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Call of Duty: un uomo viaggia per quasi 3000km per uccidere un avversario online

A seguito di uno screzio in una partita di Call of Duty, un uomo ha ricercato e ucciso un ragazzo di 18 anni dopo un viaggio di 1700 miglia (2735km). 

Matthew Thane (in copertina), 18 anni, è stato ucciso da un uomo che indossava un casco nella sua abitazione in California. Il sospettato, un uomo di 23 anni, ha viaggiato fin dal Texas per compiere il terribile gesto.

A quanto pare i due si sono incontrati in una partita di Call of Duty che non deve essere finita bene.

In sole 72 ore l’uomo, il cui nome non è stato reso pubblico, ha viaggiato per oltre 2700 kilometri (1700 miglia) per poi tornare indietro nella sua abitazione in Texas e venire braccato dalla SWAT. Stando ai report della polizia statunitense l’uomo è stato invitato ad uscire più volte, finché l’irruzione della polizia non ha rivelato l’inevitabile: l’assassino ha deciso di togliersi la vita con un colpo di arma da fuoco.

Non è la prima volta che arrivano notizie così tristi, riguardanti i giochi online. Fino a qualche anno fa “andava di moda” segnalare atti terroristici nelle abitazioni dei propri avversari di Call of Duty in modo da causare un irruzione delle forze speciali (il cosiddetto swatting) che causò la morte di un giovane di 28 anni.

La pratica di swatting è diventata reato perseguibile proprio a causa di questi comportamenti scorretti da parte di giocatori e non, ai danni di qualsiasi tipo di persona (esempio Justin Bieber è stato vittima di swatting pur non essendo un pro-player) ed evidentemente l’uomo di 23 anni ha ben pensato di farsi “giustizia da solo” rovinando non solo la sua vita, ma anche quella della famiglia di Matthew Thane, che è stata costretta ad aprire una raccolta fondi per pagare i funerali del ragazzo.

Swatting

Invitiamo chiunque all’ascolto a non prendere esempio da questi comportamenti malati, non importa quanto sia fastidioso il bambino russo che urla in-game, o quanto sia odioso il troll di turno; bisogna sempre mantenere un minimo di autocontrollo. Dopotutto è solo un gioco.

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Gennaro Lazzizzera

Gennaro Lazzizzera

Nato (quasi) con la prima xbox in mano. il mio primo videogame è stato The Getaway per PS2 ed è stato letteralmente amore a prima vista (mai vista una alfa romeo in un videogioco prima di allora). Appassionato di videogiochi ma anche di Informatica, Tecnologia e Meccanica

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