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Ecco perché molti gruppi Facebook stanno cambiando la privacy

Potrebbe esservi capitato in questi giorni di assistere a un cambiamento di massa della privacy dei gruppi Facebook dei quali fate parte, Commodore Zone compreso. Questo fenomeno non è casuale, ma è dovuto a una serie di takedowns a pagine e gruppi di qualsiasi tipo.

Dall’Indonesia con furore

Negli ultimi giorni un gruppo chiamato Indonesian Reporting Commission (IReC) ha deciso di colpire con report di massa molti gruppi molto frequentati su Facebook e pagine come Crossovers Nobody Asked For. Diversi tra questi hanno allora iniziato a cambiare l’impostazione da “chiuso” a “segreto”, anche in Italia. E i fan e non di CNAF, una volta realizzato l’accaduto, ovviamente hanno reagito.

La privacy dei gruppi Facebook

Questi hanno iniziato a colpire a loro volta l’IReC, addirittura – secondo dei rumors non ufficiali – con attacchi DDoS (Distributed Denial of Service) nei confronti del loro admin, Muhammad Salim, e non solo. Una volta confermata la sua identità, tutte le sue informazioni personali sono state condivise (numero di telefono, indirizzo di casa, foto, etc.) e diversi indonesiani lo hanno raggiunto per picchiarlo.

Una reazione forse fin troppo violenta, che ha portato alla conclusione della vicenda oggi stesso con la lettera di scuse formali da parte di Salim rilasciata tramite una pagina Facebook indonesiana.

Le scuse pubblicate su Facebook

Io, Muhammad Salim, in quanto leader e fondatore di IReC, con questa lettera intendo chiedere scusa a tutte le vittime della nostra attività e annunciare l’arresto delle nostre operazioni, assumendo ogni responsabilità per quanto accaduto.”

La lezione da imparare

Cosa ci fa capire questo breve episodio che ha scosso per diversi giorni il social network più famoso del mondo? Che un fenomeno forse nato con obiettivi leciti, come ha dichiarato Salim (“Il nostro obiettivo era quello di eliminare ogni pagina con contenuti negativi, come meme offensivi per il proprio credo religioso e/o razzisti”) può essere preso di mira dalle “persone sbagliate”.

La campagna anti-Trump del 2017 di Shia Labeouf, He Will Not Divide Us, lo aveva già mostrato, per quanto senza un vero e proprio uso della violenza fisica e con una vera e propria caccia alla bandiera. Ogni community online, Reddit, Facebook o 4chan che sia, nel bene o nel male sa come riunirsi velocemente per raggiungere un obiettivo. E sa anche quali sono i propri punti forti da sfruttare.

E Muhammad Salim a quanto pare lo ha capito, anche dalla reazione stessa di tutte le vittime online su tutti i social, da Facebook a Instagram.

L'ondata di cambiamenti nei gruppi Facebook

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Francesco Santin

Studente di Scienze Internazionali e Diplomatiche, ex telecronista di Esports, giocatore semi-professionista e amministratore di diversi siti e community per i quali ho svolto anche l'attività di editor e redattore.