La crisi dei chip di memoria attualmente in corso è diventata così grave da impattare persino strumenti di memorizzazione non èpiù così in uso come gli HDD. Infatti pare che il prezzo di questi strumenti sia aumentato di circa il 4% nel quarto trimestre di quest’anno, stando a un rapporto condiviso dalla testata giapponese Nikkei, che lo definisce quello più significativo registrato negli ultimi 8 mesi.

Le cause della crisi dei chip di memoria
Secondo la testata le cause principali di quanto sta avvenendo sono due:
- la Cina, che con il suo obiettivo di raggiungere la dipendenza tecnologica e informatica ha di fatto rilanciato l’utilizzo degli HDD per la loro affidabilità nel lungo periodo; l’intelligenza artificale;
- i data center e i supercomputer legati all’intelligenza artificiale, soprattutto quelli statunitensi, con la mole di dati generati è talmente elevata da richiedere un continuo utilizzo degli HDD anche se si sta cercando di passare ai drive a stato solido.
Al rapporto di Nikkei si aggiunge un dato diffuso da TrendForce secodno il quale le fabbriche di HDD stanno lavorando a pieno regime ma non riescono più a soddisfare la domanda. Converrà trovare al più presto una soluzione, altrimenti l’industria tecnologica rischia di crollare sotto i pesi di sé stessa.
