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Orbital Display, il futuro delle pubblicità nello spazio

Dopo la disco ball lanciata in orbita un anno fa dalla compagnia neo-zelandese Rocket Lab – disintegratasi nell’atmosfera, come previsto, dopo nove mesi – ora potrebbero giungere delle pubblicità spaziali. Letteralmente.

La startup russa StartRocket avrebbe l’intenzione di offrire a grandi brand e in occasione di diversi eventi la possibilità di inviare in orbita dei display pubblicitari. Questi, situati a 400-500 km d’altitudine, sarebbero in grado di riprodurre un massimo di 3-4 ads durante la notte, dal tramonto all’alba. Come? Grazie alla luce del Sole che si rifletterebbe sui 50 km2 del display.

L’Orbital Display dunque mostrerebbe ogni 6 minuti diverse pubblicità, che potrebbero andare dal logo della Coca Cola alla data del Super Bowl, dai Giochi Olimpici alle elezioni. Un veicolo perfetto, secondo il leader del progetto Vladilen Sitnikov, “per un’economia che è il sangue della società, dove l’intrattenimento e le pubblicità ne sono il cuore.

Il pericolo dell’inquinamento luminoso

Ovviamente questo è un parere limitato a poche persone, anzi molto criticato da astronomi e anche da semplici cittadini. John Barentine, astronomo della International Dark Sky Association, si è espresso così:

“Questa è una minaccia alla possibilità di svolgere ricerche dalla superficie terrestre. Ogni singolo Orbital Display, ogni singolo cubo che li compone, rovinerebbe questo prezioso lavoro. Per non parlare dello spazio da loro occupato, che porterebbe a un maggiore rischio di incidenti con altri satelliti. Dopo un mese, a quell’altezza, brucerebbero pure nell’atmosfera al ritorno verso la Terra.”

Per non parlare dei problemi di salute che l’inquinamento luminoso causerebbe, come ha affermato il cinematografo Harun Mehmedinović.

“Noi abbiamo un rapporto molto importante e duraturo col cielo notturno. Senza di esso, senza vedere le stelle, non sarebbero nate certe religioni e non avremmo potuto progredire scientificamente. Inoltre, sia le persone che le piante e gli animali ne risentirebbero.”

Il parere di Sitnikov

Sitnikov, che ha paragonato il suo impegno a quello di Elon Musk con SpaceX, avrebbe l’intenzione di effettuare i primi test nel Q1 del 2021. Senza fondi e senza accordi con le norme internazionali, semplicemente con i soldi delle prime vendite dei CubeSats (satelliti di dimensioni ridotte) necessari per gli Orbital Display.

Secondo le nostre previsioni, gli Orbital Display potrebbero non essere visibili a mezzanotte, oppure potrebbero svanire per giorni se non per settimane. Tutto dipende dall’orbita scelta. Comunque si tratterebbe di sei minuti del vostro tempo. Potete farvi un caffè o andare in bagno nel mentre, è come se aiutassimo le vostre pause!”

FONTE

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Francesco Santin

Studente di Scienze Internazionali e Diplomatiche, ex telecronista di Esports, giocatore semi-professionista e amministratore di diversi siti e community per i quali ho svolto anche l'attività di editor e redattore.