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Captain Toad
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Captain Toad: Treasure Tracker, la recensione del gioco dell’estate

Captain Toad ritorna con energia, ecco il resoconto

Quattro anni e due schermi addietro, Captain Toad: Treasure Tracker approdò sulla generazione Nintendo che ha fatto da tramite tra due successi planetari. Si possono imputare diversi passi falsi a Wii U, ma non si può negare la sua natura di fenomenale forgia di idee, dal cui crogiolo è nata l’ibridazione dell’ambiente casalingo e quello portatile. Dal ferro caldo di Nintendo EAD nacque Captain Toad: Treasure Tracker, declinazione di una piccola costola di Super Mario 3D World. È consuetudine trattare le riproposizioni in termini puramente tecnici, ma il tempo trascorso e un pubblico rinnovato lasciano ampio spazio ad analisi più approfondite. Nintendo Switch non offre solamente prestazioni più elevate rispetto alla console di partenza, ma dà valore aggiunto all’impianto ludico di Captain Toad. Quest’ultimo pare essere nato a tutti gli effetti nell’ambiente portatile, non approdato in un secondo momento, ed è questo il perno della dialettica tra prodotti originali e riproposizioni, nonché punto di partenza per la nostra riflessione. 

La portatilità come valore aggiunto

Sono tanti i giochi che trovano valore aggiunto nella riproduzione fuori dal salotto, e Captain Toad è esemplificativo in questo senso. L’impianto ludico è di una natura “Hop On-Hop Off“, come gli autobus turistici, dai quali si sale e si scende in ogni momento per ammirare una diversa beltà di un capoluogo. Il gioco è strutturalmente basato su livelli isolati, fortemente chiusi su loro stessi, ma coerentemente disposti nella traccia di un disegno unitario di Game Design. Un’offerta fortemente ripartita, che nella sua componente interattiva permette partite”mordi e fuggi“, le quali col tempo si concatenano in un’esperienza solida e coesa. In soldoni, i livelli di Captain Toad: Treasure Tracker sono brevi, differenziati e slegati l’uno dall’altro. È proprio per questo che il gioco ben si sposa con la possibilità di fare partite occasionali offerta dalla portatilità. Al bar dopo aver fatto un bagno al mare, sotto l’ombrellone dopo pranzo, in fila alle poste in viaggio per le vacanze: Captain Toad è pensato per riem  pire i piccoli momenti di attesa, e capace di arricchirli con indovinelli rapidi e freschi.

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Le alte prestazioni come soluzione di continuità

Il gioco che girava su disco nelle Wii U di tutto il mondo, è ora arricchito dalla continuità tra l’esperienza casalinga e quella fuori porta. Infatti, Captain Toad vanta di una componente tecnica solida in ambe le modalità di Switch. Nello specifico, il software raggiunge la risoluzione massima consentita di 1080p in dock e di 720p in portatile, con un frame rate ben saldo sui 60 frame al secondo. Tuttavia, occorre sottolineare che determinati livelli – sopratutto quelli con superfici magmatiche – presentano una risoluzione visibilmente inferiore, e il filtro antialiasing tende a generare qualche artefatto visivo. Nonostante prestazioni brute complessivamente ottime, era lecito aspettarsi soluzioni più avanzate per l’occlusione ambientale, vero punto debole della versione Wii U. Fortunatamente le linee dolci e la comunicazione cromatica chiara, tipica di Nintendo, fanno sì che si possa chiudere un occhio sull’effettistica non particolarmente sviluppata.

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Il solco delle facilitazioni, declinato in chiave cooperativa

Un fattore sul quale la produzione ha spinto in campagna marketing è la presenza della modalità cooperativa con due joy-con. Tuttavia, quest’ultima si presenta come semplice declinazione del solco easy-mode tracciato dalla Grande N negli ultimi anni. Come si può notare, nei giochi indirizzati a un pubblico più giovane, è quasi sempre presente un modo per semplificare la progressione – sia questo più o meno velato. Ciò è riscontrabile in Super Mario Odyssey e nel nascituro Pokémon Let’s Go, entrambi promossi come esperienze dotate di una componente cooperativa. Nei suddetti, il gioco congiunto non lascia granché mobilità al secondo giocatore, ridotto a semplice catalizzatore della progressione del primo utente. Allo stesso modo, il joy-con destro di Captain Toad è legato esclusivamente al puntatore, che permette agilmente di stordire i nemici e spostare particolari piattaforme.

Dunque, anziché proporre una modalità realmente collaborativa a livello paritario, il gioco maschera una facilitazione complessiva. Il ché non è necessariamente un male, tutt’altro: trattasi di un modo elegante di rendere gli snodi più complessi percorribili anche dai bimbi meno esperti. Anziché apportare semplificazioni alle meccaniche strutturali, grigia tendenza del mercato contemporaneo, si inserisce un’agevolazione capace in primo luogo di avvicinare due persone, e non d’annientamento della solidità generale dell’impianto.

Nel vivo del gioco, il funzionamento dei livelli

In tal proposito, occorre capire il funzionamento del gioco a grandi linee. Come accennato, Captain Toad si basa su livelli isolati, come se fossero le pagine del diario di viaggio di un esploratore. Questo diario virtuale è suddiviso in quattro episodi, ciascuno dei quali contenente oltre 20 livelli tra enigmi ambientali e boss fight. Captain Toad si muove pacatamente attraverso nemici e scenari mutevoli, in degli stage basati su solidi geometrici. L’obiettivo primario di ciascun livello è superare gli indovinelli, al fine di raggiungere la stella dorata. Inoltre, nel mezzo ci sono obiettivi secondari come il completamento di sfide peculiari e il raccoglimento dei prismi. Questi ultimi sono oggetti di estrema importanza, poiché l’accesso alle boss fight avviene solo dopo averne raccolto una quantità elevata. Inoltre, il gioco presenta il tradizionale obiettivo contestuale del raccoglimento delle monete, che di centinaio in centinaio forniscono una vita extra.

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Il disegno educativo alla base del gioco

Ciò che colpisce maggiormente di Captain Toad è l’idea educativa alla base. Nonostante le strutture ludiche Nintendo siano pensate per ogni età, c’è sempre un target di riferimento. In questo caso è evidente l’orientamento verso la fascia compresa tra i 4 e 10 anni, alla quale Nintendo propone tradizionalmente impianti capaci di allenare il problem solving. Captain Toad ha una sfumatura in più: l’insistenza sul primato dello sguardo. Quest’ultimo, tendenzialmente sommerso da esperienze eccessivamente fisiche e di reazione, emerge brillantemente da ciascun livello.

Da sobri solidi geometrici, si sviluppano livelli in grado di sfruttare ogni sfaccettatura. La visuale si muove attorno agli ambienti e accompagna l’occhio del giocatore alla scoperta degli intrighi che interconnettono elementi distanti. Toad e Toadette camminano con calma, accompagnando una risoluzione di puzzle riflessiva, al punto di stimolare le menti di ogni età. Captain Toad insegna l’osservazione, la pazienza e il pensiero prima dell’azione, cosa sempre più rara nel mercato contemporaneo.

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Diverse soluzioni che aumentano la rigiocabilità

Un pregio del gioco è la rigiocabilità elevata, grazie a collezionabili stimolanti da cercare, differenziati e in quantità per ogni livello. Stelle, prismi e monete sono solo una parte del tutto. Infatti, dopo il primo completamente di ciascuno stage, il gioco propone due ulteriori fattori di rigiocabilità. Nel menù vengono rivelate delle sfide peculiari per ciascun livello, che possono consistere nel raccoglimento di un totale di monete, nel trovare oggetti nascosti o nel compiere o non compiere determinate azioni. Inoltre, ciascun livello si rende rigiocabile grazie alla caccia al Toad geroglifico, un particolare disegno nascosto sui muri dei vari livelli.

Se si considera la spesa contenuta per mettere in libreria Captain Toad, quanto detto acquisisce ancora più valore. Tra le principali novità di questa riedizione, troviamo i livelli ispirati alle location di Super Mario Odyssey, tra cui New Donk City, il Regno dei Fornelli e il Regno delle Cascate. Chi ha giocato l’ultimo capitolo della branca 3D di Super Mario, ricorderà benissimo i momenti passati a cercare Captain Toad nelle varie aree. Viene dunque chiuso il cerchio di mutua ispirazione, che speriamo venga allargato con prossime iterazioni.

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Captain Toad è il gioco dell’estate

A distanza di quattro anni dal suo primo rilascio, Captain Toad rimane un gioco fresco, anche oltre il naturale rinnovamento tecnico. Prestazioni elevate accompagnano un’esperienza che gode di continuità tra il salotto e i momenti fuori casa, con una struttura frammentata al punto giusto da permettere delle appaganti partite mordi e fuggi. Nintendo investe ancora una volta nello sviluppo del problem solving da parte del giocatore, e si adopera affinché l’uso dell’occhio, dello sguardo scrutatore e della riflessione vengano allenati. Nella sua ripartizione in capitoli, a questo giro possiamo divertirci con livelli bonus ispirati al recente Super Mario Odyssey. Questi ultimi arricchiscono un quadro già completo, capace di stimolare la voglia di tornare sui propri passi per vittorie più complete.

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Captain Toad: Treasure Tracker per Nintendo Switch

39,99 Euro
8

Meccaniche

8.5/10

Estetica

7.5/10

Porting

9.0/10

Rigiocabilità

8.0/10

Cooperativa

7.0/10

Pros

  • Buona riproposizione dal punto di vista tecnico
  • Formula fresca nonostante gli anni
  • Ottimo stimolo per il problem solving
  • Livelli aggiuntivi basati su Super Mario Odyssey

Cons

  • Frangenti in cui la risoluzione diminuisce
  • Effettistica non particolarmente sviluppata
  • La cooperativa è a conti fatti una "modalità facile"

Samuele Sanesi

Giocatore da sempre, Game Designer come stile di vita. Caporedattore nel tempo libero (a volte anche in quello occupato). Mangio salutare e bevo tanta acqua, perché i videogiochi tra settanta anni non si giocheranno da soli. Ho predilezione per ogni forma di intrattenimento ludico. Amo la mia città, le tradizioni Italiane e la mia famiglia. Uno dei miei hobby è la critica del Tiramisù. Ho visto navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione.

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