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Torishima al Napoli Comicon 2026: i segreti dietro Dragon Ball, tra successi e fallimenti

Durante il Napoli Comicon 2026, uno degli interventi più memorabili è stato senza dubbio quello di Kazuhiko Torishima, figura chiave dietro il successo di Dragon Ball. Non un semplice editor, ma una mente strategica che ha accompagnato Akira Toriyama nelle fasi più delicate della sua carriera, contribuendo a trasformare un manga incerto in un fenomeno globale.

Quando Dragon Ball rischiava di non funzionare

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare oggi, come leggiamo qui, Dragon Ball non esplose subito. Il vero punto di svolta arrivò con l’introduzione dei tornei e degli allenamenti, elementi che portarono ritmo, tensione e crescita del protagonista. Fu lì che il pubblico iniziò davvero a connettersi con Goku.

Eppure, anche nel momento di massimo successo, arrivò una decisione rischiosa: far crescere Goku. Toriyama lo considerava necessario per rendere i combattimenti più dinamici, mentre Torishima inizialmente temeva di rompere un equilibrio vincente. Alla fine, fu proprio questa scelta a cambiare tutto. Il passaggio alla versione adulta del protagonista aprì nuove possibilità visive e narrative, rendendo gli scontri più intensi e spettacolari.

Toyotaro, Torishima storici di dragon ball
Toei Animation

Il segreto dietro i combattimenti: tecnica e velocità

Uno degli aspetti più interessanti emersi riguarda il modo in cui venivano costruite le scene d’azione. Non si trattava solo di disegnare velocemente, ma di creare ritmo visivo. Toriyama affinò il suo stile anche grazie alla collaborazione con animatori come Toyoo Ashida, imparando tecniche che gli permisero di ridurre drasticamente i tempi di lavoro senza perdere qualità. Il risultato? Tavole più dinamiche, corpi più definiti e combattimenti capaci di trasmettere energia anche sulla carta.

Il fallimento dell’anime e la svolta decisiva

dragon ball originale
Shueisha

Quando Dragon Ball arrivò in versione animata, però, qualcosa non funzionò. Lo staff iniziale, abituato allo stile comico di Dr. Slump, non riuscì a rendere la tensione e la drammaticità dei combattimenti. Alcune scene chiave, come lo scontro con Piccolo, risultarono piatte e poco coinvolgenti.

Fu a quel punto che Torishima prese una decisione cruciale: rivolgersi al team di Saint Seiya, noto per la qualità delle scene d’azione. L’idea non era solo migliorare l’anime, ma rifondarlo completamente.

La nascita di Dragon Ball Z

Goku schiaffeggia Freezer in Dragon Ball Z

Il cambiamento fu radicale. Nuovo staff, nuova direzione e un nuovo titolo: Dragon Ball Z. Una “Z” che, come spiegato da Toriyama, rappresentava la fine, l’ultima evoluzione della storia.

Grazie a questo rilancio, l’anime acquisì una nuova identità: combattimenti più pesanti, movimenti più intensi, ritmo più studiato. Il segreto? Non la quantità di fotogrammi, ma il loro utilizzo. Alternare momenti lenti a esplosioni improvvise di velocità creava un impatto visivo molto più forte.

Il ruolo dell’editor: dietro ogni leggenda, le parole al Napoli Comicon

Uno dei messaggi più importanti emersi dall’incontro al Napoli Comicon riguarda proprio il ruolo dell’editor. Torishima ha raccontato come, all’inizio, non considerasse Toriyama un genio completo, ma un grande illustratore ancora da formare.

È stato il confronto continuo, anche duro, a far crescere l’autore. Un processo alimentato anche dai lettori, soprattutto i più giovani, sempre pronti a criticare e a pretendere di più.

Tra successi e critiche: da GT a oggi

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Toei Animation

Torishima ha poi parlato anche delle produzioni successive, da GT a Super fino a Daima, senza risparmiare critiche. Secondo lui, uno degli errori più grandi è stato smettere di mettere in discussione le idee, trasformando il rispetto in idolatria. Perché, come ha sottolineato, anche i grandi autori hanno bisogno di confronto per migliorare.

Un intervento lucido, diretto e pieno di retroscena che ha mostrato un lato diverso di Dragon Ball: non solo un’opera leggendaria, ma il risultato di scelte rischiose, errori e correzioni continue. Un viaggio creativo che, senza Torishima, probabilmente non sarebbe mai diventato ciò che conosciamo oggi.

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Nicola Gargiulo

Nicola Gargiulo

Grafico e Copywriter di professione, nerd per ossessione. Cresciuto a latte, anime, videogiochi, film, serie TV, manga e fumetti cerco di diffondere il "verbo" tramite la parola scritta e lo spazio concesso dall'internet e dai capoccia di Dr. Commodore, detti anche "Gorosei".

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