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Film/Serie Tv

Whitewashing: Quando un casting è fatto male

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Gli esempi più celebri di whitewashing

So che molti di voi stanno già alzando gli occhi al cielo pensando: “Non questa manfrina da SJW, per favore”, ma se non se ne parla in modo corretto tutti ignoreranno il problema. Ma in sostanza cosa è il whitewashing? È una pratica usata su personaggi di una minoranza che vengono occidentalizzati per renderli più appetibili al pubblico generale.

Perché è un problema? Spiegandovelo in pochissime parole: Perché le minoranze già hanno pochi personaggi che li rappresentano, se li occidentalizziamo andiamo a defraudarli di questa rappresentazione. Per ulteriori dettagli, vi invito alla lettura di questo post (<—Cliccate il link prima di proseguire nella lettura e giudicare).

Detto ciò, cominciamo con la lista. Ah, tanto per essere chiari: Non è detto che tutti i film presenti nella lista siano brutti. Alcuni lo sono, ma altri sono buoni.

Ghost in the Shell 2017

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Iniziamo da questo poiché è il film che ha causato più chiasso avendo le lamentele combinate sia dei fan dell’originale che le lamentele delle persone contro il whitewashing.

Come molti sanno, nell’originale Motoko Kusanagi è una donna giapponese e il casting di Scarlett Johannson non era la scelta più adatta. Le lamentele sono cresciute dopo alcune voci che parlavano di effetti speciali per rendere Scarlett “più asiatica” che si sono concluse in un nulla di fatto.

Ma tutto ciò si poteva evitare se davano una ragione perfetta per cui è stata scelta una donna occidentale per il ruolo, come per Ben Kingsley in Iron Man 3.

A quanto pare Motoko è giapponese nell’anima, ma è nel corpo robotico di una donna occidentale e ciò è semplicemente stupido poiché potevano COMUNQUE scegliere un’attrice asiatica per il ruolo.

Hunger Games

“COSA? HUNGER GAMES È NELLA LISTA?” Beh, si.

Fino a qualche tempo fa pensavo che Jennifer Lawrence nel ruolo di Katniss avesse come unico difetto una recitazione alla Nicolas Cage (Ovvero composta per la maggior parte di frasi espresse in tono monotono e quasi assonnato).

Poi ho scoperto che Katniss nel romanzo è stata descritta come una ragazza dai tratti riconducibili forse ai Nativi Americani: Pelle olivastra, capelli lisci e neri e occhi grigi, mentre nel film è bianca, ha i capelli castani e gli occhi verdi.

Vi ho rovinato la giornata con questa notizia, no?

La Passione di Cristo

“Eh? La Passione di Cristo? Ma che dici?” A discapito delle vostre credenze religiose, è IMPOSSIBILE che Gesù e tanti altri membri del cast fossero bianchi essendo loro medio-orientali.

Le prove? Beh, basta usare solo un pochino di logica e di storia per capire che è antropologicamente impensabile che in Palestina, nel primo secolo dopo lo zero, ci fossero così tante persone caucasiche.

Non è però un caso isolato di whitewashing nei film religiosi: Un sacco di film biblici, come per esempio Exodus: Dei e Re di Ridley Scott e Noah di Darren Aronofski (Il regista di film come Requiem for a Dream), hanno lo stesso problema (Nel caso dei due film Christian Bale come Mosè e Russell Crowe come Noè).

Potrei anche andare a pescare film più vecchi che hanno lo stesso problema, ma essendo questi film datati prima degli anni ’80 sono “giustificati” dal fatto che, probabilmente, gli attori adatti a quel ruolo non erano conosciuti nel panorama di Hollywood.

Star Trek: Into Darkness

Khan Noonien Singh è un nome che assocereste a Benedict “Cognome impronunciabile” Cumberbatch? Se la risposta è si, avete seguito lo stesso ragionamento di quelli che hanno fatto il casting di Star Trek: Into Darkness.

Non parlerò delle differenze a livello recitativo tra Benedict e Ricardo Montalban, l’attore (Tra l’altro messicano che interpreta un personaggio dal nome indiana, ma visto che il film è vecchio, mettiamoci l’anima in pace) che interpretava Khan nel secondo film di Star Trek poiché non sono un fan di Star Trek e la mia cultura su questo si limita a innumerevoli visioni di serie TV/film made in U.S.A., ai nuovi film della serie (A partire da questo) e dalla famosa frase “Che la Forza sia con te!” (Posate quelle pistole, lo so che è “Lunga Vita e Prosperità”, stavo scherzando), quindi mi limiterò a sottolineare il fatto che un ruolo del genere non doveva essere assegnato al dottor Stephen Strange.

Death Note

Noto anche come “l’errore che costò a Netflix centinaia di sottoscrizioni”, questo film ha, tra gli altri difetti, le peggiori scelte di cast per Light e Misa.

Però questo film ha qualcosa in più rispetto a Dragonball Evolution (Che non è sulla lista perché…dai, è troppo facile parlarne male): Ha avuto la decenza di non chiamare i suoi personaggi con i nomi originali nonostante fossero palesemente caucasici, infatti hanno deciso di occidentalizzare il tutto portando la location a Seattle e di dare a Light il cognome “Turner” (Inserite qui la battuta su Due Fantagenitori).

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Ray Jackson

Nato nel '96, questo baldo giovane passa il giorno e la notte alla ricerca di notizie su film, serie tv e anime. Nel tempo libero posta amenità sui suoi social.