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Videogames Approfondimento

Arkane Studios compie 20 anni, ecco la nostra retrospettiva sulle produzioni del team francese

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Dal lancio di Arx Fatalis all’atteso DEATHLOOP, una storia di libertà videoludica: buon compleanno, Arkane Studios!

In questi giorni si tiene una ricorrenza molto cara agli amanti degli Immersive Sim, il ventennale dalla nascita di una delle Software House più stimate nell’ambiente, ossia Arkane Studios. Per celebrare la ricorrenza a dovere, noi di drcommodore.it abbiamo deciso di dedicare ai transalpini una retrospettiva sulla loro intera produzione.

Arkane viene co-fondata a Lione il 28 maggio 1999 da Raphaël Colantonio, ragazzo brillante con trascorsi in Electronic Arts ed Infogrames. Il primo titolo della compagnia arriva solo nel 2002 per la prima Xbox e PC, si tratta di Arx Fatalis, un rpg dark-fantasy in prima persona caratterizzato in maniera piuttosto standard sotto il profilo del gameplay e nella direzione artistica in senso generale. Il titolo, tuttavia, già mostra il seme di quello che sarebbe diventato un elemento ricorrente, una firma d’autore in tutte le pubblicazioni più recenti: l’amore per libertà d’approccio nel medium videoludico, sia nella risoluzione delle quest che nella mancata linearità della trama e del suo compimento.

Arx Fatalis è peraltro disponibile gratuitamente – fino al 31 maggio alle ore 16.00 – proprio nell’ottica del ventennale dell’azienda, al termine della procedura per unirsi alla community “Arkane Outsiders“, su questo sito. Basterà spuntare la casella per ricevere le mail promozionali et voilà.

Ritornando alla storia dello studio francese, il titolo successivo si fece attendere quattro lunghi anni, tempo nel quale l’azienda prese importanti decisioni organizzative che portarono ad una sostanziosa novità: la nascita della costola Arkane Studios Austin. A dimostrazione del suo non essere considerato internamente come un team secondario, però, il Texas diventa una nuova casa anche per il co-fondatore Colantonio, il quale prende in mano le redini del team americano diventandone un punto di riferimento creativo.

Dark Messiah of Might and Magic esce a fine ottobre 2006 per Xbox 360 e PC e si tratta ancora di un rpg fantasy in soggettiva, nato prevedibilmente come spin-off della serie omonima di Heroes of Might and Magic. Il salto di genere avverrà con la collaborazione con 2K Marin per lo sviluppo di Bioshock 2, esperienza sicuramente ispirazionale per i progetti futuri della compagnia.

Dopo 6 anni di assenza dalle scene in cui ha inizio il sodalizio con Bethesda Softworks in qualità di publisher e la successiva acquisizione totale da parte di ZeniMax Media – Arkane Studios ritorna in grande stile con l’apprezzatissimo Dishonored, disponibile dal 9 ottobre 2012 per console di settima generazione e PC. Nella storia in salsa SteamPunk dedicata a Corvo Attano e la dolorosa strada per riscattare il suo nome si condensa la summa dell’Arkane-pensiero: la concezione dei propri titoli come dei “parchi di divertimento” e sempre meno voglia di veicolare la mente del giocatore in un percorso predeterminato, da corridoio a corridoio, senza soluzione di continuità. Una grande apologia virtuale della libertà di scelta e d’azione.

Dopo l’uscita di Dishonored 2 e prima dell’espansione spin-off standalone “La morte dell’Esterno“, arriva il titolo forse più rappresentativo della particolare visione creativa del team: l’immersive sim sci-fi Prey. Il gioco, probabilmente uno dei più sfortunati ed incompresi di sempre – in rapporto all’intrinseca qualità dell’esperienza – è il reboot dell’omonimo shooter del 2006 targato Human Head Studios.

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Forse, proprio a causa del paragone, il titolo restò incompreso da parte di utenza e addirittura critica, consistendo in qualcosa che del primo Prey conservava solo nome e visuale in prima persona. Il gioco del 2017, infatti, era il perfetto erede spirituale di titoli come System Shock della gloriosa Looking Glass Studios. Valutarlo sulla base del sistema di shooting come un qualsiasi sparatutto – sicuramente la parte più carente del pacchetto – fu un’enorme spina nel fianco della produzione e privò anzitempo i potenziali acquirenti di un’esperienza tra le più solide, articolate e sfaccettate dell’attuale generazione.

Il futuro di Arkane Studios prende il nome di DEATHLOOP, un titolo che promette di elevare a potenza le linee guida dell’azienda e di regalare un’esperienza incredibilmente coinvolgente ai giocatori. Saremo intrappolati sull’isola di Blackreef in una lotta eterna tra due esperti assassini. Il nostro obiettivo sarà quello di eliminare dei bersagli e di tentare di terminare il macabro loop, uscendo indenni dalla prigonia del tempo. Dopo la presentazione all’E3 dello scorso anno, del titolo si sono un po’ perse le tracce, ma contiamo che presto torni in auge con qualche aggiornamento per i fan in trepidante attesa.

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