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Mafia Definitive Edition, la recensione: nuova Lost Heaven, vecchia avventura

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A più di 18 anni da Mafia: The City of Lost Heaven, ecco Mafia Definitive Edition: remake trascurabile o “un’offerta che non si può rifiutare”?

Dopo quattro anni d’assenza dalle scene, Hangar 13 riprende in mano il brand di Mafia per la sua Definitive Edition, un remake di Mafia: City of Lost Heaven. A seguito del mezzo insuccesso di Mafia III, non tutti erano convinti che il team di sviluppo fondato nel 2014 fosse idoneo a confrontarsi col caposaldo del genere gangster nell’ambito videoludico di Illusion Softworks – l’attuale 2K Czech.

Una responsabilità non da poco che presupponeva un lavoro complesso alla vigilia, privo di errori di sorta e che, come ribadito nel pezzo dedicato al prossimo rifacimento di Prince of Persia Le Sabbie del Tempo, si sarebbe giocato sul filo del rasoio di sottilissimi equilibri. Il team californiano avrà saputo rispettare le attese, regalando ai fan della proprietà intellettuale di 2K la versione definitiva del mitologico titolo classe 2002? Scopritelo nella nostra recensione!

Il sogno (italo)americano

Sgomberiamo subito il campo dall’elefante nella stanza: Mafia Definitive Edition è esattamente quello che ci si aspetterebbe da un remake. Il titolo conserva sostanzialmente inalterata sia la struttura dell’originale che il suo ottimo soggetto. Allo stesso tempo, però, riesce a rinnovarne in maniera netta la sceneggiatura. Registicamente il titolo è sontuoso ed il comparto narrativo resta il più palese dei fiori all’occhiello dell’offerta.

Thomas Angelo è uno squattrinato tassista italo-americano che cerca di sbarcare il lunario lavorando prevalentemente nei turni in notturna. In un momento di pausa, quella che sembra essere una serata come tante si trasforma nel più classico degli appuntamenti col destino. A seguito dell’incontro e del salvataggio di due picciotti del Boss Salieri e del successivo attacco degli sgherri del rivale Don Morello, Tommy si ritrova nel locale del primo a meditare sulla sua vendetta.

Inizia così l’esperienza del giovane Angelo nella criminalità organizzata di Lost Heaven, da semplice autista a sicario senza scrupoli e fedelissimo del Don. Un’avventura ricca di suspance, colpi di scena, amore, onore, intighi e tradimenti sullo sfondo dell’epoca del proibizionismo.

Andare oltre nell’incipit dell’avventura significherebbe privare il lettore, anche quello già fan dell’opera di Illusion, di una fetta consistente del fascino del titolo e dunque fare un torto più che prestare un servizio. Basti sapere che, anche nella sua Definitive Edition, Mafia rimane un lungo flashback con lo stesso protagonista a confessare i suoi peccati al detective Norman.

Come anticipato prima, inoltre e al netto di un soggetto rimasto inalterato rispetto al passato, tutte le scene e i dialoghi sono stati completamente riscritti, spesso dando una sfumatura alternativa all’opera originale. Sugli scudi le prove attoriali – Andrew Bongiorno, Jeremy Luke e Glenn Taranto su tutti – per un’esperienza che sa di gangster-movie d’autore. La splendida colonna sonora contribuisce anch’essa alla costruzione perfetta dell’atmosfera ed è stata completamente riorchestrata.

Essere un picciotto

Parlando in maniera più specifica della struttura di Mafia Definitive Edition, va ribadita la sua netta aderenza al materiale originale, forse in maniera anche fin troppo marcata oseremmo dire: il titolo consta di una ventina di capitoli per 10-12 ore di campagna, tutti contrassegnati da uno schema a missioni, con nessuno spazio per secondarie di sorta, minigiochi o per altri particolari incarichi atti a dare respiro dalla quest principale. Abbandonata la strada della ripetitività delle secondarie, tallone d’Achille di Mafia III, si torna ad una linearità di fondo che ricorda da vicino il titolo del brand dedicato a Vito Scaletta.

Al compito di staccare dalla main quest ottemperano due modalità prese di peso dalla versione originale del titolo su console: Fatti un giro ed Autopedia. Con la prima potremo scorrazzare liberamente all’interno di Lost Heaven, cercando di reperire più veicoli possibile per aggiungerli al garage, per cambiarci d’abito, per cercare i numerosissimi collezionabili lasciati indietro durante l’avventura ed in generale per fare tutto ciò che vogliamo con la componente sandbox a nostra completa disposizione. Con la seconda, invece, tutte le auto – e le moto, novità assoluta della Definitive Edition – del garage potranno essere utilizzate sul circuito cittadino di Lost Heaven, presente nella story mode in un’iconica missione che i fan, senz’altro, ricorderanno benissimo per la sua difficoltà.

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Avendola citata, il titolo ne presenta quattro disponibili ad inizio avventura, tra le quali spicca quella Classica: priva di determinati indicatori e con mira manuale. In realtà, Mafia Definitive Edition sa essere particolarmente stimolante anche alla difficoltà standard. La stessa infatti può essere personalizzata, lasciando al giocatore la possibilità d’intervenire su determinati parametri come l’intensità della mira assistita. Il titolo inoltre tradisce di base una costruzione del combat-system estremamente strategica.

Mafia Definitive Edition è un TPS che richiede l’uso massiccio delle coperture. I proiettili faranno molto male al vecchio Tom ed i nemici andranno giù con relativa difficoltà. L’assenza di qualsivoglia tipo di progressione, sia nello sviluppo delle armi che del nostro pg, poi, ci costringerà ad abbracciare approcci sempre cauti nelle nostre scorribande a Lost Heaven.

Accanto alla fase di shooting troviamo un combattimento corpo a corpo da rivedere, imperniato su di un contrattacco molto basilare, un colpo pesante ed una combo di colpi leggeri. A causa dell’inerzia del protagonista ed alla generale legnosità del tutto, questo tipo di fasi potranno risultare particolarmente fastidiose per i giocatori abituati a sistemi di combattimento action moderni e ben più profondi. Va segnalata, inoltre, la presenza di uno stealth altrettanto semplice ma dalla riuscita decisamente più a fuoco.

La presenza della sola trama principale ed una longevità tutto sommato contenuta hanno permesso ad Hangar 13 di disporre di una discreta varietà nelle missioni che compongono Mafia Definitive Edition. Un buon equilibrio di tutte le succitate fasi, con il ruolo di collante ritagliato dalla guida dei veicoli – la quale può essere a scelta tra Arcade o Simulativa. Questa sarà l’unica componente a ricordare vagamente un open-world in senso moderno nella modalità storia, ed anche se è legittima ed intelligente l’opzione che permette di saltare gli spostamenti non necessari alla trama, ve ne sconsigliamo caldamente l’uso. Sia per il fatto di perdersi eventuali dialoghi che fungano da approfondimenti alle vicende mostrate a schermo, che per il semplice negarsi l’ascolto di una delle due stazioni radio disponibili: l’atmosfera che il titolo vuole restituire ai giocatori passa anche da minuzie del genere.

Bentornati a Lost Heaven!

L’utilizzo dello stesso motore di gioco di Mafia III ha reso necessario il rebuilding di Lost Heaven e dei suoi protagonisti completamente da zero. Città presa a modello è la Chicago degli anni ’30, cercando di mediare tra una riproposizione fedele del materiale del 2002 ed una costruzione più coerente e realistica degli spazi, come accaduto per la colorata China Town. Il risultato finale è da strabuzzarsi gli occhi. Complici un sistema d’illuminazione estremamente convincente e degli shader molto realistici, il colpo d’occhio che la città restituisce ai propri avventori è di quelli importanti.

Se globalmente l’aspetto grafico del titolo risulta spaventoso anche per l’ispiratissima art direction, lo stesso non può dirsi in merito ai dettagli. I modelli poligonali dei cittadini non sono uniformi, con una netta separazione tra protagonisti e comprimari. In particolare, va rilevata la difficoltà nella riproduzione dei capelli: in troppi casi “parruccotti plasticosi” e con nessuna velleità di realismo.

Nella versione PS4 da noi provata, inoltre, il comparto tecnico presta il fianco a più di una criticità: i 30 frame al secondo – non stabili – minano la buona fruizione dell’esperienza e costringono a buttare giù un boccone amaro rispetto ad un comparto grafico che avrebbe meritato maggior supporto da questo punto di vista. Il titolo, in più, soffre di problemi piuttosto marcati nella corretta sincronizzazione verticale della scena, sia in-game che durante le cutscenes, oltre a presentare sporadici glitch nella riproposizione dei tessuti e compenetrazioni poligonali varie ed eventuali. Da segnalare anche la presenza di caricamenti di media entità che nelle fasi finali potrebbero risultare piuttosto snervanti, visto l’inferno di fuoco al quale saremo sottoposti ed alla frequenza della schermata di game-over da doversi sorbire.

Luci ed ombre anche nel comparto animazioni: molto buone quando non eccezionali quelle facciali, frutto del performance capture e della bravura degli attori coinvolti nel progetto; malfatte e legnose quelle ambientali, soprattutto attinenti alla corsa e quella utile a scalare le superfici.

Il titolo, infine, si caratterizza per una buona ma non eccellente interagibilità/distruttibilità ambientale, la quale si fa notare in maniera preponderante solo in specifiche situazioni scriptate. Il sistema di collisione dei veicoli è piuttosto standard e molto simile a quello di Mafia III. Ben lungi da quello di Mafia II, per distacco il migliore della serie per feedback e conseguenze. Ottimo invece il lavoro sul comparto audio, coadiuvato, come già discorso, da una colonna sonora eccezionale ed un doppiaggio in italiano di buonissimo livello.

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In conclusione…

Mafia Definitive Edition è un prodotto interessante e degno di essere giocato. Non raggiunge livelli di eccellenza assoluti a causa di un comparto tecnico poco rifinito, delle animazioni – eccetto quelle facciali – non riuscite ed una struttura, seppur perfettamente in linea con quella del materiale originale, antiquata e fuori tempo massimo; eppure, il titolo riesce perfettamente nell’intento di svecchiare e dare nuova linfa vitale ad un progetto che, già ai tempi, aveva come focus principale il comparto narrativo.

Il taglio registico alla gangster-movie e tanto stile da vendere nella riscrittura di scene e dialoghi, contornati da una colonna sonora eccezionale e da un doppiaggio italiano di ottima fattura, vi faranno venire voglia di finirlo tutto d’un fiato, esattamente come farebbe un bel film di Scorsese o Ford Coppola.

Anche i fan storici della serie potranno avere pane per i loro denti, grazie ad approfondimenti, chicche e sfumature inedite rispetto a Mafia: The City of Lost Heaven. Le possibilità grafiche di attuale generazione hanno consentito una perfetta riproposizione della metropoli ispirata a Chicago, dando in definitiva un significato pregnante e raramente così veritiero al suo sottotitolo.

Mafia Definitive Edition non è il miglior gioco dell’anno, ma è esattamente ciò che prometteva di essere: la migliore versione possibile di un titolo che ha fatto la storia del genere in ambito videoludico. E tanto basta.

Vi ricordiamo che Mafia Definitive Edition è già disponibile su Pc, PlayStation 4 ed Xbox One, sia come prodotto standalone che in bundle con gli altri due capitoli nella Mafia Trilogy.

VOTO: 7.9

 

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L'autore

Angelo Basilicata

Gamer dall'età di 12 anni, cultore (o meglio "cultista") di Hidetaka Miyazaki dal 2009. vive la passione per i Vg da completista ed è un ragazzo semplice: mangia, gioca, ama

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