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One Piece 994: Corsa senza deviazioni

Wano

One Piece 994: Corsa senza deviazioni

Quando è iniziata la miniavventura di Capone, moltissimi lettori hanno sperato fosse una scusa per raccontare del Nuovo Mondo tanto di ciò che il manga non può permettersi di fare per ovvi motivi.
Se torniamo con la mente ai primi capitoli di queste cover, ricorderemo tutti di come la miniavventura sia partita con un’impostazione a base di avventura piratesca: la ricerca di qualcuno, nello specifico Laura, sorella di Chiffon.

È dalla prima metà della Rotta Maggiore che One Piece non offre una possibilità del genere: salpare su una nave e navigare alla cieca, verso l’avventura.
Dal Nuovo Mondo, la rotta dei Mugiwara è sempre stata una strada diritta, un percorso delineato fin dal principio attraverso vivrecard o eternal pose: gli stessi logpose a tre aghi presentati a Fishman Island sono stati totalmente inutilizzati dall’autore da allora.

Per questo l’idea di riassaporare quelle atmosfere tipiche del viaggio erano un’occasione dorata da sperimentare in una miniavventura: andava trovato un personaggio che, per quante ne sapesse Capone, poteva essere ovunque.

Attraverso la miniavventura “Dalle tolde del mondo”, noi sapevamo che Laura dopo i fatti di Thriller Bark fosse finita a Water Seven, e da lì non c’è stata più alcuna notizia. Era lecito pensare che la donna potesse ancora trovarsi dunque nel Paradiso, oppure, nel caso in cui avesse viaggiato, in un luogo sconosciuto.

I presupposti di un viaggio nel mondo di One Piece c’erano tutti, e con questa navigazione, lontana dalla storia dei Mugiwara e della lotta agli imperatori, avremmo potuto scoprire isole su cui Rufy non approderà mai, oppure ritrovare vecchi personaggi sul cammino di Capone.

Questa illusione è durata fino alla Red Line, dove, con la strada sbarrata dalle navi della marina, e con l’intenzione di fare rifornimento, la Nostra Castello cambia destinazione e fa rotta a Dressrosa.
Con questi presupposti, ed un approdo totalmente casuale, quante possibilità potevano esserci di incontrare proprio su quest’isola Laura, in viaggio verso Totland, e ricongiungere le due sorelle?
E allo stesso tempo quante possibilità c’erano che queste potessero proprio qui imbattersi nel redivivo padre, sopravvissuto a Oven, naufrago al largo di Green Bit?

Capone

Purtroppo la miniavventura di Capone è stata un pretesto maldestro per poter ricongiungere un’intera famiglia partendo da forzature palesemente evidenti.
L’idea che si tratti solo di una miniavventura e dunque in un certo senso che essa sia distaccata dalla storia principale, non può bastare a giustificare coincidenze così palesi.

Se a questo poi aggiungiamo il fatto che nessun nuovo o vecchio personaggio sia stato introdotto in queste cover, e che la miniavventura stessa sia terminata con un matrimonio insipido, la conclusione è un fallimento purtroppo totale della stessa.

Non solo non abbiamo scoperto come Pound si sia salvato da quella che sembrava una morte certa (ne parliamo qui nel commento al capitolo 979), non abbiamo nemmeno scoperto nulla del regno su cui governava.

Le miniavventure sono sempre state, nella stragrande maggioranza dei casi, un pretesto non solo per raccontare qualche aneddoto divertente o curioso sui personaggi secondari, ma anche un modo intelligente di far progredire la storia al di fuori di quella dei protagonisti.

Si pensi a Jimbe, che ha rinvenuto il poigne griffee regalato poi a Big Mom.
Si pensi alla Baroque Works, che ci ha fatto scoprire come Crocodile, Mr 1, Mr 2 e Mr 3 siano finiti a Impel Down. Oppure a Ener, della cui importanza narrativa non occorre nemmeno discutere.
Si pensi a Caribou, che ci ha presentato le fabbriche di armi di Kaido, nonché l’appartenenza di X-Drake alle fila del suo esercito.
O ancora Wapol, la cui miniavventura l’ha condotto sulla strada di Marie Geoise.

Dovunque la si guardi, la miniavventura di Capone risulta praticamente e purtroppo fine a se stessa. Il fatto che Pound sia ancora vivo, o che le sorelle si siano riunite a lui, non tange in alcun modo il resto della narrazione e, anzi, diventa un’occasione persa per tanti motivi.
Vanno a cadere le teorie di chi sperava nella riapparizione di Caesar Clown, o di Pekoms, o dei Vinsmoke. Cade la possibilità di sapere che fine abbia fatto Sabo dopo il Reverie, oppure la dinastia Riku (visto che ci trovavamo a Dressrosa).

Dobbiamo prendere atto del fatto che l’unico motivo per cui sia stata inventata una miniavventura di 36 cover in totale è stato il ricongiungimento tra Pound e le figlie, e che siano dunque andate perse tutte quelle occasioni che ci avrebbero condotti a scoprire di più sul mondo inesplorato di One Piece.
E voi Commodoriani cosa ne pensate di questa scelta? Secondo voi è giusto così oppure vi sareste aspettati qualcos’altro? Fatecelo sapere nei commenti!

Pound

Il problema di fondo: una corsa senza deviazioni

Esiste un problema di fondo che lega alcune di queste dinamiche nel capitolo 994 di One Piece.
Abbiamo già affrontato in altri articoli la tematica dell’aspettativa, ora parliamo invece dell’effetto sorpresa.
Quando infatti questi viene a mancare, quando cioè leggiamo esattamente ciò che ci aspetteremmo di leggere, il risultato che ne consegue è per lo più noia.

Immaginate per un attimo se in quest’istante qualcuno, diciamo un editor di Oda, raccontasse a tutti il finale dell’opera e vi svelasse la soluzione di tutti i misteri incompiuti: come vi sentireste nel proseguire la lettura?

Certo, probabilmente molti di voi continuerebbero comunque a seguire il manga, perché l’importante non è la meta ma il viaggio, ma di certo lo fareste in un modo diverso.
La curiosità che vi avrebbe attanagliato ogni settimana, l’aspettativa verso i capitoli, le vostre speranze e desideri, subirebbero una smorzata incredibile.
Avrebbe molto meno senso godersi la trepidazione da capitolo, e piuttosto una lettura appassionata diventerebbe un tiepido passatempo, per conoscere più da vicino ciò che già sapremmo.

La miniavventura di Capone è stata un po’ questo: sapevamo a cosa avrebbe condotto dal momento in cui abbiamo visto riapparire Pound.
Solo, in tanti speravano che non si limitasse a questo e che, anzi, il ricongiungimento padre-figlie sarebbe stato solo un mezzo, non il fine.
Nel capitolo 994 assistiamo più volte a questo tipo di problematica, sotto diversi aspetti.
Vediamoli nello specifico.

Queen

Nel pieno della battaglia, Queen sfodera i propri proiettili Excite per divertimento, e questa veloce epidemia si diffonde non solo tra i suoi nemici, ma anche nelle fila dei suoi alleati.
A un certo punto Chopper ipotizza l’esistenza di una cura, cosa che viene poi confermata da Queen stesso, e questi aggiunge che chi è infetto morirà entro un’ora.

Sappiamo come vanno le cose in One Piece: quando esiste una minaccia collettiva di morte, nel 100% dei casi è solo una falsa preoccupazione, che allo scadere del tempo limite in qualche modo si risolve.L’abbiamo visto un sacco di volte: possiamo citare Alabasta, con la bomba che sarebbe esplosa nel cuore della capitale, episodio sventato da Pell, oppure Punk Hazard, dove Shinokuni avrebbe soffocato e ucciso tutti coloro che si erano trasformati in pietra, cosa ovviamente mai accaduta.
Ancora, la Gabbia per Uccelli di Dressrosa, che a conti fatti non ha ucciso nessuno.

Cosa dovrebbe farci pensare, dopo ventitrè anni di pubblicazione, che questa cosa sia cambiata?

Ma ammettiamo anche il caso che questi personaggi ci lascino le penne: importerebbe a qualcuno tra i lettori?
Stiamo parlando di personaggi totalmente anonimi, non caratterizzati, un collettivo senza nome e senza volto. Oppure, nella migliore delle ipotesi, personaggi del calibro di Omasa, a malapena poco più di una comparsa.

Fino a quando non percepiremo un reale senso del pericolo, sarà molto difficile provare paura o apprensione per queste povere vittime, e questa paura può essere avvertita solo verso personaggi di cui ci importa qualcosa.
Oltretutto, come detto, sappiamo benissimo che a tutti costoro non accadrà nulla per davvero.
Ma quindi come mai Oda ha impiegato ben mezzo capitolo per parlare dell’antidoto?

One Piece 994

Apoo

Scratchmen Apoo è un altro tassello piuttosto palese che va a completare il puzzle delle ovvietà.
Se Oda stesse cercando per davvero di unire tutte le Supernove contro gli Imperatori, questo sarebbe il metodo più facile: far sì che l’idea venga direttamente da loro.
X-Drake è stato una spia per la Marina Sword fin dall’inizio, ma quando è stato scoperto ha scelto volontariamente di cercare la strada della salvezza seguendo Rufy.

Allo stesso modo Apoo potrebbe decidere di tradire Kaido per non dover subìre oltre i soprusi di Queen.
Il fatto che egli abbia in mano l’antidoto del virus lo mette nelle condizioni di essere il bersaglio di chiunque, e questo lo porterà all’angolo.
Apoo non può essere nemico di tutti, ed ad un certo punto si troverà a dover scegliere: da un lato Queen (e quindi Kaido), colui che l’ha messo in pericolo e ha giocato con la sua vita, dall’altro Cappello di Paglia, intorno a cui si stanno radunando tutte le Supernove di Wano.

La scelta sembrerebbe piuttosto facile, ma resta un problema di fondo: Apoo ha tradito Eustass Kidd già una volta, sarà molto difficile che questi venga accettato tra le fila degli Alleati incondizionatamente.

Apoo

Rufy

Abbiamo già avuto modo di parlare della struttura della corsa di Rufy nel commento al capitolo 993.
Il fatto è che in questo momento egli non può rubare la scena al vero scontro in atto e ai rispettivi protagonisti, per cui, anziché utilizzare qualche facile tecnica di gomma per fiondarsi sulla cima del palazzo, Rufy prosegue nella sua corsa a perdifiato collezionando pagine su pagine di nulla cosmico.

Questo dà ad Oda la possibilità di mostrare tutti gli altri personaggi, seguire per un po’ le loro dinamiche e storyline secondarie, ed è grazie alla corsa infinita che in questo capitolo possiamo vedere Sasaki e Yamato.
Probabilmente potremmo aspettarci altri Mugiwara nei prossimi capitoli, impegnati in scaramucce più o meno complicate divise tra Numbers, Tobi Roppo e Oniwabanshu.

Certo è che ancora una volta ritorna la dinamica di quanto scritto sopra, ovvero la facilità con la quale si possano prevedere queste cose.
Difficile che nel prossimo capitolo i Foderi Rossi siano già totalmente sconfitti, difficile che Big Mom rientri nella narrazione principale al fianco di Kaido, difficile che si possano vedere cambi di scena anche fuori dall’isola.

Insomma, la via da seguire è una soltanto, e porta verso un’unica direzione.

Il nostro modo di approcciarci alla lettura del capitolo cambia completamente, poiché sappiamo già a prescindere che, salvo forse alcune eccezioni, tutto ciò che vedremo per qualche capitolo ancora sarà solo passeggero e non risolutivo.
Non possiamo ancora aspettarci la sconfitta di Who is Who, o di Queen, o di King, perché semplicemente la saga non è giunta al culmine.
Con circa ottanta capitoli all’attivo e l’atto 3 non ancora concluso, la saga di Wano è per forza di cose ancora ben lontana dalla sua fine.

Per questo assistiamo a schiere di gifters che durano una pagina (o nel caso di Hamlet e Four Tricks, una vignetta): Oda sta solo prendendo tempo, per dare a noi la percezione di uno scontro lungo e intenso, e trascinare il più possibile un combattimento sulla cima del palazzo che, lui da solo, vale l’intero terzo atto come grado d’importanza.

Four Tricks

Si può giungere alla conclusione che l’unico modo di rendere interessante una parte del manga come quella in corso è nel renderla imprevedibile.
Per fare questo è necessario concludere l’Atto 3 nel più breve tempo possibile, per poter consentire la costruzione di un clima d’attesa prima dello scontro finale tra Rufy e Kaido, dando modo allo stesso tempo a Oda di spaziare in lungo e in largo con le panoramiche mondiali.

Lo scontro in essere tra i Foderi e l’Imperatore per fortuna regge ancora il colpo non solo grazie al fantastico utilizzo delle tavole e ad un sapiente utilizzo delle tecniche di combattimento, ma anche e sopratutto per ciò che questo rappresenta.

Ad un certo punto Kaido, dopo esser passato al contrattacco, si prende una pausa per descrivere la personale visione del cammino di un essere umano, parlando della morte come compimento e meta finale.
Questo piccolo momento va a tessere un nuovo tassello di quella che sembra essere una personalità particolarmente complessa, in attesa che presto o tardi possa arrivare un flashback ad egli dedicato.
Ora l’attenzione si focalizza sulle Supernove e sul ruolo che mano a mano andrà a delinearsi per esse.

Con tutta la carne al fuoco ancora da cuocere, possiamo aspettarci un Atto 4 davvero entusiasmante e ricco di avvenimenti, dove diventerà fondamentale non solo la caratterizzazione dei personaggi lasciati più in disparte, ma la chiusura generale di numerose sottotrame fino ad ora parcheggiate.

La speranza è quella di alzare al più presto l’asticella e l’aspettativa anche verso gli scontri in essere, perché Kaido non può fare il lavoro sporco rubando la scena all’intero esercito.
Durante la saga di Whole Cake Island, abbiamo avuto sì modo di testare le incredibili capacità di un’imperatrice come Big Mom, ma allo stesso tempo i suoi figli hanno dato prova di valere molto in battaglia, di essere avversari temibili che più volte sono riusciti a fermare i propri avversari, a metterli alle strette e, sopratutto, a farci preoccupare per loro.

Kaido imperatore
Ancora una volta l’aspettativa costruita nel corso degli anni verso il formidabile esercito di Kaido ha contribuito a quell’alone di invulnerabilità che ha portato noi lettori a desiderare qualcosa che ad oggi ancora non ci è stato dato.
E per una volta, forse, potremo sperare di assistere a qualcosa di inaspettato, ad un effetto sorpresa che conduca questa saga verso traguardi che per il momento sembrano molto lontani.

E voi Commodoriani che opinione avete del capitolo 994? Cosa vi aspettate dai prossimi capitoli? Fatecelo sapere commentando qui sotto o nei nostri canali social!

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