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Act-Age, la disegnatrice rompe il silenzio dopo la cancellazione del manga

Shiro Usazaki parla per la prima volta dopo la vicenda riguardanti Act-Age

Queste sono state settimane di bufera per Shueisha e per Act-Age a causa del reato commesso dallo sceneggiatore del manga Tatsuya Matsuki. Abbiamo infatti assistito alla giusta decisione dell’editore di interrompere la serializzazione del manga, che ha portato all’interruzione della pubblicazione dei volumi della serie nel resto del mondo e alla cancellazione di vari progetti collegati come l’adattamento teatrale.

La stessa disegnatrice del manga ha cancellato qualsiasi riferimento o illustrazione legata all’opera dal proprio profilo Twitter, nel quale oggi ha pubblicato la sua prima dichiarazione sulla vicenda. La giovane artista ha espresso la sua empatia per le vittime, con le quali si è poi complimentata per il loro coraggio nell’aver denunciato l’incidente nonostante il loro probabile shock. A questo riguardo ha scritto una riflessione sul fatto che nessuno può “riprendersi naturalmente” da una violenza sessuale, in quanto potrebbe creare del grande stress nella vita delle vittime, in quanto anche vedere una persona simile all’assalitore potrebbe far scattare in loro una reazione legata allo shock ricevuto.

 

Per questo lei non vuole che Act-Age possa scatenare una cosa del genere nelle vittime, quindi pensa che la cancellazione del manga sia stata una scelta appropriata. Nonostante questo ha espresso il suo rammarico per aver dovuto terminare il manga a metà e ha chiesto ai fan di non dare la colpa della cancellazione della serie alle vittime delle aggressioni di Matsuki.

La Usazaki si sente in empatia anche con i lettori del manga, in quanto anche lei è stata “salvata” dai manga. La disegnatrice prega che i lettori non usino il loro amor per l’opera per incitare violenza, ma che pensino chiaramente valutando anche vari punti di vista, senza dare ascolto a notizie senza fondamento e considerando cosa andrebbe detto e cosa non.

Act-Age

Le dichiarazioni si concludono con una speranza per le vittime, che possano ricevere il supporto adeguato e che possano vivere tranquillamente senza ripensare all’accaduto.

Che ne pensate delle dichiarazioni della disegnatrice? Scrivetecelo nei commenti!

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Yoel Carlos Schincaglia

Yoel Carlos Schincaglia

Nato il 14 febbraio 1997. Mi piacciono molto gli anime e credo nella canzone che ho nel cuore.

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