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Approfondimento Videogames

Apex Legends, le nostre prime impressioni

Apex Legends

Apex Legends: prime impressioni

Il lancio di Apex Legends ha monopolizzato la scena del genere battle royale nel mese di febbraio grazie ad un annuncio preceduto da lievi rumor, inclusivo di lancio del gioco, facendo leva sulla sua gratuità e su un brand che ha saputo conquistare una buona fetta dell’utenza degli sparatutto in prima persona. Il titolo in questione infatti, si presenta come un vero e proprio spin-off della serie Titanfall, la quale ha subito recentemente un incremento di utenza proprio grazie alla nuova creatura di Respawn Entertainment. I numeri raggiunti dal gioco, anche in ambito streaming, rappresentano un ottimo punto di partenza sul quale poter lavorare per consacrare un prodotto potenziale candidato alla corona del genere, il quale da qualche anno monopolizza la scena videoludica di massa. Lo abbiamo provato a fondo nel suo stato attuale e siamo pronti per analizzare il battle royale free-to-play di EA.

Immediatezza di gioco

La nostra prova si è svolta su PC e, al di là di qualche problema di natura gestionale del client e di server di cui naturalmente si attendono dei fix adeguati post lancio nei mesi a venire, il gioco si presenta davvero immediato. Dopo il nostro primo accesso in un menù a schede molto semplice e intuitivo, dedicato alle leggende, alle armi e al negozio, è possibile gettarsi subito nella mischia insieme ad altri due giocatori in modo tale da formare obbligatoriamente una squadra da tre componenti ognuno con una leggenda diversa tra le otto disponibili, tutte ben bilanciate. Ogni leggenda , nonostante unica e funzionale alle diverse situazioni proposte, pecca di carisma che non renderà memorabile la lore del titolo.

Forte di alcune riprese di alcuni elementi dagli altri esponenti del medesimo genere, Apex Legends riesce ad esprimersi al massimo in un ambiente familiare: creando una squadra di persone che si conoscono con la quale organizzare i movimenti terreni dona al gioco un tocco in più di espressività. Una volta iniziata la partita come di consueto è necessario scegliere una zona in cui atterrare, scegliendo accuratamente nella grande mappa ispirata alle location delle mappe multiplayer della serie Titanfall. Un fascio di luce blu indicherà di partita in partita una zona con una possibilità di drop degli oggetti più proficua ma che è possibile ignorare se non si vuole rischiare una battaglia precoce tra più squadre e senza un equipaggiamento adatto.

Una volta a terra  è necessario procurarsi l’equipaggiamento per combattere le altre squadre, partendo da armi e oggetti di varia rarità. Grazie alle casse e agli interni degli edifici risulta facile l’approvvigionamento di armamenti, relativi accessori e oggetti di utilità, come scudi, kit medici e armature.

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Forte componente cooperativa

I 60 giocatori di ogni match, divisi in 20 squadre, dovranno collaborare molto tra loro in quanto l’interazione continua tra i tre membri e le scelte di movimento e loot sono la chiave della vittoria. È possibile anche riportare in vita un alleato caduto recuperando il suo banner e portandolo alle apposite stazioni per la rigenerazione. Indipendentemente dalla leggenda scelta tra le 8 attualmente disponibili, ci ritroveremo in campo aperto con l’obiettivo di sconfiggere le altre squadre a suon di proiettili, mentre le abilità della nostra leggenda, divise per attiva, passiva e suprema, hanno un effetto variabile e utile in determinate situazioni.

Il gun-play si mostra godibile con un ottimo feedback dei colpi. Ogni arma come da tradizione risulta ben diversificata e utile in diverse situazioni, ma ciò non tradisce un buon bilanciamento complessivo. Lode per la meccanica dei ping che con i molteplici segnalatori messi a disposizione tramite una ruota di selezione riescono a coprire la vasta gamma di situazioni che ci troveremo ad affrontare, garantendo una comunicazione di squadra ottima e completa.

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Tecnica stabile

Una volta in gioco non vi sono problemi tali che compromettono l’esperienza ma può capitare qualche crash improvviso o calo di frame anche con una buona build, niente che alcune patch correttive non possano risolvere. Graficamente parlando il titolo di Respawn si lascia apprezzare, non risultando pesante ma non tradendo lo stile della serie Titanfall, da cui riprende molti asset della mappa, talvolta ridondanti, l’hud di gioco e molte armi già viste in passato. Nello stato attuale le impostazioni grafiche sono rappresentate dal minimo indispensabile e il risultato in gioco non differisce molto tra il cambiamento dei valori. Nonostante l’engine non brilli, il gioco si difende bene garantendo alla sua natura free-to-play di ampliarsi stabilmente su più macchine possibile.

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Cosmesi di contorno

Il modello adottato dai ragazzi di Respawn Entertainment in Apex Legends sul fronte delle microtransazioni lascia intendere che non vi sarà una trasformazione in pay to win, in quanto è possibile acquistare con denaro vero esclusivamente le monete apex con le quali acquistare dei pack a forma di ragni robotici che compongono il sistema delle lootbox, contenenti accessori cosmetici per il proprio profilo,per le armi e per la propria leggenda, tra cui skin, frasi, badge, pose, contatori ed esecuzioni. Pack ottenibili inoltre anche con l’avanzamento di livello insieme ai token leggenda, grazie ai quali è possibile acquistare nuove leggende ed oggetti cosmetici a tempo limitato nel negozio. Nei suddetti pack è possibile inoltre ottenere dei metalli creazione: valuta utile per il craft diretto di frasi e altri oggetti cosmetici utili per la personalizzazione del badge della propria leggenda.

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Concludendo

Apex Legends, già disponibile su PC, PlayStation 4 e Xbox One, è un buon titolo, con un ottima base su cui lavorare per monopolizzare la scena del genere battle royale. Semplice ed intuitivo, ma non per questo meno competitivo delle altre produzioni, il gioco riesce ad appagare gli appassionati del genere FPS anche se non proprio avvezzi al genere degli scontri di massa. Il gioco riprende molte caratteristiche da altre produzioni amalgamandole in un unico prodotto che non viene snaturato per questo ma che ne trae forza grazie al brand di appartenenza. Ci auguriamo dunque un futuro roseo per Apex Legends, che ha gettato le basi per un nuovo tipo di battle royale.

Solido, divertente e che sa intrattenere per molte ore nonostante la carenza di contenuti al lancio, il gioco ha una roadmap già annunciata dagli sviluppatori; chiaro segno di supporto a lungo termine che ci auguriamo non tradisca le aspettative. I contenuti nel tempo arriveranno, e seguiranno anche un filone ben preciso, con l’integrazione di un sistema di battle pass e ampliamento a stagioni continuo. In ognuna di esse sarà lecito aspettarsi nuove leggende, armi, estetiche a tema e soprattutto nuove mappe ed eventi speciali che riescano a tenere incollata la community per molto tempo a venire.

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Mirko Proietti

Videogiocatore dal 1999, all'età di 3 anni la prima esperienza con Mega Drive e PlayStation in contemporanea. Predilige il genere Platform, ma da sempre mantiene una visione a 360 gradi del panorama videoludico. Laureato in comunicazione e orientato allo sviluppo tecnologico, cerca la completezza nella produzione del videogioco, che tende a considerare un'arte vera e propria.