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Parlamento UE contro Facebook e Google, addio alle pubblicità personalizzate

Facebook AdsZuck Privacy

L’avversione dell’Unione Europea per le grandi compagnie della tecnologia come Apple, Google e Facebook sono già note a tutti. E il Parlamento Europeo continua ancora oggi ad agire!

Dopo le tante multe dovute alla violazione della GDPR sembrava esserci una certa pace, ma ora il Parlamento Europeo ha deciso di votare a favore di una proposta di Paul Tang, deputato olandese, con una maggioranza netta. Tale proposta prevede uno stop definitivo alla pubblicità personalizzata di Facebook e Google.

Un altro precedente contro le big tech companies

“Come Davide contro Golia, il Parlamento Europeo scaglia una pietra contro i giganti americani della tecnologia. Queste aziende continuano a utilizzare i nostri dati personali come modello di business e hanno un vantaggio competitivo tale che nessun’altra azienda può entrare in competizione con loro. Anche se questa è solo la prima pietra, è una mossa significativa contro il potere dei giganti della tecnologia.”

Questo è il post di Tang pubblicato sui social, che mostra l’avversione dei parlamentari per il modo in cui vengono trattati i dati degli utenti. Il problema della privacy nella profilazione degli utenti attanaglia da molto non solo le istituzioni ma anche le aziende, le quali devono costantemente osservare le nuove norme da rispettare.

Con il voto di 503 parlamentari su 701, ora Facebook e Google in Europa non potranno più utilizzare i dati degli iscritti per mostrare loro pubblicità personalizzate. Secondo Tang, questa pratica interferirebbe eccessivamente con la privacy degli utenti e per questo va eliminata il prima possibile.

Facebook Privacy

AdsZuck, la petizione contro imprenditori e leader

Ad accompagnare questo provvedimento è anche una petizione lanciata online con l’hashtag #AdsZuck, creata appositamente per invitare Mark Zuckerberg, i suoi colleghi e altri personaggi di spessore a vietare la pubblicità personalizzata.

Se tutto ciò dovesse avere successo, questa decisione potrebbe entrare a tutti gli effetti nella storia della rete e costituire un precedente ulteriore per presentare altre istanze legate alla tutela del cittadino online.

FONTE

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L'autore

Francesco Santin

Studente di Scienze Internazionali e Diplomatiche, ex telecronista di Esports, giocatore semi-professionista e amministratore di diversi siti e community per i quali ho svolto anche l'attività di editor e redattore.

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