One Piece si trova in un momento narrativo delicatissimo. La pausa della rivista ha rallentato l’uscita ufficiale del capitolo 1170, ma come spesso accade nei momenti chiave dell’opera, spoiler e raws hanno anticipato rivelazioni capaci di scuotere l’intero fandom. Prima di entrare nel merito, è fondamentale ribadire che quanto segue si basa su materiale non ancora pubblicato ufficialmente al momento della sua scrittura, ed è quindi da considerarsi a tutti gli effetti spoiler.

Ciò che emerge dal capitolo è però troppo importante per essere ignorato. Loki, figura già carica di simbolismo fin dalla sua introduzione a Elbaph, entra finalmente in azione in uno scontro diretto con Ragnir, il martello che fino a ora sembrava una semplice arma leggendaria. Lo scontro è potente, tanto che i due finiscono stremati, con il martello di Loki ad avere la peggio, finendo in frantumi. Ed è proprio lì che si scopre la natura di Ragnir, che si trasforma in un piccolo scoiattolo.
Questa creatura volutamente straniante e apparentemente innocua finisce per “accettare” Loki, riconoscendone la forza e invitandolo ad aprire il forziere contenente il Frutto del Diavolo leggendario che mai nessuno è riuscito a mangiare proprio perché era difeso da Ragnir. Quando Loki mangia il frutto, viene anche stipulato un patto tra i due, dando inizio a una trasformazione cruciale: mani artigliate, silhouette mostruosa, identità nascosta. Oda decide ancora una volta di non mostrare tutto, lasciando che sia l’immaginazione del lettore, e la mitologia, a colmare i vuoti.

Più di un’arma e un padrone: Ratatoskr e Nidhogg
La teoria che si è imposta quasi immediatamente nel dibattito online è che Ragnir e Loki non siano due entità separate, ma due parti di un unico sistema narrativo, ispirato direttamente alla mitologia norrena: Ratatoskr e Níðhöggr (Nidhogg). Il rapporto tra queste due leggende non è mai stato quello di semplice antagonismo o subordinazione. Al contrario, si tratta di due entità che esistono all’interno di un sistema cosmico chiuso, governato da Yggdrasil, l’albero del mondo che sostiene l’intero universo.
Ratatoskr è uno scoiattolo (o una piccola creature) che corre incessantemente lungo il tronco di Yggdrasil, muovendosi tra la cima e le radici, dove dimora confinato Nidhogg. Il suo compito non è solo quello di trasportare messaggi, ma di alimentare il conflitto, riferendo insulti, provocazioni e parole cariche d’odio tra le due estremità dell’albero. In alcune interpretazioni, Ratatoskr distorce deliberatamente i messaggi, agendo come un vero e proprio istigatore.
Loki, dal canto suo, si allinea perfettamente alla figura di Nidhogg, il drago-serpente che vive sotto una delle radici di Yggdrasil e che la rode incessantemente, simbolo di corruzione, entropia e distruzione lenta ma inevitabile. La scelta di Oda di mostrare Loki solo in silhouette, con artigli e una forma pseudo-draconica, rafforza l’idea di una creatura che non deve essere pienamente rivelata subito, proprio come Nidhogg, la cui presenza è costante ma quasi sempre invisibile.
Nella mitologia norrena, Nidhogg è una delle incarnazioni più pure del concetto di decadenza cosmica. Nidhogg rappresenta l’idea che ogni sistema, per quanto perfetto, contenga in sé il seme della propria distruzione. Non combatte gli dèi, ma li attende, li consuma indirettamente, indebolendo ciò che li sostiene. Loki, dopo aver inseguito Rocks a lungo, prese in mano le redini del suo destino: accetta che non esiste un dio che unirà i popoli e diventa lui il Dio del Sole raccontato a Elbaph, ma non quello liberatore, bensì quello distruttore.

Oda e la mitologia come architettura narrativa
Eiichiro Oda non utilizza mai la mitologia in modo superficiale. I suoi riferimenti servono a costruire archetipi narrativi che si riflettono negli eventi futuri. Lo ha fatto con Joy Boy, con Nika, con i Zoan mitologici. Qui sembra fare qualcosa di molto ambizioso, cercando di integrare le due entità sotto una nuova veste e incastrarle coerentemente nel suo mondo. In tutto questo, prima di spiegare, lascia che il lettore riconosca il disegno, come ha sempre fatto nei momenti chiave della saga, e faccia le proprie valutazioni e speculazioni.
Il web è letteralmente impazzito non solo perché molti hanno predetto perfettamente la cosa, ma perché, a posteriori, gli indizi erano ovunque. La cover page del capitolo 1128, con il drago violaceo, ora appare come un chiaro foreshadowing, con il colore che richiama quello ufficiale dei capelli di Loki. Ancora più significativo è il dettaglio degli incubi evocati a Elbaph, in quanto tra le creature evocate c’era proprio Nidhogg, rappresentato in modo sorprendentemente simile al drago della cover. Tutto questo, oggi, passa dall’essere un semplice cameo, a vera e propria anticipazione tematica. Se verrà confermato, il capitolo 1170 di One Piece potrebbe essere ricordato come il capitolo in cui Oda ha ufficialmente introdotto una nuova forza mitologica attiva nella storia.

