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MotoGP 21, la recensione: progressi a piccoli passi

MotoGP 21, copertina

MotoGP 21 è finalmente arrivato, limando la formula del capitolo precedente

Il Motomondiale è iniziato da poche settimane con i suoi primi appuntamenti e ai fan delle due ruote non resta che attendere l’uscita di MotoGP 21 per ripartire completamente anche quest’anno.

Milestone si presenta sulla griglia di partenza ben conscia dell’eccellente lavoro svolto con gli ultimi due capitoli usciti ed è chiamata a dare seguito alla crescita costante della sua serie di punta. Ci sarà riuscita? Scopriamolo insieme nella nostra recensione di MotoGP 21. Cominciamo!

Primo approdo su next-gen

Partiamo subito con quella che, come vedremo, è forse la novità maggiore del titolo: l’approdo sulla next-gen console. Questo MotoGP 21 ha senza alcun dubbio beneficiato in modo importante della potenza delle nuove console. 

Nella versione PS5 da noi provata, risultano subito evidenti le differenze. Se da un lato la resa grafica generale del titolo era già eccellente sullo scorso capitolo, su MotoGP 21 sono i dettagli a fare la differenza
L’illuminazione generale del titolo è decisamente migliorata, risultando più realistica e credibile, soprattutto in condizioni di bagnato.
Un lavoro eccellente è stato svolto anche per quanto riguarda i dettagli delle moto, ancora più definite e fedeli alle controparti reali.

Infine, non possiamo ovviamente dimenticare il passaggio ai 60 FPS fissi e al 4K dinamico, due elementi che riescono a migliorare assolutamente il feeling generale del titolo, insieme ai caricamenti praticamente inesistenti.

Concludiamo la nostra analisi del comparto tecnico del titolo parlando dell’uso del DualSense su PS5. Il controller di casa Sony è stato integrato in modo più che soddisfacente, soprattutto se consideriamo la natura multipiattaforma del titolo.

Il feedback aptico restituisce una sensazione di controllo della moto soddisfacente, mentre l’uso dei filetti adattivi ha permesso agli sviluppatori di dare maggiore controllo al giocatore sulle fasi di frenata e accelerazione. Meno aiuti saranno attivi e maggiore sarà la risposta offerta.

Poche ma efficaci aggiunte

Parliamo ora del gameplay di questo nuovo MotoGP 21. Siamo sicuramente davanti a un titolo di transizione. Il titolo “si limita” a ridefinire e perfezionare il titolo dello scorso anno, aggiungendo piccole ma interessanti novità per il futuro.
Prima di parlarne però, non va dimenticato che MotoGP 21 è stato sviluppato interamente da casa, con il team di sviluppo costretto a questa soluzione dalla pandemia in corso. Dunque, riteniamo che il lavoro svolto sia assolutamente soddisfacente.

La prima novità di gameplay è quella del Recupero della moto. A differenza di quanto accadeva negli scorsi capitoli, una volta caduti non verremo “teletrasportati” nuovamente in pista. Dovremo piuttosto correre verso la moto e risalire manualmente in sella. Una novità che chiaramente comporta una perdita di tempo molto maggiore rispetto al passato, ma garantisce ancora più realismo. Ma attenzione, la moto subirà danni dopo un caduta e, in certi casi, potrebbe non essere possibile ripartire.

Ci sentiamo di promuovere questa aggiunta (considerando che sarà anche possibile disattivarla volendo), con l’unica incertezza sull’animazione del pilota che dopo essersi rialzato rimarrà un po’ troppo in “contemplazione del nulla”.
Allo stato attuale del titolo va detto che il recupero della moto colpisce solo il giocatore. Ma Milestone ha promesso di aggiungerla anche per l’IA e il multiplayer già poche settimane dopo il lancio.

La seconda aggiunta di MotoGP 21, sempre in favore del realismo, è quella della Long Lap Penalty. Presente da un paio di stagioni nel campionato reale, costringerà il pilota a eseguire una tornata più lunga, deviando dal tracciato regolare. Si potrà andare incontro alla Long Lap Penalty dopo cinque infrazioni o facendo una falsa partenza.

E ora arriviamo alla novità forse più importante per il futuro della serie: la temperatura dei freni. Questa aggiunta porta con sé un altro fondamentale fattore nella gestione della gara. Scegliere i freni adatti a seconda del circuito e del nostro stile di guida sarà fondamentale per avere una moto e dei pneumatici efficienti per tutta la durata della gara. Una temperatura troppo alta o bassa potrebbe causare perdita di performance e anche minore controllo sul veicolo. Un’aggiunta importantissima che ci lascia assolutamente soddisfatti e che speriamo di vedere approfondita nei capitoli futuri.

Per quanto riguarda la modalità carriera non troviamo sostanziali novità. Data la rivoluzione attuata lo scorso anno, era normale e giusto concentrarsi sul perfezionare la formula, concentrandosi su altro.

Infine, anche quest’anno la differenza tra le diverse categorie o le moto storiche (che fanno il loro ritorno assieme ai piloti storici) si sente assolutamente pad alla mano, regalando al giocatore un’esperienza di guida molto diversa. In attesa di provare le MotoE, in arrivo post lancio.

Un’esperienza di gioco che certamente non è “dolce” con i nuovi giocatori. Milestone ha reso chiara la volontà di avvicinarsi il più possibile alla simulazione vera e propria. Domare una MotoGP appena avviato il gioco, per un nuovo giocatore, sarà assai arduo.
Ma per fortuna il team di sviluppo ha lavorato per offrire ancora più opzioni di personalizzazione degli aiuti di guida. Ciò permette ai giocatori di trovare il giusto equilibrio, in modo da apprendere con calma e disattivare piano piano sempre più aiuti, arrivando a vivere l’esperienza simulativa a trecento sessanta gradi.

Conclusioni

MotoGP 21 è un titolo ottimo. Data la genesi travagliata a causa della pandemia, il team di sviluppo si è concentrato nella rifinitura del lavoro svolto lo scorso anno, apportando piccole novità che però garantiscono un ulteriore passo in avanti verso la simulazione e il realismo della produzione Milestone
Anche il “primo esame” next-gen è stato superato ampiamente, con la versione PS5 che potrebbe distinguersi grazie alle funzionalità del DualSense.
Non resta dunque che abbassare la visiera e tuffarsi in griglia di partenza!

VOTO: 8

L'autore

Samuel Bianchi

Videogiocatore svezzato dalle sapienti mani della prima Playstation e dal Sega Mega Drive, nel tempo ha sviluppato un interesse particolare per i giochi di ruolo. Cresciuto vivendo il videogioco in solitaria, ora ha un forte desiderio di analizzare il mondo videoludico con gli altri appassionati, approfondendone le capacità aggregative e comunicative, tipiche della grande arte.

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