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La Cina sta facendo saltare la rete elettrica iraniana per minare Bitcoin

Molte aziende informatiche cinesi stanno investendo sul mining in Iran per via dei costi dell’elettricità molto bassi, scatenando molti disagi

Non è un segreto che stiamo vivendo in un periodo d’oro per i Bitcoin, la celebre criptovaluta che ha innalzato incredibilmente il suo valore da €900 agli attuali €32.859 per singola unità.

Tutta questa ricchezza non poteva passare inosservata agli occhi dei più, tant’è che Elon Musk con la sua Tesla ha investito 1,5 miliardi di dollari in Bitcoin e adesso, l’attenzione sulla moneta virtuale è stata riposta anche da numerose imprese cinesi.

Infatti le più importanti aziende cinesi dedicate al mining delle criptovalute hanno deciso di costruire in Iran diverse mega-postazioni (in totale 14) dedicate alla profuzione delle monete. Questo perché il costo dell’elettricità in Iran è circa 4 volte minore rispetto in Cina, spingendo così gli investitori cinesi nell’antica Persia.

cina iran corpo

Tale situazione però ha provocato numerosi disagi in tutta la nazione iraniana poiché il sistema elettrico nazionale, già di per se molto fragile, sta subendo un sovraccarico dovuto all’enorme mole di energia richiesta da queste mega-postazioni lasciando così numerosi abitanti senza elettricità.

Giusto per fare un esempio, una mega-postazione di mining cinese attualmente consuma come una città iraniana di 50mila abitanti.

Cosa ne pensate di questo enorme interesse verso i Bitcoin e più in generale le criptovalute dimostratosi nell’ultimo periodo da parte del mondo imprenditoriale? Fatecelo sapere con un commento!

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Simone Campisi

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