento o no?

In conclusione possiamo dire che la trilogia di Fate/Stay Night: Heaven’s Feel realizzata da Ufotable è un adattamento ottimo che, nonostante le (poche) mancanze e l’assenza di alcune spiegazioni nell’ultimo film dovute al minutaggio riesce comunque a trasporre fedelmente la storia e a comunicarcene l’anima.

Il tutto è accompagnato dalle OST straordinarie di Yuji Kajiura, dalle theme song di Aimer e dalle animazioni di altissimo livello dello studio di produzione. È un peccato non avere potuto vedere Spring Song al cinema, ma non ci si può fare molto.

Un ottimo lavoro sicuramente dunque, ora non ci resta che aspettare i prossimi Fate/Project per scoprire se Ufotable si occuperà ancora di prodotti legati al brand di Fate, magari realizzando un adattamento della prima route.

L'autore

Daniela Reina

Studentessa, nel tempo libero viaggia attraverso tempo, spazio e mondi di fantasia in compagnia di qualche buona lettura o serie. Il suo manga preferito è Berserk, l'anime Neon Genesis Evangelion.

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