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Hearthstone, analizziamo le nuove proposte di Blizzard

Hearthstone

Hearthstone, dove eravamo rimasti…

Il popolare card game targato Blizzard, nell’ultimo periodo ha indubbiamente sofferto di una grave monotonia nel gameplay. Dopo dei nerf parecchio discutibili e delle scelte di mercato altrettanto errate, il gioco ha perso una grande fetta d’utenza. Una crisi grave a tal punto da spingere uno dei membri del team di Hearthstone, August Dean Ayala, nel pubblicare un tweet parecchio preoccupante.Il messaggio diceva testuali parole: “Se Hearthstone era il tuo gioco principale, ed ora non lo è più, cosa ti spingerebbe a tornare?”.

Insomma, una disperata richiesta di aiuto che improlara i membri della community di tornare a giocare come una volta. A distanza di qualche settimana, Blizzard ha invitato rispettivamente a Parigi ed in California, streamer, youtuber e creatori di contenuti di Hearthstone. Lo scopo di questa “chiamata alle armi” era quello di mostrare in super-anteprima ai content creator tutta la line-up per il prossimo anno di gioco. Anche gli italiani Attrix e Poly sono stati invitati per testare le nuove funzioni, le avventure single player e molto altro. Ecco quindi che arriviamo all’Anno del Drago. Adesso, senza indugiare oltre, analizziamo punto per punto, ogni novità relativa al nuovo anno solare di HS.

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Hall of Fame, la chiave per la svolta

Il primo punto da analizzare riguarda senza ombra di dubbio la rivoluzione che è stata fatta con le carte mandate in Hall of Fame. Per chi non lo sapesse, le carte che finiscono in questa sezione di gioco, non possono essera utilizzate in formato Standard, ma solo in Selvaggia. Quindi, quante e quali carte sono state spedite in Wild? Sicuramente le due più eclatanti e che fanno discutere sono Baku e Genn. Le due leggendarie uscite con Boscotetro, hanno centralizzato il meta per lungo tempo. Il rischio che correva il gioco era che con la rotazione di aprile, il meta fosse dominato su tutti i fronti solamente da mazzi Even e Odd. Quindi, ecco spiegata la scelta di far ruotare queste carte con un anno di anticipo. Questa cosa non era mai successa nella storia del gioco, ma mai come ora risulta la scelta più saggia da compiere. Insieme a queste due leggendarie, ruoteranno anche 4 carte legate alla meccanica pari e dispari. Esse sono Cervo Tenebroso, Gatto Nero, Falena Splendente e Murena Scossabuia.

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Parliamo adesso delle altre 3 carte, in questo caso del set classico, che raggiungeranno le Vecchie Glorie ad aprile. Delle carte che sono state fondamentali per ognuna delle classi d’appartenenza. Esse sono Naturalizzazione per il Druido, Demone Guardiano per lo Stregone e Favore Divino per Paladino. Il perchè di questa scelta? A dire di Blizzard, queste carte sono state dominanti all’interno dei mazzi delle rispettive classi, il che è vero, e ne hanno impedito di donare a queste classi una propria identità. Ora mi spiego meglio. Il Druido è riconosciuto come colui che aumenta repentinamente i propri cristalli di mana e mette subito presenza in campo. Per questo, non può avere anche rimozioni fisse e dirette. Naturalizzazione, che di fatto annullava quella debolezza, deve essere tolta da quella classe. Stesso discorso per Demone Guardiano e Favore Divino. Grazie a questa rotazione quinid, Blizzard punta a donare una propria identità ad ogni classe, a partire proprio da queste scelte. Un inizio per questo Anno del Drago che ci sembra giusto e sacrosanto. Vedremo cosa avranno in serbo per noi.

Il singleplayer, l’inizio di un nuovo storytelling?

Il secondo aspetto di fondamentale importanza che potrebbe risollevare il gioco riguarda il singleplayer. Le avventure sono state per anni una delle caratteristiche fondamentali di HS. La Maledizione di Naxxxramas, La Lega degli Esploratori, Una Notte a Karazhan e Il Massiccio Roccianera, sono sicuramente le più iconiche. Dopo di esse, le avventure sono state sempre gratuite e, a dire di molti, sono anche peggiorate. Probabilmente l’ultima e vera avventura è stata Cavalieri del Trono di Ghiaccio. Con le Spedizioni, la Caccia ai Mostri ed il Laboratorio Enigmi, si è cercato di innovare. Ma con l’ultima modalità dedicata a Rastakhan, si è raggiunto il risultato peggiore in assoluto. Quindi, ecco che Blizzard torna alla carica proponendo un anno ricco di avventure in singleplayer, con una caratteristica unica e mai vista prima.

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Tutte le avventure ed espansioni, saranno collegate da un’unica trama così da raccontare una sola e grande storia, lunga un anno. Insomma, il team di Hearthstone ha deciso di fare le cose in grande per questo Anno del Drago. Ecco quindi che tornano le avventure a pagamento, acquistabili sia con valuta in-game, oppure completa a $ 19,99. Ma non disperate, in omaggio con la prima espansione dell’anno arriverà anche una nuova proposta totalmente gratuita. Se completerete tutte e 4 le avventure inoltre, otterrete delle ricompense, tra cui un pacchetto di carte classiche dorate. Quindi, preparate i portafogli, per un single player mai visto prima.

Pensieri di un veterano

Dopo aver parlato delle due proposte principali di Blizzard per risollevare il titolo, parliamo dei desideri di un giocatore navigato. Per chi come me gioca ad Hearthstone dagli albori, avrà ormai a cuore questo gioco di carte online. Non sappiamo come, ma ha saputo catturarci fin da subito e non abbiamo saputo farne a meno. Di conseguenza, è stato un duro colpo vedere il titolo perdere davvero motlo terreno. Vuoi per l’arrivo di Magic The Gathering Arena, ma soprattutto per delle scelte pessime del team, abbiamo visto tutti un crollo evidente nel titolo. Dal festeggiare i 100 milioni di giocatori alla disperata richiesta d’aiuto di August Dean Ayala, è stato un repentino declino per Blizzard.

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Ma quali potrebbero essere le soluzioni per chi, come me, ha ormai visto di tutto per questa killer app? Sicuramente la cosa principale riguarda il bilanciamento equo per ogni classe, dando ad ognuna un’identità ben specifica ed eliminando i favoritismi. Sono ormai mesi che il Prete domina incontrastato in ladder, ma nessuno ha agito per fermare carte come Malygos o Velen. Il momento della verità è giunto, con la rotazione di aprile e la prima espansione – che uscirà nello stesso mese – vedremo cosa accadrà al meta. L’unica certezza è che vedremo una vera e propria rivoluzione. Ci saluteranno i Death Knight, le carte eroe che hanno segnato una svolta fondamentale per le partite in classificata. Se ne andranno le Quest, le Armi Leggendarie, ma soprattutto molte carte fondamentali di ogni rarità. Speriamo che si riesca a raggiungere il tanto decantato obiettivo di ridare un’identità al gioco.

Pensieri di un neofita

Dopo aver parlato del pensiero di un giocatore navigato, vediamo adesso il pensiero di un giocatore che si è approcciato da poco ad Hearthstone. Come avrà preso questo lento declino? Cosa avrà pensato di questo gioco?

Hearthstone è senza ombra di dubbio uno dei titoli più accattivanti per una persona che inizia ad approcciarsi ai TCGO, questo grazie alla facilità di apprendimento delle meccaniche di gioco. Da novizio ho impiegato pochi giorni ad apprendere le meccaniche base del titolo di Blizzard e, ciononostante, mi sono ritrovato con l’amaro in bocca. Erano anni che sentivo parlare di Hearthstone e ho iniziato a giocarci da un paio di mesi. La scelta più sbagliata che potessi fare. Nei forum dedicati e nelle diverse community aleggiava già un pensiero che metteva d’accordo la maggior parte dei giocatori: la monotonia è eccessiva. Ora, sappiamo benissimo come i giochi online, soprattutto quelli di carte, hanno dei meta ben definiti. Sappiamo anche come nei TCG è normale utilizzare i mazzi più performanti, quindi il meta si restringe ancora di più.

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Eppure, nonostante fosse una cosa così normale, c’era qualcosa nell’aria che continuava a infastidirmi; creando i primi mazzi capii subito cosa non andava: le vecchie espansioni hanno sbilanciato il gameplay. Mi sono ritrovato a giocare contro mazzi con combo incontrastabili, venendo completamente sommerso da avversari con i soliti 3 deck. Gli eroi sono attualmente senza anima, la loro esistenza sembra quasi insensata da quanto il meta sia caratterizzato da mazzi che rappresentano l’antitesi delle varie classi. Blizzard se n’è accorta, e con quest’ultimo comunicato siamo venuti a conoscenza che la stessa azienda è preoccupata di come si è (in)evoluta la situazione nella locanda. Difatti due carte verranno inserite in Hall of Fame con un anno in anticipo, cosa mai successa nella storia del titolo, pur di riparare i danni causati dal menefreghismo degli ultimi mesi. Molti giocatori hanno abbandonato il gioco, oppure sono passati in Wild per avere stimoli; i nuovi giocatori si sono visti catapultati in un coacervo di mazzi sbilanciati perdendo così la voglia di imparare a giocare a un titolo che, sino a pochi mesi fa, era Re incontrastato dei TCGO.

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L’utenza scontenta e l’arrivo di Magic the Gathering Arena, concorrente che più ha beneficiato del periodo nero di Hearthstone rubandogli utenza, hanno fatto accendere la lampadina a Blizzard. Ora ci attende la rotazione che avverrà ad aprile, mentre sono state annunciate tre espansioni che dovrebbero ridare a Hearthstone la propria anima. Da neofita, e da videogiocatore che ha sempre nutrito interesse per il titolo, non posso che essere contento di questo cambio radicale – sperando che tutto vada per il meglio – altrimenti Hearthstone è destinato a spegnersi del tutto.

Make the Tavern great again!

Per concludere quindi, cosa potremmo dire. Tutti i giocatori di Hearthstone, neofiti e veterani, sperano ci sia una rivoluzione in positivo. Da quanto hanno mostrato, dalle piccole migliorie che hanno dato al gameplay, ci sembra un buon inizio. Cose come l’opzione del dorso casuale, la possibilità di aumentare il numero di vittorie del proprio eroe anche in arena o la possibilità di cambiare anche le quest leggendarie, ci sembrano scelte sagge. Dimostrano che, a differenza di altre compagnie, Blizzard ci tiene al parere della community e quando espongono un problema evidente, cercano di risolverlo. Serietà e coraggio, qualità che non tutti oggigiorno hanno. Hanno saputo riconoscere i propri errori, un mea culpa dovuto nei confronti dei giocatori che ancora oggi spendono ore in quella meravigliosa taverna. Che questo nuovo Anno del Drago possa rendere grande la Locanda ancora una volta!

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Antonio Maddaluno

Cresciuto a pane e videogames, con la passione per la musica ed il cinema.
Fin dalla mia prima console, la Playstation 1, ho capito che sarebbe stato amore eterno. Sono convinto che i videogiochi siano arte e lotterò sempre per difendere questa definizione.
Mi hanno detto che nella vita sarei potuto diventare quello che volevo , ecco perchè adesso scrivo per DrCommodore.it