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Iscritti Spotify ancora in crescendo durante la quarantena

Come cambiano gli iscritti Spotify

I modi cambiano, ma i risultati restano positivi: come il Coronavirus ha contribuito all’aumento di iscritti a Spotify

Con aprile alle spalle, per alcune aziende è il momento di tirare le prime somme del 2020. Un anno che, in soli pochi mesi, è riuscito a prendersi il palcoscenico dell’imprevedibilità. Un periodo complicato, ma tutt’altro che negativo per i servizi di intrattenimento. Al “first quarter”, infatti, gli iscritti a Spotify sono aumentati, compensando così le altre perdite fisiologiche.

I primi mesi in casa Spotify

A differenza delle altre piattaforme, Spotify poteva temere qualcosa in più. Trovarsi costretti a rimanere in casa favorisce inevitabilmente la tendenza a guardare film e serie TV. La musica, invece, andava a riempire dei vuoti in modi che uno schermo non sarebbe in grado di fare. Parliamo della mattina presto mentre si va a lavoro, durante i tragitti interminabili sui pullman, mentre si va a correre e così via… Le nostre routine sono cambiate e lo stesso è per la musica. Spotify ha così registrato delle perdite sotto alcuni aspetti. Specialmente nelle zone più colpite, come ad esempio l’Italia, il suo utilizzo è diminuito parecchio. Un calo inevitabile, dovuto a meno lavoratori e studenti, così come a meno spostamenti e meno viaggi. All’insicurezza economica, poi, corrisponde anche una minore disponibilità delle aziende per investire negli annunci pubblicitari.

Meno ricavi dalle pubblicità, ma più iscritti

Contro tutti questi fattori, Spotify è riuscita a chiudere il trimestre con risultati comunque positivi. Infatti saranno cambiate le abitudini, ma le persone non rinunciano alla musica. Troviamo meno streaming da mobile, ma un forte aumento per quanto riguarda quello da console e smart TV. Per questo, il numero di utenti attivi è aumentato ancora, raggiungendo i 286 milioni mensili. Anche gli abbonamenti sono cresciuti rispetto al 2019, arrivando a 130 milioni. Ci saranno quindi meno entrate pubblicitarie e meno persone con le cuffie nelle nostre strade, ma Spotify può ben sperare grazie al suo +31% di iscritti rispetto a un anno fa.

Dati iscritti spotify
Credits: Spotify

Come conferma la stessa Spotify, questa situazione influenza alcuni ambiti più di altri. Le vere “vittime” in questo ambito sono infatti i podcast. Punto di forza della piattaforma, che però ha subito l’impatto più grande a causa del Coronavirus. Il motivo dovrebbe proprio trovarsi dietro la minor esigenza di spostamenti per lavoro e dell’uso della macchina, momenti in cui i podcast venivano generalmente preferiti alla musica. Adesso invece assistiamo a un incremento di podcast e playlist che favoriscono il relax e la meditazione. Cambiano i motivi e gli utilizzi, ma le cuffie e il tasto “play” rimangono un’ottima soluzione anche in questo periodo.

FONTE: THE VERGE

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L'autore

Andrea Avignone

Classe '96, laureato in ingegneria delle telecomunicazioni e appassionato in primis di smartphone e nuove tecnologie.

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