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Sea of Thieves, un viaggio meraviglioso! Approvato?

Sea of Thieves

Rare è tornata, ecco le nostre impressioni!

A cura di Corrado Papucci e Samuele Sanesi

Sea of Thieves, esclusiva di punta di mamma Microsoft, ci ha decisamente convinto. Chiaro, va sottolineata qualche virgola fuori posto, ma niente che incrini la solidità del discorso generale: Rare è tornata, con una formula di game design dalla rara bellezza. Con meccaniche semplicissime, Sea of Thieves si presenta come un organismo vivente, capace di generare storie sempre diverse, e con il prezioso potere di unire in modo stretto le persone. Noi di DrCommodore lo abbiamo provato a lungo, in solitaria e in gruppo. Diamo dunque uno sguardo dall’alto alla closed beta di Sea of Thieves.

Attenzione, quanto segue può contenere spoiler. Leggi a tuo rischio e pericolo, pirata!

Tre modalità, un solo cuore

Che fosse la versione W10, o la versione Xbox One (che godono di cross play), il menù della closed beta si presentava così: tre grandi rettangoloni per la selezione della modalità di gioco. Uno dedicato all’esplorazione in una ciurma da quattro giocatori, su un grosso galeone; quello adiacente all’esplorazione in coppia, su una barca più piccola; e l’altro ancora all’esplorazione in solitaria, la modalità decisamente più tosta.

Sea of Thieves

Quale modalità permette di godere al meglio Sea of Thieves? La risposta è che non c’è una modalità prediletta: che si giochi in ciurma, in coppia, o da soli, il gioco ha sempre qualcosa di differente da dire al giocatore. Per praticità ci soffermeremo sulla modalità da 4 giocatori, poiché è quella che ci permette di parlare più agilmente delle potenzialità – finalmente espresse – di questo gioco.

Parte della ciurma, parte della nave

Non avete 3 amici con cui giocare? Niente paura, il gioco farà in modo di abbinarvi ad altri pirati sparsi per il mondo. Parlate lingue diverse? Non parlate proprio? Il vostro microfono è difettoso? In ogni caso, comunicare e coordinarsi per superare le avversità è davvero facile, e per questo occorre ringraziare una struttura di gioco estremamente semplice quanto efficace.

Prendi la mappa, salpa, arriva all’isola, prendi il tesoro, ritorna ad uno degli outpost e goditi il provento dell’escursione. “Banale”, direste ad una prima occhiata, ma è un processo estremamente lungo e soddisfacente, poiché nobilitato dai processi sinergici che guidano la navigazione e la caccia ai forzieri sulle isole. Condurre una barca comporta il coordinamento di tante piccole azioni, eseguite al momento giusto, con il giusto tempismo. Azioni comuni e immediatamente chiare a tutti i giocatori, qualunque sia la lingua parlata.

Con un design estremamente visivo, fisico e diretto, che arriva addirittura all’eliminazione quasi completa dell’HUD, si capisce esattamente quando è il momento di compiere un azione. Qualora si incontrino piccole incomprensioni, esse si possono colmare agilmente con le frasi e gli emote preimpostati. Come potete capire, anche comunicare e coordinarsi, riuscire a colmare il divario tra giocatori diversi, fa parte di una studiatissima formula di game design. Trovare il giusto approccio comunicativo – per tenere a galla la nave, sopravvivere agli arrembaggi e trovare i forzieri – è parte integrante del divertimento. E se proprio un giocatore non vuole collaborare, i compagni possono rinchiuderlo nella cella della stiva.

Con piccoli e quasi insignificanti mezzi, Sea of Thieves riesce a creare una vera e propria dipendenza nei giocatori. La formula spinge a giocare e rigiocare, non per la bramosia di bauli, bensì per la parte più importante, a parer nostro: il viaggio.

Vele al vento!

È stato nel momento in cui abbiamo levato l’ancora, spiegato le vele e raddrizzato il timone di un galeone imponente, che abbiamo capito il vero potenziale del gioco. Il primo elemento, nonché il più importante con il quale siamo venuti in contatto, è stato (ovviamente) l’acqua. Resa divinamente da Rare, e regolata da un motore fisico quasi miracoloso, che contribuisce ancor di più all’immersione (in tutti i sensi) dei giocatori in questo meraviglioso mondo piratesco.

Sea of Thieves
Spiegate le vele!

Guardare le onde che si infrangono su loro stesse, che si mescolano per generare nuove onde e che si annullano per dare vita al mare calmo, è ipnotizzante. Siamo rimasti piacevolmente sorpresi della ricerca di fedeltà fisica in un contesto così surreale: vedere personaggi cartoon, soggetti ad una fisica dei tuffi e delle collisioni in acqua così precisa, è davvero un piacere. Sea of Thieves è capace di mescolare l’illusione di realtà ad una massiccia illusione di irrealtà. La prima è l’ossatura delle meccaniche, la seconda è rappresentata dalle azioni contestuali e dall’estetica, ed assieme formano il gioco. Gioco nel quale la chiave di volta sono proprio i giocatori, cosa non più comune di questi tempi.

La nave, l’oggetto più prezioso da accudire

La nave non è solo un pezzo di legno che permette di arrivare da A a B. Va accudita, riparata, svuotata dall’acqua imbarcata, manovrata a dovere e attraccata senza fare danni. Come si capisce, la nave è un elemento centrale del gioco, è il luogo in cui si crea la sintonia tra i giocatori. Questi ultimi sono chiamati a issare e levare le vele al momento giusto e regolarne l’angolazione in base alle linee del vento. Non solo, i giocatori devono anche sapere quando spegnere le lanterne sull’imbarcazione, per non farsi vedere dalle navi ostili, o quando tenere pronti i cannoni.

Sea of Thieves

Sulla nave non poteva mancare un altissimo pennone, dal quale la visione con cannocchiale (in dotazione ad ogni utente) diventa molto più acuta. Se la nave si incaglia, o prende una cannonata, la ciurma deve essere pronta a ripararla con le assi di legno e a svuotarla dall’acqua in eccesso utilizzando i secchi. Insomma, la nave è alla stregua di un membro della ciurma, con una sua “barra della vita” invisibile, i suoi punti di forza e le sue debolezze. Si instaura un rapporto alla pari tra l’imbarcazione e giocatori. Questi ultimi non possono farne a meno per progredire, lei non può fare a meno di loro per rimanere a galla.

I piccoli dettagli, bulloni dell’impianto di gioco

Una volta in viaggio, messa la nave nella direzione giusta, abbiamo cominciato un a svagarci e a provare i vari strumenti messi a disposizione dall’inventario. Oltre ai normali strumenti di ordinanza piratesca, come pala, spada, fucili e pistola, ai trovano anche oggetti di varia natura. Inizialmente abbiamo lasciato da parte questi ultimi, ma ben presto abbiamo imparato ad apprezzare i vari strumenti musicali o il tanto amato (e spammato) boccale di Grog. Sono stati tanti i lieti momenti di fraternità piratesca, nei quali ci siamo ritrovati a suonare tutti assieme e a bere Grog al tramonto.

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Grog al tramonto!

Ancora più lieto è stato il momento in cui abbiamo scoperto che suonando contemporaneamente, gli strumenti si coordinano automaticamente a mo di orchestra. Meno lieto è stato l’attimo in cui ci siamo accorti di aver alzato un po’ il gomito: troppo Grog porta all’ubriachezza, che si traduce in un personaggio ballonzolante e gottoso. Sono questi piccoli dettagli che fanno amare Sea of Thieves. Minuzie, come la bussola impazzita in mezzo alle tempeste di fulmini, l’animazione delle piante quando sono attraversate da un giocatore, lo “smascellamento” dei personaggi quando un utente usa la chat vocale, i cicli lunari e le peculiarità dei forzieri (delle quali parleremo più avanti), danno ancora più corpo ad un’esperienza già solida.

Il motore grafico, piccoli quadri in movimento

Oltretutto non sono stati pochi i momenti in cui ci siamo soffermati ad ammirare i panorami mozzafiato, in cui luce del tramonto o dell’alba rinfrange sul mare ogni volta in una maniera diversa dando vita a spettacolo unici. Il motore grafico mostra i muscoli in ogni momento, non solo nel contesto dell’alba e del tramonto. A metà del giorno, col sole a picco, si può apprezzare un sensazionale mare azzurro intenso ed il verde brillante della vegetazione. I riflessi sui materiali sono realizzati con estrema cura, ed è proprio la parte nel tutto a generare dei piccoli quadretti da conservare sempre nella memoria, con uno screenshot.

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Il meteo, parte integrante dell’esperienza

Menzione d’onore anche al sistema meteo, che più volte ci ha messi in difficoltà con violentissime tempeste che in un’occasione non siamo nemmeno riusciti a domare, finendo sommersi dall’acqua. Pioggia battente, cavalloni, un timone che si fa incontrollabile, le vele che traballano, la nave che oscilla, il panico tra i giocatori impegnati a mettere toppe di legno alla barca, un ubriaco di Grog (che ci sta sempre bene), rendono il fenomeno della tempesta un’esperienza unica. Sfida allo stato puro, che mette alla prova la coordinazione e la tenacia di fronte a tanta potenza naturale. Da non tralasciare anche l’effetto foschia sullo sfondo, che in diverse occasioni conferisce volume alle schermate. Nonostante l’estetica cartoon, è davvero facile perdere di vista la mediazione dello schermo.

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Caccia al tesoro!

Scesi a terra, assicurata la nave con l’ancora e finita la botte di Grog, arriva il momento di prendere in mano la pala, la bussola e la mappa dei tesori. Mappe che si acquisiscono comprando i progetti di viaggio in uno dei tanti outpost, i quali devono essere approvati da tutta la ciurma. I forzieri non sono mai troppo difficili da trovare, scovabili tramite una mappa disegnata o tramite piccoli indovinelli che raramente ci hanno messo i bastoni tra le vele.

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Raramente non vuol dire mai: qualche volta abbiamo passato ore a vagare, con la mappa in mano e la disperazione nel cuore, per poi renderci conto che il forziere era sempre stato a portata di pala. Palle di cannone, assi di legno per la riparazione, e banane da mangiare non sono acquistabili (almeno nella beta). Le risorse possono essere acquisite saccheggiando i barili sulle isole e negli outpost, per poi essere immagazzinate nella stiva della nave

I forzieri, non semplici casse

Apri il forziere e trovi l’oro: semplice, no? Tutt’altro. Ogni forziere ha la sua peculiarità, che condiziona l’approccio del giocatore al suo trasporto verso un outpost, al fine di incassare il denaro. Purtroppo la closed beta non conteneva tutti i tipi di forziere che saranno presenti alla release, ma solo alcuni. Al di là della rarità, che in qualche modo condiziona il valore dell’incasso finale, vogliamo soffermarci su due casse particolari: la Chest of Sorrow e la Drunken Chest.

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La prima delle due ci ha letteralmente fatto versare lacrime di dolore. Dissotterrata per la prima volta, abbiamo scoperto che (in frangenti non ancora definiti), il faccione scolpito sulla cassa inizia a “piangere” acqua, producendo un lamento sonoro. Fin qui tutto ok, una cosa molto simpatica, ma abbiamo iniziato ad odiarla nel momento in cui la nostra nave è affondata a causa di essa. Il pianto della Chest of Sorrow, riempie la nave di acqua. A meno che tutta la ciurma non si metta a svuotarla, il pianto porterà inevitabilmente la nave all’inabissamento.

La Drunken Chest è più simpatica: il giocatore incaricato di portarla, diviene immediatamente ubriaco, rendendo il ritorno alla nave molto più impegnativo. Beh, queste erano le casse speciali della beta. Siamo curiosi di vedere che stregoneria ci riserverà la build finale.

Il ritorno agli outpost e l’incasso

Riportati i tesori al commerciante presente negli outpost (Uno Xur, Agente dei Nove in salsa piratesca), esso ci ricompensa con una somma commisurata al valore dei forzieri. Tramite il denaro accumulato dalle missioni, è possibile acquistare degli item. Questa closed beta ci ha permesso di accedere a pochi item, fra cui vestiti, un archibugio e nuove skin per gli oggetti già in nostro possesso. Inoltre, salendo di rango completando i viaggi, è possibile acquistare la pala d’oro e la bussola d’oro.

Sea of Thieves

Non abbiamo capito se queste ultime sortiscono effetti in gioco. Nulla di troppo speciale, ma che ci ha fatto comunque molto piacere provare. Segnaliamo che nella closed beta, sono assenti diverse compagnie di mercanti che saranno invece presenti al day one. Vi invitiamo a recuperare questo articolo per dare una sbirciata a tutta la mole di materiale che troveremo alla release di Sea of Thieves.

Le battaglie navali e gli inseguimenti, menzione d’onore

Ultimi, ma non meno importanti, i combattimenti in mare aperto. “I see a ship!”, il grido testuale che l’uomo sul pennone grida quando è arrivato il momento di armare i cannoni. L’uomo del timone impartisce ordini alla ciurma sulla posizione delle vele, le armi vengono caricate fino all’ultimo proiettile, i cannoni puntati verso il nemico: “FUOCO!”. La nave avversaria che si posiziona per rispondere, il capitano che tenta viraggi impossibili per evitare le palle di cannone: i combattimenti sono i momenti più intensi ed emozionanti di Sea of Thieves.

Sea of Thieves

Combattimenti che possono esaurirsi con l’affondamento di una della due navi, portare ad un tremendo arrembaggio o che possono sfociare in un agguerrito inseguimento di isola in isola. La nave che viene colpita, le assi di legno per le riparazioni che scarseggiano, le palle di cannone contate: momenti di tensione, grida disperate (sul serio, in cuffia), in cui ogni giocatore è chiamato a tirare fuori tutta la sua skill.

E quando si muore?

Sempre molto triste lasciare il regno dei vivi, ma Rare ha fatto diventare interessante anche l’attesa del respawn. Non un semplice caricamento: i pirati che passano all’aldilà, finiscono nel veliero che traghetta le anime verso il respawn. Una vera nave fantasma, nella quale è possibile incontrare i giocatori deceduti nelle vicinanze, in attesa che la porta sul mondo dei vivi si riapra.

Sea of Thieves

Un bilancio finale

La beta di Sea of Thieves, dopo i tanti mesi di Technical Alpha, dimostra che il nuovo figlioletto di Rare è diventato grande. Resta un’ultima prova da superare, il day one, che sarà l’esame di maturità per questo titolo. Non ci aggreghiamo alle critiche vuote di chi dà Sea of Thieves scarso di contenuti: abbiamo avuto modo di provare appena un terzo del gioco, e di giocare per una ventina di ore senza un momento di noia. Inoltre, abbiamo appena appreso che il gioco completo avrà diverse ulteriori stratificazioni di design. Che cosa volete di più?

In Sea of Thieves, ogni elemento fa gioco e contribuisce a costruire la storia della propria ciurma. Ogni viaggio alla ricerca di forzieri, ogni scontro navale, ogni colpo di archibugio sparato ad uno scheletro ed ogni vela spiegata è un piccolo capitolo. Forse siamo troppo passionali, forse siamo sovreccitati dal ritorno della leggendaria Rare, o siamo davanti ad un titolo realmente stupefacente? Noi siamo di questo avviso. Solo il life-cycle di Sea of Thieves, che inizierà a fine marzo, ci darà conferma.

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Corrado Papucci

Fruitore del mondo videoludico sin dalla nascita, il mio viaggio inizia partendo dalla versione freeware di Wolfenstein 3D e di Lemmings, passando per le mitiche PS2 e PS3 e le loro svariate perle , e termina ritornando ai cari e vecchi dispositivi dotati di mouse e tastiera.
Un gran bel viaggio che spero possa continuare anche verso nuove direzioni e piattaforme. Possibilmente anche economicamente raggiungibili.