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CommodoreSpecs #3: la qualità costruttiva

Benvenuti al terzo episodio della rubrica #CommodoreSpecs, la serie in cui analizziamo le componenti hardware più rilevanti nella scelta di uno smartphone. Dopo avervi parlato del processore, oggi tratteremo un elemento forse un po’ sottovalutato: la qualità costruttiva.

Gli smartphone stanno diventando sempre più pregiati, anche a livello di materiali. Sempre più spesso, infatti, troviamo alluminio di buona qualità anche nei prodotti di fascia medio/bassa, mentre vetro e ceramica stanno prendendo piede nella fascia alta. Ma quanto conta questo aspetto nelle nostre scelte di acquisto? Proviamo a scoprirlo.

Materiali

Le scocche posteriori degli smartphone possono essere di diversi materiali, ognuno con i suoi pro e i suoi contro, sia a livello funzionale che di design. Proviamo a riassumerli tutti brevemente.

Ceramica

Uno dei primi smartphone con retro in ceramica, se non il primo, è stato l’edizione limitata di Xiaomi Mi 5.

Il vantaggio della ceramica è la resistenza ai graffi. Se mettete accidentalmente il vostro smartphone nella stessa tasca delle chiavi, difficilmente lo troverete strisciato. Altri elementi a favore sono l’estetica e il touch and feel: la ceramica è molto elegante alla vista e piacevole da toccare. Siamo in una fase in cui gli smartphone – a livello di funzionalità – si assomigliano tutti, quindi anche elementi come eleganza e piacevolezza al tatto possono essere usati per differenziarsi dai competitor.

Di contro, purtroppo, la ceramica è più fragile del vetro ed è abbastanza scivolosa. Per ovviare a quest’ultimo problema ci sono le cover, che però rischiano di rovinare il design dello smartphone.

Vetro

I vantaggi del vetro sono diversi: permette una ricezione migliore, facilita la ricarica wireless, è un po’ più resistente agli urti rispetto alla ceramica, grip discreto e consente di avere dei design molto particolari. Questo materiale scherma molto meno rispetto all’alluminio, di conseguenza il segnale che otterremo sarà più stabile. Dall’uscita di iPhone X, inoltre, sta prendendo sempre più piede la ricarica wireless. Questa tecnologia era già presente su Nexus 5 (la cui scocca era in policarbonato), ma un corpo in vetro è sicuramente più adatto, soprattutto per il futuro supporto a ricariche senza fili sempre più rapide. Il vetro, inoltre, è più resistente agli urti rispetto alla ceramica, grazie anche al Gorilla Glass, montato su quasi tutti gli smartphone.

Parlando di design, questo materiale consente di ottenere dei risultati molto particolari. Honor, per esempio, è molto famosa per il particolare effetto cangiante dei suoi smartphone, ma anche OnePlus ha fatto qualcosa di simile con il suo OnePlus 6.

Di contro, il vetro è meno resistente ai graffi (nonostante ci siano dei miglioramenti sempre maggiori con le nuove generazioni di Gorilla Glass).

Alluminio

È stato a lungo un materiale indicatore di qualità costruttiva di alto livello. Col passare del tempo però, abbiamo iniziato a trovare l’alluminio anche nelle scocche degli smartphone di fascia più bassa (es: Xiaomi Redmi 4 Pro). A livello di design è sicuramente più anonimo rispetto a vetro e ceramica, anche se più resistente agli urti (spesso infatti i frame laterali degli smartphone sono tutt’oggi in alluminio). Un contro non da poco è dato dal fatto che questo materiale scherma il segnale: gli smartphone con scocca in alluminio, infatti, hanno delle parti in plastica dove sono posizionate le antenne per favorire la ricezione, che altrimenti risulterebbe compromessa. Altro elemento a sfavore delle scocche in alluminio è quello delle temperature: il calore infatti si propaga più velocemente rispetto a vetro, ceramica o plastica.

Il grip è un altro svantaggio dell’alluminio, e le dimensioni molto generose di alcuni smartphone non aiutavano ad avere un’impugnatura salda.

Per concludere, una piccola nota: c’è alluminio e alluminio. Quello utilizzato nei peggiori dispositivi cinesi non è paragonabile a quello, per esempio, dei MacBook. Non fatevi dunque ingannare dalla presenza di questo materiale.

Plastica

La plastica è quasi sparita dal panorama smartphone. Qui c’è poco da dire: era usata in dispositivi economici per contenere i costi, nonostante presentasse alcuni vantaggi.

Primo fra tutti, il grip. Alcuni smartphone avevano la scocca in plastica gommata, che permetteva di avere un’impugnatura sempre molto salda. Parlando di design, questo materiale non consente effetti particolari come il vetro o la ceramica, ma alcuni brand (come Nokia con la linea Lumia) utilizzavano scocche dai colori sgargianti, probabilmente per attirare un pubblico giovane.

Assemblaggio

Oltre ai materiali, non va sottovalutato l’assemblaggio quando diamo un giudizio sulla qualità costruttiva degli smartphone.

Apple, per esempio, è percepito come brand di qualità anche per l’assemblaggio perfetto dei propri dispositivi. Al contrario, molti brand cinesi – in particolare quelli meno conosciuti, ne abbiamo parlato qui – non prestano particolare attenzione all’assemblaggio dei propri smartphone. Il risultato è una qualità costruttiva complessiva molto bassa, che può comportare anche qualche malfunzionamento. Display applicati male e componenti interne che si usurano in fretta sono garanzia di spiacevoli inconvenienti.

Conclusioni

Oggi abbiamo visto i due aspetti che contribuiscono a definire la qualità costruttiva di uno smartphone: materiali e assemblaggio. Ma proviamo a rispondere alla domanda iniziale: quanto pesa la qualità costruttiva nelle nostre scelte di acquisto?

Qui va fatta una premessa: se evitate brand sconosciuti, ormai potete trovare ottimi smartphone – sotto questo punto di vista – in ogni fascia di prezzo. Proprio per questo motivo, a mio parere, la qualità costruttiva è l’elemento che conta meno quando stiamo per comprare un nuovo dispositivo. Le aziende – per creare una percezione di qualità nella mente del consumatore – sono cresciute subito sotto questo aspetto, tanto che trovare buoni dispositivi assemblati male è piuttosto difficile.

Per concludere, potete stare tranquilli: affidatevi a dei brand conosciuti e, riguardo alla qualità costruttiva, sarete in una botte di ferro (o di ceramica).

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Francesco Carletto

Laureato in Economia e Commercio e studente di Marketing Communication, da sempre appassionato di sport e tecnologia, con il pallino della scrittura. Già blogger sportivo, l'inizio dell'avventura come blogger tech mi consente di unire tutte le mie passioni.