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Film/Serie Tv Recensione

Doctor Who: la recensione di “Twice Upon a Time”, lo speciale di natale

Doctor Who, la serie tv che ha accompagnato più di due generazioni di spettatori in viaggi attraverso lo spazio ed il tempo, emozionando migliaia di persone, facendoci piangere, ridere e arrabbiare, torna anche quest’anno con il suo appuntamento natalizio.

L’episodio, questo natale, ha però una guest star, un personaggio che i fan più vecchi conosceranno sicuramente, il Primo dottore, colui che ha dato inizio a questa fantastica “Avventura attraverso il tempo e lo spazio”.

Nell’episodio “The doctor falls”, abbiamo lasciato il “nostro” dottore, l’ultimo per intenderci, con una rigenerazione in sospeso, indeciso sul se continuare, cambiando di nuovo, o concedersi finalmente un po’ di riposo, finendo tutto come sé stesso.

Un problema simile è quello che, in un’altra epoca ed in un altro luogo, sta avendo il primo dottore, alle prese con la sua prima rigenerazione, che ha già deciso di voler morire come sé stesso, piuttosto che cambiare.

Sarà il Tardis a far incontrare i due dottori ed a dare inizio alla loro piccola avventura, durante la quale saranno alle prese con una nuova entità che viaggia nel tempo, la Testimonianza.

Intrecciata alla storia dei due dottori, è quella di un soldato della prima guerra mondiale, interpretato da “Mark Gatiss”, che, prossimo alla morte, si ritrova magicamente di fronte ai due signori del tempo.

È proprio questo soldato che la testimonianza vuole, ed in cambio offre al dottore la sua amica, creduta defunta, Bill Potts.

I dottori non accettano e scappano insieme a Bill ed al soldato, trattando per istinto la testimonianza come un nemico, un’entità malvagia che vuole fare del male.

 Sarà il “vecchio amico” del dottore, “Rusty” (il dalek che aveva rivoltato contro i suoi simili), ad aiutarli a scoprire che è in realtà un progetto di una scienziata per trasferire i ricordi delle persone che stanno morendo e dargli una possibilità di continuare a vivere la loro vita.

Scoperta la verità sulla testimonianza, i due dottori decidono di riaccompagnare personalmente il soldato, che si scopre essere un Lethbridge-Stewart (cognome che i fan della vecchia serie ricorderanno sicuramente), al suo tempo ed al suo destino.

Quando però arriva il momento della sua morte, i soldati di entrambi i fronti cominciano a cantare delle canzoni di natale e inizia una tregua natalizia, la famosa “Tregua di natale”, che avvenne realmente in varie zone del fronte occidentale nel 1914.

Il dottore, per prevenire la morte del soldato, aveva infatti spostato il flusso temporale di due ore, facendo sì che Lethbridge si ritrovasse nel bel mezzo della tregua.

Il primo dottore, dopo aver visto quello che diventerà, si convince che può ancora fare qualcosa di buono per l’universo, trasformando anche le cose brutte in favole con lieto fine, e decide quindi di rigenerarsi.

L’ultimo dottore, rimasto ormai solo, è però ancora tediato dalla decisione che deve prendere, nella quale sarà aiutato da Bill e Nardole.

I due sono in realtà ormai entrambi morti, e parte della testimonianza, cosa che solleva un grande interrogativo nel dottore, sono veramente i ricordi a fare di noi ciò che siamo, o c’è anche altro?

Neanche lui riesce a rispondere a questa domanda, però capisce l’importanza della memoria quando Bill, come ultimo regalo, gli restituisce il ricordo di Clara.

Alla fine, anche grazie ai suoi due ex compagni, il dottore capisce che l’universo sarebbe un posto ancora più buio, senza di lui a trasformarlo in una favola, e decide di sacrificarsi ancora una volta per il bene degli altri, perché “un’altra vita non ucciderà nessuno, a parte me”.

Il dottore di Capaldi lascia però degli importanti messaggi al suo successore prima di cambiare: “Non essere mai crudele o vigliacco e non mangiare mai pere! Ricorda, odiare è sempre da sciocchi e amare è sempre saggio. Cerca sempre di essere cortese, ma non mancare mai di essere gentile. E non devi dire a nessuno il tuo nome”.

L’episodio si conclude col nuovo dottore espulso da un tardis in fiamme che si sta a sua volta rigenerando, in caduta libera verso quella che sembra la terra e per saperne di più dovremo aspettare la prossima stagione.

Degna di nota è l’interpretazione del primo dottore di David Bradley, che riesce a catturare bene l’essenza dell’incarnazione, con l’unico difetto dell’ironico maschilismo che gli viene attribuito, forse dai produttori, probabilmente per prendere in giro tutti quei fan che non accettano il nuovo dottore donna semplicemente per maschilismo.

Emozionante e profondo è anche il monologo finale del dottore, parzialmente riportato sopra, che è l’apice dell’evoluzione di un personaggio che inizialmente non sapeva neanche chi fosse veramente, ed aveva paura di poter essere una persona cattiva.

Lo speciale di natale di quest’anno quindi non delude, trattando temi anche più profondi del solito e facendoci capire che anche se c’è molta cattiveria nel mondo (e nell’universo), non per questo dobbiamo credere tutto sia malvagio e non ci sia niente di buono, non dobbiamo diventare pessimisti, ma dobbiamo essere i primi a cercare il buono nelle persone ed a fare del bene, per migliorare quello che ci circonda e dopo tutto è proprio questo che dovrebbe avvenire a natale, dovremmo essere tutti più buoni.

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