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Film/Serie Tv Approfondimento

10 serie tv partite a razzo e finite a…

Abbiamo raccolto per voi 10 serie tv con un buon concept e con buone premesse che si sono però perse per strada.

Quella di un serial maniaco è una vita difficile. Che si sia in pari con la programmazione originale e che si preferiscano le maratone a stagione conclusa, tutti gli appassionati di serie tv sono, di anno in anno, alla ricerca della novità, di quella serie che li possa appassionare. Tutto questo senza abbandonare le serie che già si seguono e che si vanno, inevitabilmente, a sommare. Poi ad un certo punto le serie finiscono. Tutte le cose belle lo fanno, infondo (beh, in verità anche quelle brutte, ma ci arriveremo tra un attimo).

Con la fine di una serie tv si è anche soliti tirare le somme sul percorso narrativo del prodotto. Ci sono serie che seguiamo perché ci appassionano, altre che portiamo avanti solo per inerzia perché “tanto ormai l’ho iniziata, vediamo come finisce…“.

La verità è che a volte il povero spettatore si fa prendere in giro da belle premesse (della serie) e belle promesse (degli autori) per poi ritrovarsi contrariato davanti ad un prodotto totalmente diverso da come se lo ricordava.

Senza alcuna pretesa di proporvi recensioni accurate e dettagliate di ogni serie, vi vogliamo parlare di quali sono, secondo la redazione, quelle serie partire a razzo e finite a… beh avete capito!

 

Heroes

serie tvHeroes è, senza alcun dubbio, la mia serie preferita. Si evince dal fatto che ne abbia già parlato approfonditamente, motivo per il quale non mi dilungherò troppo, rimandando i più interessati alla lettura dell’articolo sopracitato. Mi limito a dire che, a distanza di anni, rimane ancora la delusione per quella che poteva essere la miglior serie tv sul genere supereroistico, prima ancora che il genere andasse di moda, e che si è ridotta, negli anni, ad essere un fantasma della sua prima stagione. Guardando Heroes non sarete schifati per quello che è, ma arrabbiati per quello che non è potuto essere.

 

Chuck

serie tvQuello di Chuck non è il classico finale aperto. È qualcosa di più. Lo potremmo amichevolmente chiamare “prendi una serie senza sbavature per 5 stagioni e infilaci un colpo di scena del quale nessuno sentiva la necessità e che ti rovina 91 episodi in una singola mossa“. Sono ormai passati 6 anni da quel finale di serie, ma ci limiteremo a dire questo senza addentrarci nei dettagli. In fondo, chi l’ha visto sa di cosa parliamo (e probabilmente era anche lui a metà tra la disperazione e l’arrabbiatura). Nel dubbio, noi siamo ancora in attesa del film.

 

Revolution

serie tvCome diventerebbe il mondo se all’improvviso non ci fosse più alcuna forma di elettricità? Con questa atipica premesse si apre Revolution, la sfortunata serie andata in onda per due stagioni su NBC tra il 2012 e il 2014. Composta tra l’altro da un cast di tutto rispetto (Giancarlo Esposito ed Elizabeth Mitchell su tutti), la più grande critica che possiamo fare alla creazione di Eric Kripke è, in questo caso, l’aver osato troppo. Spingersi troppo oltre i limiti delle tv generaliste, proponendo un Game of Thrones senza Estranei (per fare un paragone non proprio azzeccatissimo ma che rende l’idea) probabilmente non è stata la cosa migliore. Geopolitica da terzo mondo, intrighi familiari telefonati e una (debole) componente sci-fi rivelata solo in un secondo momento sono le maggiori carenze di questa serie.

Unico punto a favore? Aver avuto il coraggio di far esplodere veramente una testata nucleare dopo averla lanciata. Com’è stato possibile un lancio nucleare in un mondo senza elettricità? Se avete lo stomaco forte potete recuperare i 42 episodi ed il fumetto in 4 parti che conclude la storia, ma dopo verrà anche a voi voglia di vivere in un mondo senza luce.

 

FlashForward

serie tvL’umanità intera nello stesso istante ha una visione di cosa accadrà loro sei mesi nel futuro. Risvegliatisi da quest’improvvisa esperienza mistica i sopravvissuti vedono le conseguenze che la momentanea catalessi globale ha avuto: incidenti di tutti i tipi si sono verificati e molti sono i morti e i feriti.

Questo è l’incipit di FlashForward, sceneggiata da David Goyer, e cancellata dopo una sola stagione. Ma come fa un’incipit così singolare e interessante a portare ad un tale disastro da cancellare la serie praticamente subito? Semplice: Goyer, come suo solito quando gli viene data carta bianca, dopo una partenza fantastica inizia a farcire lo show di personaggi ed  elementi assurdi, mettendo troppa carne al fuoco e utilizzando espedienti che nemmeno la sospensione dell’incredulità può giustificare (dico solo “gli anelli“, chi ha visto la serie capirà). FlashForward è il classico esempio di serial che aveva delle potenzialità enormi ma l’ha fatta fuori dal vaso, e il pubblico non l’ha accettato.

 

Dexter

serie tvLa Mano Sinistra di Dio è il titolo del romanzo che ispirò questa serie che narra le vicissitudini di Dexter: un ematologo della scientifica di Miami (Michael C. Hall) che vive una doppia vita a causa del suo segreto, la pulsione a uccidere. Il personaggio di Dexter era interessante e profondo, un “vigilante” molto violento che mette la sua malattia mentale al servizio di un bene superiore, eliminando i criminali e al contempo cercando di proteggere le persone che ama da questo suo lato, in un continuo conflitto con sé stesso.

Non aggiungeremo ulteriori dettagli poiché la serie merita una visione, almeno fino alla quarta stagione che si conclude in modo magistrale e poteva benissimo essere un degno finale di serie. Peccato che esistano altre tre stagioni all’insegna dell’assurdo e della monotonia che si concludono… No, il finale di serie è tutto fuorché conclusivo. “O muori da buona serie, o vivi abbastanza a lungo da diventare sterco fumante

 

Wilfred

serie tvSerie con Elijah Wood (Ryan Newman) e Jason Gann (Wilfed), che ne è anche ideatore, del 2011. La serie parte con l’idea bomba che il personaggio di Elijah Wood è l’unico che riesce a vedere il cane della vicina come un “umano travestito da cane“. La componente che più rende interessante questo rapporto è che Wilfred è si un cane, ma nella sua versione “umana” è il classico amico fattone e perdigiorno. Una commedia, direte, ma anche no. Nel corso delle 4 stagioni si alternano situazioni che spaziano dalle storie d’amore alla malattia sia psichica che fisica.

Le prime 2 stagioni vanno come acqua liscia, il problema sono le altre due. Il rapporto tra i personaggi si esaurisce in senso televisivo e si avverte proprio la mancanza di idee che poi porteranno alla chiusura delle serie. L’ultima stagione è ansiogena e si sente aria di chiusura ad ogni episodio, infatti è di sole 10 puntate. Da commedia buddy ad atmosfere da horror psicologico senza però che nessuno ne sentisse l’esigenza, forse neanche gli sceneggiatori. La puntata finale è un sospiro di sollievo.

 

Gotham

gothamImmaginate di prendere i personaggi secondari dell’universo di Batman, portarli a 20 anni prima della comparsa del supereroe ed esplorare il loro passato attraverso una serie crime/procedurale con protagonista un giovane James Gordon che si fa strada tra i ranghi del GCPD affrontando corruzione, proto-villains e la mala di Gotham. Sembra una figata, non è vero? Infatti lo è, per una stagione. Fino alle ultime due puntate, che diventano un delirio e vanno a distruggere le caratterizzazioni di tutti i personaggi della serie, nessuno escluso. Da lì inizia una caduta nel barato del grottesco tra improvvisi cambi di età dei personaggi, trame assurde, scelte infelici e trash a badilate.

Immagino conosciate l’espressione “salto dello squalo” (in caso la risposta sia no: è un’espressione usata quando una serie supera i limiti che si era auto imposta scardinando tutta la sua struttura e disattendendo il patto narrativo), ecco, Gotham non ha solo saltato lo squalo, ma ne ha messi in fila una decina e gli ci si è lanciata sopra, più volte.

 

Lost

serie tvSu Lost ci sarebbe tanto da dire. Di come abbia cambiato il mondo della serialità, di come abbia cambiato le regole dei canali broadcast, avvicinandosi più ad una produzione cable e sia stata capace di reinventarsi stagione dopo stagione, proponendo sempre dei nuovi personaggi, contestualizzandoli e caratterizzandoli senza farli sfigurare in confronto a quelli precedentemente introdotti.

Ma c’è un ma. Lo sentite arrivare vero? Beh preparatevi perché è uno di quelli grossi ed è indirizzato direttamente a J.J. Abrambs e soci. La colpa più grande degli sceneggiatori di questa serie è quella di aver provato a giustificare ogni buco di trama o evento sovrannaturale inspiegabile con un elusivo “È colpa dell’isola.“. In altri contesti sarebbe stato accettabile, ma se si gioca tanto sul mistero, sul simbolismo e sulla mitologia della serie, esasperandola per certi versi, poi non si possono dare risposte evasive o addirittura non-risposte.

 

The Walking Dead

serie tvLa prima stagione di The Waking Dead è fantastica, non gli si può dire nulla. Pur prendendo le distanze sin da subito dal fumetto capolavoro di Robert Kirkman, presenta una regia che poche serie possono vantare, molto d’impatto ed estremamente d’atmosfera, coadiuvata da una buona sceneggiatura e la giusta dose di gore e momenti al cardiopalma. Poi, dopo aver conquistato tutti, uscì la seconda stagione e la serie mutò in una versione post apocalittica de Il Segreto. Azione? Eliminata. Regia peculiare e dal forte carattere? Scomparsa per dar spazio a una direzione anonima e scialba, il minimo indispensabile per non tenere la camera fissa sugli attori insomma. Sceneggiatura e dialoghi ricchi di pathos e intuizioni interessanti?

Non abbiamo citato una soap opera solo per fare un’iperbole. The Walking Dead dalla seconda stagione diventa una soap opera di basso livello con gli zombie sullo sfondo. E dire che il fumetto continua da anni con una struttura seriale e sta tutt’ora mantenendo standard altissimi..

 

The Big Bang Thoery

serie tvSu The Big Bang Theory avremmo tante cose da dire, ma vi faremo solo una domanda. L’avete visto dopo la prima stagione? Si? Allora converrete con noi che l’andamento della serie segue meticolosamente la professionalissima infografica che vi proponiamo poco più giù.serie tv

 

Siete d’accordo? Avreste messo altre serie? Fatecelo sapere nei commenti!

 

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Gabriele Pati

Cresciuto con libri di cibernetica, insalate di matematica e una massiccia dose di cinema e tv, nel tempo libero studia ingegneria, pratica sport e cerca nuovi modi per conquistare il mondo.

Vanta il poco invidiabile record di essere stato uno dei primi con un account Netflix attivo alla mezzanotte del 22 ottobre 2015.

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