fbpx
Pc Ps4 Recensioni Xbox One

Okami HD, ecco perché recuperare questa perla maledetta (e perché farlo con cautela)

Okami HD

Un cult… Sconsacrato

Okami HD riporta una perla maledetta su PS4 ed Xbox One. Chi ha giocato Okami all’epoca della sua uscita, può confermare quanto segue: il gioco ha tutti i connotati di un cult, dalle atmosfere alle meccaniche peculiari. Ma si sa, il povero Hideki Kamiya ha una sfortuna nera, che si riflette nei comportamenti poco raffinati sui social network. Okami è considerata da molti la sua opera più grande e significativa e non a caso, diciamo noi.

Okami sa ancora parlare agli utenti, cambiati sicuramente dal lontano 2006, i quali possono ancora fare esperienza di uno scenario visivo che di natura non invecchierà mai. Esattamente come The Wind Waker, Okami sarà sempre bello da vedere, e questa rimasterizzazione in alta definizione prova nuovamente la solidità della veste grafica. Si può dire lo stesso delle meccaniche? Ha senso riproporre al pubblico contemporaneo un gioco così particolare?

Narrazione difficile, rumori molesti: togliamoci i sassolini dalle scarpe

Quanto segue, non è un problema che sovvenga in presenza del giocatore contemporaneo, ma era già presente all’epoca di uscita. La bella storia di Okami, che affonda le radici nello Shintosimo, è ambientata in una terra immaginaria costruita sul folclore giapponese: Nippon. Le vicende ruotano attorno alla maledizione caduta sulla terra di Nippon, a causa della liberazione di Orochi, terribile mostro a otto teste. L’ostacolo più grande è proprio l’incipit narrativo: 20 minuti di immagini accompagnate da didascalie. Dopodiché, il gioco decolla (promesso) ma la sensazione che la narrazione sia ingessata, accompagna il giocatore per diverse ore.

Okami HD
Scorci magnifici in alta definizione!

Non è tutto, oltre alle didascalie, i personaggi parlano con un fastidioso borbottio, che smorza la bellezza di un comparto sonoro sublime. Ve lo state chiedendo: si possono disattivare le voci? La risposta è no. Fortunatamente il grosso dei difetti termina qui, dunque problemi di forma e non di contenuto. Altro difetto minore – che potrebbe infastidire qualcuno – è rappresentato dal sistema di movimento: Amaterasu è un po’ legnoso, poco reattivo, ma niente che non si possa sopportare ed assimilare.

Quando l’action si unisce agli enigmi

Il gioco ruota attorno all’utilizzo del pennello, il quale avviene per vie molto visive e dirette. La lista delle azioni offerte dal pennello, utili sia contro i mostri che nella risoluzione di enigmi, è lunga. Le “pennellate” attivano diversi poteri: dai semplice fendenti in combattimento alla ricostruzione di oggetti mediante il disegno; dal revitalizzare la vegetazione al controllo dell’acqua. In Okami non si avverte il senso di riduzione all’osso tipico degli action contemporanei, nei quale tutto ciò che conta è il ritmo – anche a costo di sacrificare la stratificazione delle meccaniche. L’amore di Hideki Kamiya nei confronti di The Legend of Zelda e la sua esperienza con i giochi action, danno vita ad una formula particolare.

Okami HD
Panorami mozzafiato con Okami HD!

Quest’ultima soffre di qualche squilibrio, che si manifesta in diverse quest che hanno poco di brillante nel loro design, ma concettualmente è davvero intrigante. Esplorazione, puzzle-solving e piacere di scoprire nuove integrazioni del pennello rendono Okami molto vicino alla celebre saga generazionale di Shigeru Miyamoto. In tutto questo non vanno tralasciati i combattimenti, figli dell’esperienza di Kamiya: essi fanno parte dell’equazione tanto quanto i sopracitati aspetti. Hanno una struttura particolare, basata sul tracciare fendenti con il pennello e sulle mosse speciali di Amaterasu.

Okami HD
L’esperienza con gli action si unisce con il puzzle solving!

Ogni scontro si conclude con il classico recap dell’andamento, tipico di una tradizione action, il quale cozza lievemente col contesto, ma che i fan del genere saluteranno come si saluta un vecchio amico. Battute fuori luogo, doppi sensi, power-up talvolta a sproposito, rimarcano con energia che Okami è figlia di Hideki Kamiya e che forse è l’opera che lo rappresenta al meglio. Nonostante i suoi difetti, è uno di quei giochi che bisogna giocare per dire di conoscere il genio tormentato più buffo del panorama dello sviluppo.

Una rimasterizzazione che fa acqua

Sulla qualità del titolo non si discute, ma sulla rimasterizzazione vanno spese un po’ di parole. Okami HD è stato realizzato con sufficienza. Il gioco è tuttora bello da vedere e divertente da giocare solamente grazie al suo stile, e non ad un lavoro di rimasterizzazione certosino. Il testo dei dialoghi non è velocizzabile a dovere, facendo sì che – a 11 anni di distanza, va sottolineato – Okami si porti dietro ancora un grosso problema di ritmo. Non sono presenti opzioni aggiuntive degne di essere riportate (No, il supporto alla risoluzione 4K non conta: andrebbe dato per scontato per questo tipo di operazioni).

Okami HD

Il gioco è fluido – con rare eccezioni in cui abbiamo riscontrato qualche scatto. Dando peso alla risoluzione fino ad un certo punto, ci saremmo aspettati l’aggiunta di qualche funzione ex novo… Anzi, ne sarebbe bastata una: una semplice spunta per disattivare il maledetto borbottio, causa di notti insonni e rage quit prepotenti. Segnaliamo che il minigioco dei caricamenti, presenti nella versione originale, è ora disattivabile. Da una parte un porting frettoloso, dall’altra un prezzo accessibile. Se non avete mai giocato ad Okami, questo è il momento.

Restate su DrCommodore per altre news, seguiteci su Facebook ed unitevi al canale Telegram per non perdere nessuna novità dal sito!

Vuoi giocare con noi? Ecco il server Discord ufficiale!

Facebook Comments

Okami HD

19,99
7.7

Lato artistico

9.0/10

Componente narrativa

8.5/10

Porting HD

7.5/10

Meccaniche di gioco

8.0/10

Dialoghi molto lunghi e vocette insopportabili

5.5/10

Pros

  • Una componente narrativa ottima
  • Una veste grafica che non invecchierà mai
  • Soluzioni di game design accattivanti
  • Tanto Hideki Kamiya, che ci sta sempre bene

Cons

  • Un porting fiacco
  • Scene di intermezzo troppo lunghe
  • Le voci dei personaggi sono insopportabili
  • Alcune ingenuità negli enigmi legati al pennello

Samuele Sanesi

Giocatore da sempre, Game Designer come stile di vita. Caporedattore nel tempo libero (a volte anche in quello occupato). Mangio salutare e bevo tanta acqua, perché i videogiochi tra settanta anni non si giocheranno da soli. Ho predilezione per ogni forma di intrattenimento ludico. Amo la mia città, le tradizioni Italiane e la mia famiglia. Uno dei miei hobby è la critica del Tiramisù. Ho visto navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione.