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CommodoreSpecs #2: il processore

Benvenuti al secondo episodio della rubrica #CommodoreSpecs, la serie in cui analizziamo le componenti hardware più rilevanti nella scelta di uno smartphone. Dopo avervi parlato della fotocamera, oggi tratteremo un altro elemento importantissimo: il processore. Si tratta della parte che permette di manipolare le informazioni digitali e di eseguire le istruzioni memorizzate nella memoria, quindi è il cuore del nostro smartphone. Da esso – anche se non esclusivamente – dipendono le prestazioni del nostro dispositivo.

Piccola premessa: per quanto possibile, cercheremo di trattare l’argomento senza troppi termini tecnici, mettendo in primo piano l’esperienza di utilizzo. Per le specifiche, infatti, basta guardare una delle numerosissime schede tecniche presenti in rete.

Quali processori troviamo negli smartphone?

Quando parliamo di CPU per smartphone, parliamo solitamente di architettura ARM, che domina il mercato. L’azienda concede poi ad altre case, attraverso delle royalties, i diritti per produrre in massa i processori da loro sviluppati.

A questo punto entrano in gioco le aziende produttrici di CPU che tutti conosciamo:

  • Qualcomm (Snapdragon)
  • MediaTek (Helio)
  • Samsung (Exynos)
  • HiSilicon (Kirin)
  • Apple (“serie” A)
  • Nvidia (Tegra)

Le principali sono 3: Snapdragon, Exynos e Kirin. Apple viene esclusa dal trio non perchè non sufficientemente prestante, ma perchè – essendo un sistema chiuso – va trattata a parte. I suoi processori sono montati solo sui pochi modelli di iPhone che escono ogni anno, tutti di fascia alta. Vanno dunque presi per ciò che sono, e si tratta di una scelta obbligata se vi rivolgete all’azienda di Cupertino. MediaTek, invece, non è molto consigliabile rispetto alla concorrenza, tanto che la stessa azienda ha deciso di abbandonare la fascia alta del mercato. Nvidia, infine, è semplicemente poco diffusa nell’ambito delle CPU per smartphone.

Abbiamo davvero bisogno dell’ultimo modello di processore?

Dopo questa breve introduzione, partiamo subito con la domanda più importante: è necessario avere una CPU di fascia alta? La prima risposta, quella più banale, è che dipende dall’utilizzo e dalle esigenze di ognuno. La seconda è che, per l’utente medio, non è necessario avere le CPU più prestanti sul mercato per avere un’esperienza di utilizzo appagante. Spesso, infatti, è sufficiente averne una di fascia media.

Molti di voi ricorderanno il glorioso Snapdragon 625, processore caratterizzato da buone prestazioni e da consumi ridottissimi. Il fatto che uno smartphone montasse questa CPU era quasi una garanzia: spesso, infatti, Snapdragon 625 significava buone prestazioni, ottima batteria e prezzo basso.
Diversi best buy di qualche anno fa montavano questo SoC: Redmi 4 Pro, Mi A1, Moto G5 Plus, ecc. Si tratta di smartphone non più nuovissimi, ma ottimi ancora oggi.
In questi giorni, inoltre, Qualcomm ha presentato il nuovo Snapdragon 710, che sembra promettere bene.

La fascia alta

I processori di fascia più alta sicuramente sono più scattanti e reattivi, ma spesso l’esperienza d’uso che ne deriva non vale la differenza di prezzo dei dispositivi su cui sono installati. Un aspetto a loro favore è che, essendo più potenti, “invecchiano meglio”: i cali prestazionali dopo un paio di anni sono meno evidenti rispetto ai processori di fascia media. A tal proposito, però, va detto che la capacità di uno smartphone di “tenere il tempo” dipende da tanti fattori, non solo dalla CPU. E questo è il punto cruciale della faccenda.

Quando acquistiamo, infatti, non compriamo il processore, ma lo smartphone nel suo insieme. Se, per qualsiasi motivo, vogliamo un top di gamma, ecco che la scelta del processore di fascia alta è praticamente obbligata.

Se però la feature a cui diamo la priorità è la potenza del telefono, è possibile discriminare la nostra scelta in base alla CPU.

In questo caso, optare per un processore di fascia media ci garantisce buone prestazioni a un prezzo più che accessibile… Senza dimenticare la durata della batteria: queste CPU, spesso, sono meno energivore rispetto a quelle top di gamma, garantendo una maggiore autonomia.

Se invece volete giocare e avere sempre la massima velocità possibile, rivolgetevi a quelli di fascia alta.

E la fascia bassa?

Finora non sono mai stati citati i processori di fascia bassa. Come mai? Semplicemente perché, ad oggi, non sono consigliabili. A un buon prezzo si trovano smartphone che montano “vecchie” CPU di fascia media, migliori rispetto a quelle di fascia bassa attuali. Come detto prima, però, si compra lo smartphone completo, non solo il processore. Per questo, se volete un modello appena uscito spendendo poco, un telefono che monta uno Snapdragon 450 può essere una buona scelta in fatto di CPU.

Quali sono i processori migliori?

Fascia alta

In questo segmento troviamo le CPU montate sui top di gamma, che sono:

  • Snapdragon 845 (montato per esempio su OnePlus 6, LG G7 e HTU U12+)
  • Samsung Exynos 9810 (che troviamo su Samsung Galaxy S9 e S9 Plus)
  • HiSilicon Kirin 970 (presente su Huawei P20 e P20 Pro)

In casa Apple invece troviamo l’A11 Bionic (montato su iPhone 8, 8 Plus e iPhone X) che, come detto prima, va trattato a parte.

Con questo processori è possibile fare tutto ai massimi livelli: giocare, navigare, utilizzare i social e applicazioni pesanti.

Fascia media

Normalmente sono i processori montati sui medio di gamma. Troviamo:

  • Snapdragon 660 (montato su Xiaomi Mi Note 3 Nokia 7 Plus)
  • Exynos 7885 (che troviamo su Samsung Galaxy A8 2018)
  • Kirin 659 (presente su Huawei P20 Lite)
  • Helio P60 (installato su Oppo R15)

MediaTek ha deciso di abbandonare la fascia alta per la troppa concorrenza, vedremo se con il suo Helio P60 riuscirà a guadagnarsi una fetta in questo segmento di mercato.

Con questi processori si può fare quasi tutto quello che si fa con quelli di fascia alta. L’esperienza di utilizzo con i social è praticamente identica. Perdono un po’ di reattività con giochi o applicazioni pesanti, ma permettono comunque di fruirne in modo soddisfacente.

Fascia bassa

L’unico che mi sento di consigliare è lo Snapdragon 450 (montato su Xiaomi Redmi 5), anche se – come detto prima – forse sono ancora preferibili i vecchi best buy con Snapdragon 625.

Con questi processori anche l’esperienza sui social può non essere soddisfacente: qualche rallentamento e piccoli lag sono sempre dietro l’angolo. Non sono minimamente adatti per un utilizzo più pesante.

Conclusioni

Come abbiamo visto, la scelta di un processore è importante, ma è inevitabilmente influenzata dalle altre componenti di uno smartphone. L’unica cosa certa è che, col passare degli anni, le CPU sono sempre più potenti, e questo rende sempre più appetibili quelle di fascia media. È anche – e soprattutto – grazie a questo se gli smartphone medi di gamma stanno avendo molto successo. Questa evoluzione farà sicuramente felici i consumatori: non è più necessario spendere un patrimonio per un dispositivo in grado di dare buone prestazioni, e la situazione non potrà che migliorare nei prossimi anni.

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Francesco Carletto

Laureato in Economia e Commercio e studente di Marketing Communication, da sempre appassionato di sport e tecnologia, con il pallino della scrittura. Già blogger sportivo, l'inizio dell'avventura come blogger tech mi consente di unire tutte le mie passioni.