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Anime & Manga Recensione

Fate/Grand Order Focus Episodi 6-7-8 – L’arrivo di Avenger

Rieccoci a parlare di Fate/Grand Order.

L’episodio sei si apre in maniera ormai familiare. Gilgamesh, infatti, chiama i nostri protagonisti per far loro una richiesta: recuperare la Tavola dei Destini. In essa il sovrano ha scritto, durante un sogno, una visione avuta tramite la Chiaroveggenza, da ciò la sua importanza strategica per la guerra che sta combattendo Uruk.

Riportare a Babilonia la Tavola, tuttavia, non sarà semplice. Questa si trova infatti nella città di Kutha, nel territorio dominato dalla dea Ishtar. La città, forse proprio a causa della dea, è silente, priva di segni di vita, e tutti i suoi abitanti sono morti improvvisamente, come addormentandosi.

 Ushiwakamaru e Fujimaru

La sera prima della partenza, Ushiwakamaru, venuta a sapere che il Master la ammira molto, si reca a parlargli.

La leggenda della Rider è infatti molto conosciuta nel suo tempo, da adulti e bambini, e lo stesso Fujimaru confessa di ammirarla sin da piccolo, quando imitava le sue mosse e cantava le sue gesta.

Grazie alla loro breve conversazione notturna scopriamo un tratto comune dei due: entrambi sono mossi dal desiderio di aiutare gli altri, di proteggere e di salvare. Non agiscono per ricevere un compenso, né per mettersi in mostra, ma solo in virtù di ciò che ritengono giusto fare.

“Infondo io capisco perché combattevi… Non volevi vedere gli altri piangere. E, se possibile, fermare le loro lacrime. “

Ushiwakamaru, così genuina e cristallina, si mostra immediatamente felice che qualcuno sia riuscita a comprendere le sue intenzioni, e a quel punto fa un giuramento: proteggere il luogo al quale farà ritorno.

Dopo il giuramento, i due si stringono la mano non come collaboratori, non come Master e Servant, ma come amici.

La divinità Ishtar

Il giorno successivo Fujimaru, Mash, Merlino e Ana si incamminano verso Kutha. Durante il viaggio, tuttavia, notano che i campi sono pieni di crateri e la coltivazione è quasi impossibile. A fare questo non è stata una calamità naturale, ma proprio la dea Ishtar, che ha iniziato dal nulla a far esplodere bestie demoniache, campi e pascoli. Non contenta, ha persino rubato ai contadini tutte le gemme e i materiali preziosi.

Nella sua forma originale, dice Merlino, non si sarebbe mai comportata così. Ishtar è infatti uno Pseudo-Servant: un servant evocato solo parzialmente, che si manifesta nel corpo di un tramite ritenuto compatibile. Il tramite in questione è Rin Tohsaka. Il corpo del tramite influenza la personalità dello Spirito Eroico, al punto da fargli assumere tendenze o caratteristiche che di base non avrebbe.

È come se la personalità del corpo ospite – quella di Rin – e quella della divinità Ishtar si fondessero durante il rituale di evocazione, dando vita ad una terza personalità. Ciò è dimostrato ulteriormente dal fatto che tutte le divinità della Mesopotamia hanno i capelli biondi, ma la dea li ha scuri, come il suo tramite.

A Kutha

Una volta arrivati a Kutha il gruppo si divide e Fujimaru finisce in un posto che non riesce ancora bene ad identificare. È circondato da sagome, spiriti, che si chiedono cosa ci faccia un vivo nell’aldilà.

Ho molto apprezzato la resa di questa scena, così come l’ost vagamente inquietante di sottofondo: rende bene l’oscurità, l’orrore di trovarsi di fronte alla morte e di rischiare di essere trascinati via da essa, coi morti stessi.

Fujimaru, fortunatamente, viene salvato dall’uomo che, nella quarta puntata, aveva pronunciato nel vicolo la profezia delle tre tempeste.

La tua vita è degna di essere risparmiata, gli dice, dopodiché gli affida un messaggio per Merlino.

“Tutto va bene nell’aldilà.”

Al suo risveglio, il Master si accorge che gli è stata affidata dal vecchio proprio la Tavola dei Destini.

Lo scontro con la dea

Non c’è tempo per le chiacchiere, poiché poco dopo i nostri protagonisti vengono attaccati dalla dea Ishtar, venuta a sapere di loro dai pastori. Questa giustifica subito il suo rubare le gemme, affermando che quello non era un furto, bensì un compenso per averli salvati dalle bestie demoniache. Tutto normale, insomma.

Ishtar continua, affermando che se li salvasse senza chiedere nulla in cambio sarebbe come viziarli. Fujimaru rimane piacevolmente stupito dalle parole della dea, e inizia a pensare che forse non è così malvagia come i contadini credono che sia.

La dea sembra avere la meglio nello scontro, ma improvvisamente, al sorgere del sole, inizia ad indebolirsi, come se stesse per cadere in un sonno profondo, o in uno stato di trance.

Approfittando del suo stato confusionale, il Master la invita a colpirlo, e quando Ishtar si scaglia contro di lui Ana ne approfitta per catturarla con la sua catena. La dea, comunque, sviene al tramontare del sole, rimanendo inoffensiva per essere catturata dal gruppo.

L’Alleanza delle Tre Dee

Al suo risveglio, Ishtar si ritrova legata ad una sedia. Faceva tutto parte della strategia dei protagonisti: catturarla e sottoporla a delle domande riguardo l’alleanza. La divinità accetta, dopo essere minacciata da Ana, di rispondere.

Racconta che le tre divinità stanno attaccando Uruk perché in competizione tra di loro. Lo scopo è vedere chi riuscirà a conquistare la città per prima e rubare il Graal di Re Gilgamesh. La prima divinità ad entrare in possesso del Graal, infatti, otterrà la piena autonomia e controllo su tutti i territori della Mesopotamia.

Inoltre, mentre Ishtar è stata evocata dalla sacerdotessa di Uruk, le altre due divinità sono state attirate dal Santo Graal, ma la dea non ne conosce il reale motivo, né chi sia il vero responsabile dell’evocazione.

Fujimaru e gli altri vengono poi attaccati da degli spiriti che, inspiegabilmente, iniziano a popolare la città in piena notte, e decidono quindi di fuggire, visto che il recupero della Tavola dei Destini è stato compiuto con successo.

Prima di scappare, l’ultimo Master dell’Umanità libera Ishtar, dicendole di non poterla abbandonare così dopo che questa ha protetto gli abitanti di Uruk.

Vediamo qui, ancora una volta, quella che è la principale caratteristica di Fujimaru: la sua spontaneità, la gentilezza con cui ragiona e con la quale prende ogni sua decisione. Queste scelte di caratterizzazione erano, per ovvie ragioni, assenti nella versione originale di Fate/Grand Order per mobile.

La dea lo ringrazia salvandolo e permettendogli di fuggire senza problemi.

L’episodio si chiude con un primo piano della dea Ishtar, che tuttavia ci appare molto diversa: possiede infatti i capelli biondi, e osserva Fujimaru scappare, mentre pensa che non lo lascerà alle altre dee.

Che la dea non sia davvero chi dice di essere?

“C’era un re che era rimasto a guardare”

L’episodio 7 di Fate/Grand Order, come era già successo per l’episodio quattro, si apre con un momento che potremo definire “fuori sezione”. Sentiamo infatti una voce fuori campo, apparentemente quella di un narratore onnisciente, che racconta agli spettatori di un certo “re”.

Racconta di un Re che, pur capace di vedere l’intera storia dell’umanità grazie alla Chiaroveggenza, passato e futuro, non ha mai mosso un dito per fermare i mali che l’hanno da sempre colorata del rosso del sangue. Narra di un Re che, nonostante fosse ben conscio delle sofferenza che gli umani fossero costretti a subire, non fece nulla, rimanendo indifferente ad osservare il quadro di disperazione attorno a lui.

Nel frattempo, sullo schermo scorrono immagini di diverse tragedie, uomini morti in guerra, distruzione e disperazione. Successivamente la scena cambia, e ci ritroviamo di fronte a quello che pare essere Re Solomon, nel suo Tempio, uno spazio separato da lui stesso eretto. Questi avverte il Master di Chaldea, dicendo che, se vuole davvero salvare l’umanità, dovrà scontrarsi con lui proprio in quel luogo, l’Altare del Tempo.

Devo ammettere che, nonostante un entusiasmo iniziale nel vedere questa scena all’inizio dell’episodio, col senno di poi più che soddisfare lascia l’amaro in bocca. Nel gioco per mobile di Fate/Grand Order, infatti, la narrazione era più estesa, ed era anche presente un breve dialogo tra Solomon e il suo interlocutore, la voce narrante. Ma, d’altra parte, in originale la scena è gestita diversamente, e il lettore non coglie immediatamente chi sia la voce narrante, né di chi si stia parlando. Ad ogni modo, vederla mi fa sperare sempre di più in un possibile adattamento della Singolarità Finale (della cui eventualità ho già parlato nella mia recensione dell’episodio uno di Fate/Grand Order).

L’offensiva contro le bestie demoniache

Nella scena successiva, Fujimaru si sveglia di soprassalto, e scopriamo che c’è stata una effettiva comunicazione tra il Master di Chaldea e il Re della Magia. Merlino, a quel punto, chiede al ragazzo i dettagli del suo primo scontro con Solomon, del quale avevamo visto un breve flashback nell’episodio quattro.

Nonostante siano da poco tornati dal recupero della Tavola dei Destini, il gruppo non ha un minuto di pausa. Apprendiamo infatti dallo stesso Caster che le bestie demoniache stanno progettando un massiccio attacco contro la parte nord della muraglia.

Le bestie, comunque, vengono facilmente distrutte grazie al gruppo di soldati comandato da Leonida, il grande generale spartano, nonché uno dei servant evocati da Gilgamesh.

Il gruppo non rimarrà a combattere sul fronte: parteciperà invece a un’operazione diretta alla città di Nippur. Questa è stata invasa dalle bestie demoniache, e diverse persone sono rimaste intrappolate. Fujimaru e Mash, al sorgere del sole, si dirigeranno assieme ad un contingente alla città per tentare di salvare i superstiti e comprendere la portata dell’attacco.

La notte prima della partenza assistiamo ad un’interessantissima conversazione tra Merlino ed Ana. Ci viene confermato che Ana nasconde un’arma segreta di fondamentale importanza per sconfiggere l’Alleanza delle Dee, e Merlino la rassicura sul fatto di mantenere il segreto.

Potrebbe spaventare persino uno come Fujimaru, le dice, e del resto, Ana non è costretta a rivelare proprio nulla. Non è neppure costretta a giustificare il perché sta al fianco degli umani pur essendo inumana, continua il mago: può fare ciò che vuole, purché la diverta.

L’apparizione di Gorgon

Proprio durante l’offensiva contro le bestie demoniache, fa la sua comparsa la temibile, terza divinità dell’Alleanza: Gorgon, un servant di classe Avenger.

Il personaggio non è stato introdotto con Fate/Grand Order: era infatti presente, attraverso Medusa, in Fate/Hollow Ataraxia.

Personalmente ho molto apprezzato questa prima apparizione: l’episodio, sin dalla metà, costruisce e rafforza la tensione, che culmina proprio alla fine con l’apparizione dell’enorme e minacciosa Gorgon. È come se, per tutto il tempo, i nostri protagonisti (e persino gli spettatori) potessero percepire che, oltre alle Bestie Demoniache, il pericolo è imminente, che qualcosa non va, e il finale è un vero e proprio climax, un misto di tensione, inquietudine e terrore che coinvolge tutti.

Gorgon mostra immediatamente la sua forza e superiorità, e proprio quando sembra che per Mash e Fujimaru l’unica alternativa alla morte sia la fuga, Ushiwakamaru accorre in loro soccorso, regalando agli spettatori uno spettacolare scontro.

L’episodio otto di Fate/Grand Order è il più movimentato fino ad ora, ricco di tensione e di scontri ben animati. Nei primi episodi sembrava esserci fin troppo fanservice nei combattimenti, questo ribalta completamente tale l’idea.

Inoltre, nonostante la creatura sia animata interamente in 3D, questa è ben fatta, e si integra bene con gli sfondi e gli altri personaggi in 2D.

Contro l’Avenger

Ushikawamaru, nonostante si opponga strenuamente alla potenza di Gorgon, non basta a controllare la sua forza mostruosa, e la divinità arriva in poco tempo al fronte assoluto di Uruk.

Naturalmente, lì arrivano i rinforzi, e le truppe di Leonida sono pronte a dare man forte per impedire all’Avenger di distruggere le mura, per mostrare la forza dell’umanità.

Persino le armi più potenti di Leonida e Ushiwakamaru non bastano per fermare Gorgon, tuttavia riescono a ferirla, e la costringono a mostrare la sua arma segreta: il Graal.

Scopriamo quindi che a possedere il secondo Graal presente a Babilonia – il primo è in possesso di Re Gilgamesh – è proprio Gorgon.

L’Avenger, sotto consiglio del falso Enkidu, si ritira, annunciando però il suo ritorno: fra dieci giorni esatti, lancerà un’offensiva totale per distruggere l’ultima roccaforte dell’umanità.

Alla fine dell’episodio, inoltre, scopriamo la vera identità del falso Enkidu. Si tratta di Kingu, la divinità babilonese che ha guidato la prole di Tiamat.

Fujimaru e Mash, quindi, hanno solo dieci giorni per prepararsi alla seconda, potente offensiva di Gorgon e delle Bestie Demoniache. Nonostante le perdite, nonostante i morti e la scia di sangue che il primo scontro ha lasciato dietro di sé, devono continuare a lottare e a prepararsi, perché il peggio deve ancora arrivare.

 

Potete trovare a questi link i focus sui precedenti episodi di Fate/Grand Order: Zettai Majuu Sensen Babylonia:

  1. Episodio 0
  2. Episodio 1
  3. Episodi 2-3
  4. Episodi 4-5

 

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