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Donald Trump pronto a colpire i social con un decreto: “Vogliono censurare le elezioni 2020”

Donald Trump, con le ultime dichiarazioni, sembra essere pronto a sferrare un attacco ai social con un ordine esecutivo!

Il pericolo fake news è sempre dietro l’angolo e i social ne sono principali diffusori. Questo mezzo pericoloso però, con gli ultimi algoritmi per arginare e debellare la disinformazione, spesso nota anche degli errori o dei bias. Di tale idea è anche Donald Trump, l’attuale presidente americano, pronto a firmare un decreto contro i social media.

Donald Trump e la libertà di espressione

Secondo il magnate statunitense tutti i social, da Twitter a Facebook, mirano a reprimere le voci dei politici conservatori lasciando più spazio a repubblicani e alla sinistra.

Le grandi imprese dell’hi-tech stanno facendo tutto quello che è in loro potere per censurare le elezioni del 2020. Se questo dovesse succedere, perderemmo la nostra libertà ed io non permetterò che ciò accada!”

Proprio a causa di questa sua idea, diffusa con un tweet, ora Trump sarebbe pronto ad agire contro tali piattaforme con un ordine esecutivo apposito. Il suo obiettivo, in particolare, risulterebbe quello di ridurre l’immunità dei social per i contenuti dei loro siti.

Questo privilegio per Trump è eccessivo, dunque andrebbe limitato. Per farlo, il provvedimento renderebbe più semplice per la Federal Trade Commission la possibilità di intervenire contro Facebook, Twitter, YouTube e altri social nel caso in cui limitino la libertà d’espressione sospendendo utenti o cancellando post.

Non solo la FTC ma anche la Federal Communications Commissions entrerebbe in azione contro la rimozione di tali contenuti da parte dei social. Secondo esperti tech e politici statunitensi come Jessica Rosenworcel, questo ordine, se pubblicato come da proposta di Donald Trump, rasenterebbe l’illegalità. Aziende ed esperti di vari settori sarebbero persino pronti a perseguire l’atto una volta firmato.

La risposta di Facebook e interessati

Jack Dorsey, CEO di Twitter, è stato il primo a rispondere direttamente al presidente degli USA:

Continueremo a segnalare informazioni errate o contestate sulle elezioni a livello globale. I tweet di Trump potrebbero indurre le persone a pensare erroneamente che non è necessario registrarsi per ottenere una scheda elettorale. […] Segnalare le informazioni errate non ci rende un arbitro della verità.”

In seguito, in un’intervista alla Fox, pure il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg ha detto la sua:

Credo fortemente che Facebook non debba essere l’arbitro della verità di tutto ciò che la gente dice online. In generale le società private, specialmente queste piattaforme, probabilmente non dovrebbero essere nella posizione di farlo.”

Queste dichiarazioni con alta probabilità risulteranno come una sfida a Donald Trump. Dopo Cambridge Analytica, del resto, i rapporti tra i “padroni” dei social e i governi non sono più stati così semplici. Certo è che quegli algoritmi, per quanto possano cadere in errore, durante l’emergenza COVID-19 hanno dovuto fare un lavoro improponibile per un essere umano.

Controllare quali notizie sono false e quali invece sono attendibili spesso è un processo lungo e complesso. Sistemi automatizzati in grado di svolgere quest’attività risultano quindi essenziali, nonostante le loro falle. Le critiche di Trump potrebbero poi risultare contraddittorie proprio alla luce delle sue dichiarazioni durante il lockdown, implicando l’utilizzo di candeggina tramite iniezione per debellare il virus.

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L’arma a doppio taglio, a suo vantaggio

Cercare di gestire i problemi dei social e degli algoritmi è senza dubbio necessario. Il vero pericolo però qua è la visione estremamente soggetta a gravi bias di chi ha proposto il provvedimento. Con le elezioni presidenziali statunitensi 2020 in arrivo, il nuovo ordine esecutivo potrebbe veramente cambiare le carte in tavola a favore di Trump.

E forse è questo il suo vero obiettivo.

FONTE

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Francesco Santin

Francesco Santin

Studente di Scienze Internazionali e Diplomatiche, ex telecronista di Esports, giocatore semi-professionista e amministratore di diversi siti e community per i quali ho svolto anche l'attività di editor e redattore.

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