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L'”Immuni australiana” ha successo con oltre un milione di download

Immuni, l'app italiana per tracciare i contagi da COVID-19

Le ultime notizie su Immuni sono ottime: la privacy verrà tutelata grazie al modello decentralizzato e il codice sarà open source.

Un passo ulteriore verso la tutela dei cittadini italiani che, comunque, potranno scegliere se installare l’app o meno. Questa scelta è stata garantita anche in altri paesi del mondo come l’Australia, dove la “loro versione di Immuni” ha avuto un discreto successo. COVIDSafe, app basata su quella già usata in Singapore e lanciata ieri, in quattro ore e mezza ha registrato oltre un milione di download!

Un successo da replicare anche in Italia?

L’”Immuni australiana” segue lo stesso modello decentralizzato adottato dall’app di Bending Spoons e, da ieri, anche da quella tedesca che prima aveva preferito quello centralizzato europeo.  Il funzionamento, poi, è il medesimo: l’app viene installata sui dispositivi che, quando entrano “in contatto”, si scambiano il codice criptato e anonimo. In caso di contagio l’utente avverte l’app, la quale avverte gli altri utenti e le autorità sanitarie. Dopo 21 giorni, infine, nei server non ci sarà più alcuna traccia dei dati.

Solo le autorità sanitarie potranno osservare, nel loro caso ma probabilmente anche nel nostro, i dati. Come ha affermato il ministro della Salute australiano Greg Hunt, “nemmeno un ordine della corte permetterà ad altre autorità di accedervi”. Secondo il Governo australiano, basterebbe un utilizzo da parte del 40% della popolazione per garantire un’alta efficacia.

Gli unici elementi “extra” che COVIDSafe richiede sono la fascia d’età dell’utente, il numero di telefono (probabilmente per contatti tra autorità sanitarie e cittadino), codice postale e un nome (anche uno pseudonimo). Tutto ciò forse per cercare di mappare con più precisione i contagi, senza comunque tracciare il dispositivo dell’utente. L’elemento forse più sconcertante è la quantità di recensioni negative sul Play Store. COVIDSafe infatti sta avendo molti problemi tecnici (non relativi alla privacy) dati da un beta testing poco approfondito.

COVIDSafe, la versione australiana di Immuni

Anche la Germania si adegua

Dall’Oceania all’Europa comunque gli sforzi per arginare il COVID-19 continuano. In Germania, come in Italia pochi giorni fa, anche la loro app si è convertita al modello di Apple e Google. Questo perché la Mela non ha soddisfatto la richiesta tedesca di cambiare delle impostazioni specifiche negli iPhone. Un passaggio forzato, quindi, quello da parte del ministro della Salute, Jens Spahn:

“L’app dovrà essere volontaria, soddisfare gli standard della protezione dei dati e garantire un alto livello di sicurezza. L’obiettivo principale sarà riconoscere e fermare i contagi il più velocemente possibile.”

Parallelamente il Fraunhofer HHI, istituto per le telecomunicazioni, ha comunicato che effettivamente il protocollo offerto da PEPP-PT (del quale abbiamo parlato qui, confrontandolo con quello di Apple e Google) conteneva “una serie di gravi errori”, legata anche a un problema relativo alla comunicazione con cittadini ed esperti.

FONTE

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L'autore

Francesco Santin

Studente di Scienze Internazionali e Diplomatiche, ex telecronista di Esports, giocatore semi-professionista e amministratore di diversi siti e community per i quali ho svolto anche l'attività di editor e redattore.

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