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Amazon, la cassazione tedesca vieta la pubblicità ai competitor di Ortlieb

Amazon

Amazon continua a non avere ottimi rapporti con la Germania e, in generale, con l’Unione Europea. Negli ultimi mesi il colosso americano ha dovuto raggiungere accordi su accordi per tutelare i piccoli commercianti nel Marketplace Amazon. Ora invece la corte di cassazione tedesca ha emesso una sentenza cruciale, che potrebbe seriamente cambiare il futuro del commercio online.

Ulteriori limitazioni per tutelare i marchi “ufficiali” su Amazon

Questa sentenza è il frutto della diatriba tra Ortlieb, piccola azienda tedesca produttrice di borse impermeabili per bici, e Amazon. La compagnia tedesca infatti si è lamentata più volte del fatto che Amazon pubblicizzi prodotti simili ai loro, ma di altri marchi, nelle ricerche online. Digitando su Google “Borse Ortlieb” appare sì il sito ufficiale, ma anche un insieme di altri prodotti analoghi venduti su Amazon a prezzi vantaggiosi.

Secondo la cassazione tedesca, quando si ricerca un prodotto specifico non devono essere visibili altri risultati. Ergo, cercando “borse impermeabili” sarebbe lecito trovare più marchi a disposizione, mentre cercando “Ortlieb borse impermeabili” dovrebbe risultare visibile soltanto la merce marchiata Ortlieb.

Amazon stessa, in seguito al verdetto, ha rilasciato un commento ufficiale:

Come altre aziende, stiamo utilizzando i nostri annunci per far emergere i prodotti più pertinenti da offrire attraverso i nostri siti. In questo modo, aiutiamo i nostri clienti a trovare i prodotti che desiderano. Riconosciamo questa nuova decisione da parte della Corte Federale, ma la stessa Corte ha recentemente deliberato una sentenza, in nostro favore, in merito alle ricerche sul nostro sito: rimaniamo fiduciosi che diventerà presto definitiva e vincolante.

ortlieb-amazon

Quali sono i rischi di questa sentenza?

La sentenza riguarda solo l’azienda tedesca, ora come ora, ma in futuro altre firme potrebbero richiedere decisioni simili o una legge creata appositamente per cambiare gli algoritmi dei motori di ricerca e tutelare piccoli e grandi brand. La natura stessa del verdetto, però, pone molti punti di domanda relativamente alla concorrenzialità. Modificare in questo modo i risultati delle ricerche online potrebbe migliorare l’esperienza dei consumatori, ma potrebbe anche compromettere le vendite di altri marchi.

L’E-Commerce è praticamente basato sul raggruppamento di prodotti per tipologia, in quanto promuove prodotti di più firme per diverse fasce di prezzo. Ortlieb, precedentemente, aveva fatto causa ad Amazon proprio riguardo questo principio, ponendo però richieste eccessive e finendo dunque per perdere la causa stessa.

Ora sarà da osservare come si evolverà questo “limbo” per i Marketplace online, perché una sentenza del genere potrebbe davvero mutare totalmente l’intero sistema dell’E-Commerce.

FONTE

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Francesco Santin

Studente di Scienze Internazionali e Diplomatiche, ex telecronista di Esports, giocatore semi-professionista e amministratore di diversi siti e community per i quali ho svolto anche l'attività di editor e redattore.