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GDPR: maximulta in arrivo per Facebook e Google?

Nel primo giorno dell’applicazione del GDPR in Europa, sia Facebook sia Alphabet (Google) rischiano multe miliardarie per non aver rispettato la nuova legge sulla privacy.
Nonostante le varie rassicurazioni di Mark Zuckerberg  all’audizione presso il parlamento europeo, sembra che il colosso Social non abbia ancora le carte in regola per il GDPR.

Max Schrems, noto attivista per la privacy a capo dell’organizzazione non governativa Nyob, sfida nuovamente i due colossi tech, accusandoli di costringere l’utente ad accettare la raccolta completa dei dati, privandoli di qualsiasi altra opzione.

 

Il motivo della denuncia?

“Il GDPR vieta di far dipendere l’accesso a un servizio dal consenso che viene o non viene dato dall’utente”

Detto in parole molto semplici, su Facebook, per esempio, per utilizzare un servizio o un’applicazione si devono concedere TUTTI i permessi che tale servizio richiede. Questo cozza con il principio del GDPR sopracitato, in quanto l’accesso all’app sarebbe totalmente negato nel caso l’utente revocasse anche solo UNO dei permessi richiesti.

Come mai questa presa di posizione di Schrems?

Max Schrems ha dichiarato cosa lo ha spinto a denunciare i due colossi, paragonando la scelta imposta dei social al “processo elettorale della Corea del Nord”:

“Facebook ha persino bloccato gli account di utenti che non hanno dato il loro consenso. Alla fine gli utenti avevano solo la libertà di cancellare l’account o di premere il pulsante ‘accetta’: non è una scelta libera (…) Sanno perfettamente che sarà una violazione, non cercano nemmeno di nasconderla”

Cosa rischiano Google e Facebook?

Stando al regolamento europeo, in caso di mancata ottemperanza alle direttive sulla protezione dei dati, le società rischiano una multa fino al 4% del loro bilancio annuale.

Una cifra molto elevata, visto il loro fatturato: secondo alcuni analisti la multa potrebbe aggirarsi attorno ai 9 miliardi di dollari , la più grande mai elevata a delle multinazionali. Nonostante tutto, i due giganti affermano di aver lavorato mesi per essere in linea con le direttive GDPR e di essere perfettamente in regola. Come finirà questa faccenda?

Stay tuned !

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